Minneapolis, 8 gennaio 2026 – Una vicenda drammatica ha scosso la città di Minneapolis, nel Minnesota, dopo che un agente dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) ha ucciso una manifestante durante un’operazione di controllo anti-immigrazione. La vittima, una donna americana di 37 anni, è stata colpita a morte dopo aver tentato di speronare gli agenti con la sua auto nel quartiere di Powerhorn, una zona residenziale della città. L’episodio ha suscitato una forte reazione da parte del sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, che ha duramente condannato l’operato degli agenti federali invitandoli ad allontanarsi dalla città.
Il dramma nel quartiere Powerhorn e la reazione del sindaco Jacob Frey

L’incidente è avvenuto all’incrocio tra la 34esima strada e Portland Avenue, dove gli agenti dell’Ice erano impegnati in una vasta azione contro l’immigrazione clandestina. Dopo che la donna ha tentato di speronare gli agenti, questi hanno aperto il fuoco, provocandone la morte sul colpo. Sul posto si è subito radunata una folla di manifestanti, molti dei quali contrari alle operazioni dell’Ice e al trattamento riservato ai migranti.
Jacob Frey, sindaco democratico di Minneapolis dal 2018, noto per le sue posizioni progressiste e per il suo impegno in materia di diritti civili, ha espresso pubblicamente la sua rabbia nei confronti degli agenti federali. In un duro intervento, il sindaco ha intimato agli agenti di lasciare immediatamente la città con un messaggio chiaro: “Via da Minneapolis, fuori dalle nostre comunità”. Frey, laureato in giurisprudenza presso l’Università di Villanova, ha più volte dimostrato sensibilità verso le tematiche sociali e ambientali nel corso della sua carriera politica, che lo ha visto anche consigliere comunale prima di assumere la carica di sindaco.
Tensioni e proteste nell’intero paese: il quadro nazionale
L’episodio di Minneapolis si inserisce in un contesto nazionale segnato da crescenti tensioni attorno alle politiche migratorie degli Stati Uniti. Simili manifestazioni di protesta si sono verificate nelle ultime settimane anche a Los Angeles, dove le autorità locali si sono scontrate con le forze federali. Il presidente Trump, infatti, aveva disposto l’invio di circa 2.000 soldati della Guardia Nazionale e successivamente 700 Marines per supportare le operazioni anti-immigrazione, iniziative che hanno provocato aspre reazioni da parte delle autorità locali e della popolazione.
Le proteste a Los Angeles, spesso accompagnate da arresti e scontri con la polizia, hanno visto i manifestanti esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’Ice con slogan come “Fuori l’Ice dalla nostra comunità”. Anche le Nazioni Unite hanno lanciato un richiamo contro la militarizzazione crescente di queste crisi sociali, invitando le autorità a promuovere soluzioni pacifiche e rispettose dei diritti umani.
L’omicidio della 37enne a Minneapolis rappresenta dunque un nuovo capitolo in una vicenda nazionale segnata da profonde divisioni e da un acceso dibattito sulle modalità di gestione dell’immigrazione negli Stati Uniti.
Fonte: alanews - Americana uccisa dall'Ice, il sindaco agli agenti: "Via da Minneapolis, fuori dalle p..."






