Mosca, 30 gennaio 2026 – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha annunciato che la Russia si asterrà da attacchi militari contro l’Ucraina fino a domenica 1° febbraio. Questa decisione è stata presa in risposta a una richiesta diretta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con l’obiettivo di creare condizioni favorevoli per un possibile negoziato di pace tra le due nazioni. L’informazione è stata diffusa dall’agenzia russa Ria Novosti.
Cremlino, la tregua temporanea e le sue implicazioni
La sospensione delle operazioni militari rappresenta un momento significativo nella complessa crisi tra Russia e Ucraina, che dura ormai da diversi anni. Il Cremlino, attraverso la voce di Peskov, ha fatto sapere che l’astensione dagli attacchi è una misura temporanea e limitata fino a domenica, lasciando aperta la porta per futuri sviluppi. L’iniziativa segue la richiesta del presidente Trump, tornato alla Casa Bianca nel 2025 e impegnato a favorire una soluzione diplomatica al conflitto.
Secondo analisti, l’obiettivo strategico della Russia rimane quello di consolidare il controllo su alcune aree dell’Ucraina orientale, in particolare il Donbass, e mantenere una posizione di rilievo nel contesto geopolitico internazionale. Il giornalista e osservatore di Mosca, Fulvio Scaglione, ha recentemente sottolineato come Putin miri a essere riconosciuto come una grande potenza globale, nonostante le difficoltà economiche e militari del Paese.
Il ruolo di Donald Trump nella gestione del conflitto
Donald Trump, 47º presidente degli Stati Uniti, ha assunto un ruolo attivo nelle trattative di pace, proponendo una pausa nelle ostilità per favorire il dialogo. Dopo il suo ritorno alla presidenza nel 2025, Trump ha manifestato l’intenzione di risolvere il conflitto non con una vittoria militare, ma con un accordo negoziato. La sua richiesta al Cremlino di fermare gli attacchi riflette questa strategia.
La tregua temporanea potrebbe rappresentare un primo passo verso un confronto diplomatico più ampio, anche se le tensioni restano alte. Il portavoce Peskov ha infatti precisato che la Russia non intende rinunciare ai propri obiettivi strategici, ma è disponibile a valutare soluzioni che evitino ulteriori escalation nel breve termine.






