Londra, 23 marzo 2026 – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha smentito oggi le affermazioni provenienti da Israele circa una presunta minaccia diretta al Regno Unito da parte di missili balistici iraniani capaci di raggiungere obiettivi in Europa, incluso il territorio britannico. La dichiarazione è stata resa al termine di una riunione del comitato delle emergenze Cobra, incaricata di valutare le misure economiche da adottare in risposta agli effetti della guerra in Medio Oriente.
Starmer: “Non siamo nel mirino”
Starmer ha chiarito che, nonostante il tentato lancio di missili da parte di Teheran contro la base strategica britannica di Diego Garcia, condivisa con gli Stati Uniti nell’Oceano Indiano, non ci sono segnalazioni da parte dell’intelligence di Sua Maestà che confermino una minaccia diretta al Regno Unito. Il premier ha sottolineato l’impegno continuo nel monitorare la situazione e aggiornare le valutazioni per garantire la sicurezza nazionale: «Al momento non ci sono conferme che siamo nel mirino in alcun modo».
Questa presa di posizione arriva in un contesto di crescente tensione internazionale, con gli Stati Uniti che hanno intensificato la loro campagna militare contro l’Iran, come annunciato dal presidente Donald Trump nei giorni scorsi. Washington ha infatti rivendicato il successo dell’operazione ‘Epic Fury’, proseguendo con attacchi mirati contro obiettivi iraniani e rafforzando l’allerta nelle basi in Medio Oriente. Nonostante ciò, il Regno Unito si mantiene prudente nel riconoscere pubblicamente l’entità delle minacce provenienti da Teheran.
Una coppia inglese è detenuta in Iran
Parallelamente alle tensioni geopolitiche, la crisi umanitaria coinvolge anche cittadini britannici: Craig e Lindsay Foreman, una coppia detenuta nel carcere iraniano di Evin per presunto spionaggio, hanno lanciato un appello diretto al governo Starmer, accusandolo di averli abbandonati. Nella telefonata diffusa ai familiari, i Foreman hanno espresso frustrazione per la mancanza di un impegno pubblico da parte di Londra a sostegno della loro innocenza e per l’assenza di informazioni sulle loro condizioni e prospettive di rilascio. Il Foreign Office ha risposto che la diplomazia britannica sta facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini e per ottenere il loro ritorno in patria.
Sul fronte economico, il premier ha convocato una riunione d’emergenza con il cancelliere dello Scacchiere, Rachel Reeves, e il governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey. L’obiettivo è valutare l’impatto della guerra in Medio Oriente sull’economia britannica e preparare misure di contrasto, soprattutto in vista delle turbolenze attese nei mercati finanziari a causa delle tensioni sull’approvvigionamento energetico e delle possibili ripercussioni globali.
Reazioni e sicurezza interna
In una nota di carattere interno, Starmer ha condannato con fermezza un incendio doloso a sfondo antisemita che ha colpito una comunità ebraica nel Regno Unito, definendolo un atto sconvolgente e ingiustificabile. Ha rivolto il suo pensiero alla comunità colpita e ha esortato chiunque possieda informazioni a collaborare con la polizia per assicurare i responsabili alla giustizia. Il premier ha ribadito che l’antisemitismo non ha posto nella società britannica e ha riaffermato l’impegno del governo nel contrastare ogni forma di odio e discriminazione.
Le tensioni in Medio Oriente, le implicazioni per la sicurezza nazionale e l’impatto sulle comunità all’interno del Regno Unito rappresentano oggi una priorità assoluta per il governo di Starmer, che si trova a gestire una situazione complessa tra pressioni internazionali e questioni domestiche.






