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Telegram avverte sui rischi delle nuove regole Sánchez: “Spagna verso uno Stato sorvegliato”. Madrid lo accusa

Il fondatore di Telegram critica le nuove restrizioni digitali del governo spagnolo, sollevando timori su privacy e libertà d’espressione. Crescono tensioni con Big Tech

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Pavel Durov

Pavel Durov, CEO di Telegram, avverte Sanchez in Spagna | Instagram - @durov

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Madrid, 4 febbraio 2026 – Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram, ha rivolto un appello agli utenti spagnoli in risposta alle nuove misure annunciate dal governo del premier Pedro Sánchez riguardanti il controllo sulle piattaforme digitali. Tra le disposizioni più controverse spicca il divieto di accesso alle reti sociali per gli under 16, una misura che Durov definisce potenzialmente trasformativa della Spagna in uno Stato sorvegliato.

Telegram contro le misure del governo Sánchez in Spagna

In un messaggio diffuso sulla piattaforma, Durov ha espresso forte preoccupazione per le normative che, a suo avviso, minacciano le libertà digitali in nome della protezione dei minori. “Queste misure possono trasformare la Spagna in uno Stato sorvegliato con il pretesto della protezione“, ha scritto, invitando gli utenti a mantenere alta la vigilanza, a chiedere trasparenza e a lottare per i propri diritti digitali.

Un altro punto contestato dal CEO di Telegram riguarda l’iniziativa del governo spagnolo di attribuire responsabilità penali ai dirigenti delle piattaforme per i contenuti d’odio non rimossi. Durov ha ammonito sul rischio di una “censura eccessiva“, sottolineando che le piattaforme potrebbero eliminare qualsiasi contenuto anche solo minimamente controverso per evitare sanzioni, col rischio di mettere a tacere la dissidenza politica, il giornalismo e le opinioni quotidiane: “La tua voce potrebbe essere la prossima, se sfida lo status quo“, ha dichiarato.

Sánchez parla delle nuove misure sull'uso dei social per i minori in Spagna
Pedro Sánchez parla delle nuove misure sull’uso dei social per i minori in Spagna | Shutterstock – alanews

L’accusa del governo spagnolo a Durov e Telegram

Il governo spagnolo ha lanciato un’accusa senza precedenti contro Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram, reo, secondo l’esecutivo, di aver utilizzato “il suo controllo senza restrizioni” sull’applicazione per diffondere “menzogne e attacchi illegittimi” contro il governo di Madrid. La denuncia arriva dopo l’invio massivo, alle 17:54 di oggi, di un messaggio agli utenti spagnoli dell’applicazione.

Fonti ufficiali del governo hanno sottolineato come si tratti di un fatto storico: “È la prima volta che accade nella storia del nostro Paese”, si legge in una nota. L’episodio, prosegue l’esecutivo guidato da Pedro Sánchez, “dimostra di per sé l’urgente necessità di regolare le reti sociali e le applicazioni di messaggistica mobile”. Il messaggio inviato tramite Telegram è stato interpretato come un’inondazione di propaganda, resa possibile dal “potere dei tecno-oligarchi stranieri” che, in questo caso, avrebbero agito proprio in risposta alle misure adottate dal governo spagnolo per proteggere i minori e far rispettare la legge.

Il governo spagnolo, con sede a Palazzo della Moncloa, ha espresso preoccupazione per la possibilità che piattaforme come Telegram possano veicolare contenuti non controllati e potenzialmente pericolosi per la stabilità politica e sociale del Paese.

Contesto e reazioni internazionali

L’appello di Durov si inserisce in un contesto di crescente tensione tra il governo spagnolo e le grandi aziende tecnologiche, a cui si aggiunge anche la dura presa di posizione di Elon Musk, proprietario di X (ex Twitter), che ha definito il premier Sánchez con epiteti forti come “tiranno” e “fascista totalitario” in risposta alle stesse misure.

Pavel Durov, noto per la sua visione libertaria e per aver fondato Telegram dopo aver lasciato la Russia in seguito a pressioni politiche, affronta da tempo accuse legate alla gestione dei contenuti sulla sua piattaforma, inclusi procedimenti giudiziari in Francia. Nonostante ciò, continua a difendere con forza la libertà di espressione e la privacy degli utenti, opponendosi a normative che ritiene possano limitare diritti fondamentali in nome della sicurezza digitale.

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