Qamishli, Siria, 30 gennaio 2026 – Le Forze democratiche siriane (Sdf) a guida curda hanno ufficializzato un nuovo accordo con il governo centrale siriano, segnando una svolta significativa nel processo di stabilizzazione del cessate il fuoco che ha interrotto settimane di violenti scontri nel nord-est della Siria. L’intesa prevede un avvicinamento concreto tra le due parti con la finalità di integrare progressivamente le forze e le istituzioni sul territorio.
Accordo di integrazione e sicurezza tra Sdf e governo
Secondo i termini dell’accordo, le forze di sicurezza del ministero degli Interni siriano saranno autorizzate a entrare nelle città strategiche di al-Hassakeh e Qamishli, zone precedentemente interdette alla presenza delle truppe governative. Questo passaggio costituisce un elemento chiave per avviare la piena integrazione tra l’Sdf e le forze governative, includendo la creazione di una nuova unità militare composta da tre brigate Sdf e l’inserimento di una brigata di combattenti curdi all’interno di una brigata governativa nella provincia di Aleppo.
L’accordo prevede anche l’assorbimento delle istituzioni locali a guida curda, che da anni amministrano di fatto il nord-est siriano in autonomia, nelle strutture statali ufficiali. Inoltre, si garantiscono diritti civili, educativi e il ritorno degli sfollati nelle loro regioni di origine, elementi fondamentali per la riconciliazione socio-politica nella regione.
Le tensioni in Siria
Le tensioni tra Sdf e esercito siriano si erano acuite dopo l’offensiva governativa lanciata all’inizio di gennaio ad Aleppo, che ha portato l’Sdf a perdere vaste aree nel nord-est del Paese. Questo nuovo accordo arriva dopo mesi di negoziati complessi e un precedente tentativo di fusione fallito a marzo 2025.
Parallelamente, la scena internazionale ha visto un’evoluzione significativa: gli Stati Uniti, storici alleati dell’Sdf nella lotta contro lo Stato Islamico, hanno ridotto il loro coinvolgimento diretto, spingendo invece per un riavvicinamento tra le fazioni siriane sotto la guida del presidente ad interim Ahmad al-Sharaa. La tregua raggiunta la scorsa settimana, che ha resistito agli attacchi, sembra essere stata rafforzata dall’intesa annunciata venerdì, aprendo la strada a un possibile consolidamento della pace nell’area.





