Teheran, 21 marzo 2026 – L’Iran conferma la disponibilità a garantire il passaggio sicuro delle navi giapponesi attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più sensibili per il traffico petrolifero mondiale. Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista rilasciata all’agenzia Kyodo News.
Stretto di Hormuz: passaggio aperto per le navi giapponesi
Secondo Araghchi, lo Stretto di Hormuz non è chiuso e rimane accessibile ai Paesi non ostili a Teheran. Il ministro ha precisato: “Non abbiamo chiuso lo stretto. Dal nostro punto di vista, lo stretto è aperto. È chiuso solo alle navi appartenenti ai nostri nemici, i Paesi che ci attaccano. Per quanto riguarda gli altri Paesi, le loro navi possono attraversare lo stretto”. Per il transito, i Paesi interessati, tra cui il Giappone, devono semplicemente “contattare” l’Iran per definire la logistica del passaggio sicuro, ha aggiunto Araghchi.
Il Giappone, che dipende per il 95% del suo petrolio dal Medio Oriente e per il 70% dal transito attraverso lo Stretto di Hormuz, ha recentemente annunciato l’utilizzo delle sue riserve strategiche di petrolio, tra le più grandi al mondo, pari a 254 giorni di consumo interno. Questa mossa è stata motivata dall’attuale complessità geopolitica e dalle tensioni che interessano la regione.
Contesto geopolitico e sicurezza marittima
Lo Stretto di Hormuz rappresenta un passaggio cruciale per circa il 20% del commercio marittimo mondiale di petrolio. La sicurezza in questa area è da tempo motivo di preoccupazione internazionale, specie dopo gli attacchi militari e le tensioni nella regione. L’Italia, così come altri Paesi europei, ha adottato una posizione cauta, rifiutando per ora l’invio di navi da guerra in un’area già teatro di conflitti. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha sottolineato l’importanza di un’azione collettiva e diplomatica per “sterilizzare” la zona e ridurre al minimo l’impatto del conflitto sulla vita quotidiana e sull’economia globale.
Il dialogo tra Iran e Giappone, come indicato dal ministro Araghchi, potrebbe rappresentare un passo importante per garantire la continuità dei traffici marittimi e la stabilità energetica globale, confermando il ruolo strategico di Hormuz nel contesto geopolitico attuale.






