Londra, 4 marzo 2026 – Keir Starmer, primo ministro del Regno Unito, ha risposto indirettamente alle recenti accuse del presidente statunitense Donald Trump ribadendo che il Regno Unito non è coinvolto negli attacchi contro l’Iran, sottolineando di aver appreso la lezione della guerra in Iraq. L’intervento è avvenuto durante un evento con le comunità di origine pachistana e palestinese in occasione del Ramadan, nel quale Starmer ha evidenziato l’importanza di pace, giustizia e sicurezza in Medio Oriente, ricordando le troppe vite già perse, tra cui donne e bambini a Gaza.
Starmer risponde a Trump rievocando la guerra in Iraq
Il riferimento di Starmer alla guerra in Iraq richiama il controverso vertice delle Azzorre del 2003, dove Tony Blair, José María Aznar e José Barroso sostennero la decisione degli Stati Uniti di George W. Bush di invadere l’Iraq nonostante il veto dell’ONU, il dissenso della maggioranza dell’Unione Europea e le proteste di massa nei rispettivi Paesi. Quel conflitto si concluse con un bilancio sanguinoso e duraturo, superando di gran lunga le previsioni iniziali. Starmer ha sottolineato che è fondamentale imparare e seguire le lezioni del passato per evitare simili tragedie in futuro.
L’approccio cauto e responsabile di Starmer in politica estera
Da quando è diventato primo ministro nel luglio 2024, Keir Starmer ha adottato una linea politica prudente, specialmente riguardo a conflitti internazionali. Nonostante le tensioni con Donald Trump, il premier britannico ha mantenuto un tono di fermezza senza alimentare lo scontro diretto, evitando di citare esplicitamente il presidente americano. La sua posizione riflette una visione di soft power e responsabilità, in controtendenza rispetto al passato interventismo britannico. Starmer ha inoltre espresso la volontà di promuovere un cambiamento attraverso la pace e la giustizia, lasciando aperta la porta a una politica estera basata sul dialogo e sull’apprendimento dall’esperienza storica.






