Il Cairo, 2 aprile 2026 – Una tempesta di sabbia di vaste proporzioni ha interessato oggi quasi tutto l’Egitto, causando disagi significativi alla navigazione nel Canale di Suez, arteria cruciale per il commercio mondiale. A seguito delle condizioni meteorologiche avverse, le autorità hanno disposto la sospensione dei servizi di traghetti tra le due rive del canale nei governatorati di Suez, Ismailia e Port Said.
Canale di Suez bloccato per la tempesta di sabbia
Nonostante il peggioramento della visibilità, le navi di grandi dimensioni hanno continuato a transitare lungo il Canale di Suez, seppur con misure di sicurezza rafforzate. Alcune imbarcazioni sono state scortate da mezzi di soccorso e tutte hanno ridotto la velocità, mantenendo una distanza di sicurezza di 2 chilometri tra una nave e l’altra per evitare incidenti. Il Canale di Suez, lungo 193 chilometri, rappresenta un passaggio vitale che collega il Mar Mediterraneo al Mar Rosso, consentendo di evitare la circumnavigazione dell’Africa e facilitando il traffico commerciale globale.
Durante l’ondata di maltempo, un cargo cinese, il Xin Tain Yuan, si è insabbiato a causa di un malfunzionamento del timone mentre attraversava il canale in rotta dalla Danimarca a Singapore. Con una lunghezza di 225 metri, una larghezza di 32,2 metri e una stazza di 41.000 tonnellate, la nave battente bandiera panamense è stata comunque disincagliata con successo, nonostante la tempesta.
Le difficili condizioni meteorologiche e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, tra cui il blocco dello Stretto di Hormuz e i rischi legati a rotte alternative come lo Stretto di Bab el-Mandeb, stanno creando ulteriori difficoltà per il traffico marittimo.
Le compagnie di navigazione hanno già iniziato a sospendere alcuni passaggi per motivi di sicurezza, mentre i costi assicurativi delle navi sono quadruplicati, incidendo sui costi globali del trasporto marittimo. In questo quadro, il controllo e la gestione del Canale di Suez rivestono un ruolo cruciale per garantire la regolarità degli scambi commerciali internazionali e la stabilità economica regionale.






