Madrid, 25 gennaio 2026 – In occasione del meeting del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) per le elezioni regionali anticipate in Aragona, previste per l’8 febbraio, il presidente del Governo spagnolo Pedro Sanchez ha rilasciato un messaggio chiaro e fermo riguardo alle dinamiche delle relazioni internazionali tra Europa e Stati Uniti.
Sanchez critica il “dispotismo transatlantico”
Durante il suo intervento, Sanchez ha espresso con orgoglio la determinazione della Spagna nel difendere i valori nazionali e internazionali senza cedere al cosiddetto “dispotismo transatlantico” che, secondo il premier, alcune amministrazioni statunitensi hanno cercato di imporre. Pur evitando di menzionare direttamente il presidente degli Stati Uniti, il capo del governo ha sottolineato come l’Unione Europea abbia già fatto fronte a pressioni significative, come nel caso della controversa questione dell’annessione dell’isola artica.
“Difenderemo le relazioni transatlantiche da pari a pari“, ha affermato Sanchez alla platea di militanti, ribadendo che la Spagna non intende accettare alcuna forma di imposizione autoritaria, poiché il Paese si considera “seme di una nuova Europa” destinata a crescere e a dare frutti nei prossimi anni.
Elezioni in Aragona e crisi dei trasporti
Durante l’evento elettorale, Sanchez ha affiancato Pilar Alegría, ministra dell’Istruzione e candidata socialista alla presidenza della regione di Aragona, rafforzando l’impegno del PSOE nella competizione contro il governatore uscente Jorge Azcón del Partito Popolare (PP), che resta il favorito secondo i sondaggi.
Tuttavia, il clima preelettorale è segnato da una serie di gravi criticità nel settore dei trasporti, tra cui l’incidente ferroviario di Adamuz (Cordoba), che ha causato 45 vittime, e il collasso della rete Rodalies in Catalogna, interrotta da cinque giorni a seguito di un altro grave incidente con un macchinista deceduto e 37 feriti. Sanchez ha difeso l’operato del ministro dei Trasporti, Oscar Puente, lodandolo per aver “messo la faccia dal primo minuto” nella gestione delle emergenze.
L’intervento del premier spagnolo si inserisce in un momento delicato per la Spagna, impegnata a bilanciare pressioni internazionali e sfide interne, con un occhio puntato alle elezioni regionali che potrebbero influenzare l’assetto politico nazionale nei mesi a venire.






