Khartoum, 5 marzo 2026 – Un nuovo lancio di droni in Sudan ha provocato la morte di 18 persone nella città di Al-Mojlad, situata nello Stato del Kordofan Occidentale, vicino al confine con il Sud Sudan. Secondo una fonte medica, l’attacco sarebbe stato condotto dall’esercito regolare sudanese, impegnato in un conflitto armato dal 15 aprile 2023 con le forze paramilitari. I paramilitari hanno denunciato ieri un raid con drone su un mercato locale, che avrebbe causato “decine di morti e feriti tra i civili”.
Il contesto del conflitto in Sudan
La città di Al-Mojlad si trova a poche decine di chilometri a sud di Babanousa, un’importante roccaforte regionale dell’esercito regolare caduta in mano ai paramilitari lo scorso novembre. La regione del Kordofan, ricca di risorse come oro e petrolio, rappresenta un nodo strategico per il controllo del Sudan, che da quasi tre anni è teatro di un conflitto devastante.
La guerra ha già causato decine di migliaia di morti e lo sfollamento di circa 11 milioni di persone, trasformando il Sudan nella più grave crisi umanitaria mondiale. Le Nazioni Unite denunciano regolarmente gli attacchi indiscriminati di entrambe le fazioni contro aree densamente popolate, comprese infrastrutture civili come mercati, ospedali e abitazioni.
Le conseguenze umanitarie e la comunità internazionale
Nonostante ripetuti appelli a un cessate il fuoco, le ostilità continuano senza sosta, con un armamento sempre più sofisticato da entrambe le parti. L’embargo sulle armi imposto nel 2024 dall’Onu riguarda solo il Darfur e non l’intero paese, permettendo così un flusso continuo di armamenti provenienti da diversi Paesi, tra cui Cina, Russia e Emirati Arabi Uniti.
La popolazione civile è la principale vittima di questa escalation: oltre 30 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari urgenti e oltre 26 milioni soffrono una grave insicurezza alimentare. Le violenze includono attacchi mirati e violenze sessuali perpetrate soprattutto dalle Forze di Supporto Rapido (FSR) e milizie alleate, configurandosi come crimini di guerra e potenziali crimini contro l’umanità.
Il conflitto in Sudan, dunque, non è solo un’escalation militare ma una crisi umanitaria di proporzioni drammatiche, con la comunità internazionale chiamata a intervenire con urgenza per porre fine alla sofferenza della popolazione civile.





