Il Cairo, 25 febbraio 2026 – Un violento attacco delle Forze di Supporto Rapido (RSF) ha colpito ieri la città di Mustariha, nello Stato del Darfur settentrionale, causando almeno 28 morti e 39 feriti, secondo quanto riferito dal Sudan Doctors Network, un gruppo di medici volontari impegnati nella zona. Tra le vittime si contano almeno dieci donne, mentre il bombardamento con razzi ha distrutto l’unico centro sanitario della città. Il personale medico è stato aggredito e uno degli operatori arrestato, aggravando la crisi umanitaria in un’area già duramente provata dal conflitto in atto da quasi tre anni.
Descrizione dell’attacco e conseguenze umanitarie
Le RSF hanno lanciato un attacco armato che ha incluso un’incursione violenta e l’incendio di numerose abitazioni. Prima dell’assalto, sono stati segnalati attacchi con droni contro obiettivi civili quali il centro sanitario, abitazioni private, il mercato locale e strutture di accoglienza. Queste azioni hanno seminato morte e panico tra la popolazione, costringendo migliaia di persone a fuggire verso i villaggi limitrofi, come riferito da un testimone proveniente dalla vicina città di Kabkabiya. Le famiglie arrivate nelle ultime ore erano in stato di shock e molte hanno percorso lunghe distanze a piedi, senza poter portare con sé beni personali.
Mustariha è nota come una roccaforte di Musa Hilal, leader di una fazione della tribù Rizeigat da cui provengono diversi comandanti delle RSF. Hilal ha dichiarato il proprio sostegno alle Forze armate sudanesi e si è schierato con le forze congiunte che comprendono gruppi armati del Darfur alleati con l’esercito regolare. Le RSF finora non hanno rilasciato dichiarazioni sull’accaduto.
Il contesto del conflitto in Sudan
Dal 15 aprile 2023 il Sudan è teatro di un sanguinoso conflitto tra le Forze armate sudanesi e le RSF, che ha prodotto una delle peggiori crisi umanitarie contemporanee. Secondo le stime più recenti, il conflitto ha causato tra le 60.000 e 150.000 vittime e oltre 11 milioni di sfollati interni ed esterni, con milioni di persone che necessitano di assistenza urgente. Gli attacchi indiscriminati contro la popolazione civile, compresi bombardamenti su mercati, campi per sfollati e ospedali, hanno esasperato una situazione già critica, soprattutto nello Stato del Darfur, regione teatro di violenze etniche e militari da oltre due decenni.
Nonostante gli sforzi diplomatici per un cessate il fuoco, le ostilità persistono e il conflitto continua a mietere vittime civili e a causare sofferenze indicibili in una popolazione sempre più vulnerabile. Le RSF, originariamente costituite da milizie Janjaweed, sono accusate di gravi violazioni dei diritti umani e crimini contro l’umanità, aggravando ulteriormente il quadro di instabilità e crisi umanitaria nel paese.






