Londra, 26 febbraio 2026 – Non si arresta l’ondata di sbarchi di migranti sulle cosiddette “small boat” che attraversano la Manica verso il Regno Unito, nonostante le misure restrittive adottate dal governo del primo ministro laburista Keir Starmer. I dati ufficiali del Ministero dell’Interno britannico (Home Office), pubblicati oggi, evidenziano un aumento del 13% degli arrivi irregolari nel 2025 rispetto all’anno precedente, con circa 41.000 persone sbarcate nel corso dell’anno.
Cresce il fenomeno degli sbarchi nel Regno Unito
Il fenomeno migratorio resta crescente a dispetto delle promesse di controllo più rigido ai confini, incarnate dal governo laburista che ha assunto un approccio più “muscolare” sotto la guida della ministra dell’Interno Shabana Mahmood, in carica da settembre 2025. La ministra ha annunciato una revisione drastica della politica d’asilo, prevedendo la riduzione da 5 anni a soli 30 mesi del permesso di soggiorno per i rifugiati, con obblighi di revisione periodica e possibilità di rimpatrio se i paesi d’origine venissero dichiarati “sicuri”. Inoltre, l’accesso alla residenza permanente sarà esteso a 20 anni, una misura ispirata al modello danese, che ha drasticamente ridotto le richieste d’asilo.
Nonostante ciò, gli sbarchi sulle piccole imbarcazioni continuano a crescere: nel solo 2025 sono arrivate almeno 39.000 persone, più dell’intero 2024. Le nazionalità più rappresentate sono Eritrea (19%), Afghanistan (12%), Iran (11%), Sudan (11%) e Somalia (9%), con migranti in fuga da guerre e crisi politiche. Nel frattempo, le richieste d’asilo complessive nel 2025 si sono leggermente ridotte, attestandosi poco sopra quota 100.000.
Accoglienza e contestazioni sul territorio
Circa un terzo dei richiedenti asilo è attualmente ospitato in strutture alberghiere sorvegliate, soluzione che sta generando proteste in diverse comunità locali a causa dei costi e dell’impatto sociale. Il governo di Starmer si è impegnato a superare questa modalità di accoglienza.
Le opposizioni di destra criticano le politiche del governo come insufficienti e accusano il leader laburista di inseguire la destra nel tentativo di arginare la perdita di consensi, mentre ONG e forze di sinistra denunciano un tradimento dei principi di solidarietà e diritti umani. La ministra Mahmood respinge queste accuse, sostenendo che si tratta della “più grande revisione della politica d’asilo dei tempi moderni”, necessaria per proteggere la coesione sociale e prevenire l’immigrazione illegale.
Parallelamente ai flussi irregolari, continuano a crescere i visti di studio e i permessi di ricongiungimento familiare per cittadini di paesi come India, Cina e Pakistan, con un record di oltre 95.000 visti di studio per cittadini indiani nel 2025.
La situazione rimane dunque complessa e in evoluzione, con il governo Starmer impegnato su più fronti per gestire una crisi migratoria che, nonostante le misure restrittive, non accenna a rallentare.





