26 gennaio 2026 – In un contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente, il Gruppo d’attacco navale guidato dalla portaerei USS Abraham Lincoln è arrivato nella regione per rafforzare la presenza militare statunitense. La mossa si colloca in un momento particolarmente delicato, segnato da un clima di forte instabilità e da una serie di dichiarazioni bellicose da parte dei principali attori coinvolti. L’arrivo del gruppo militare potrebbe indicare come gli USA, e i suoi alleati nella regione, sarebbero pronti ad attaccare l’Iran.
Hezbollah avverte: attacco Usa all’Iran incendierebbe la regione
Dal Libano, il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha espresso un severo avvertimento in un discorso televisivo, dichiarando che qualsiasi aggressione contro Teheran coinvolgerebbe anche i militanti del suo movimento. Qassem ha ribadito che una nuova guerra contro l’Iran “incendierebbe la regione“, sottolineando la determinazione di Hezbollah a difendersi da qualsiasi attacco. La posizione di Hezbollah riflette il sostegno al governo degli Ayatollah e la volontà di contrapporsi a eventuali offensive esterne, contribuendo così alla complessa dinamica di sicurezza nell’area mediorientale.
Nel frattempo, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato che la portaerei Lincoln e le navi di scorta sono dispiegate in Medio Oriente con l’obiettivo di promuovere la sicurezza e la stabilità regionali. Questa presenza navale rappresenta un significativo aumento della potenza di fuoco americana, un messaggio chiaro in risposta alle crescenti tensioni con l’Iran e alle proteste interne che continuano a scuotere Teheran.
La situazione rimane estremamente fluida e monitorata da vicino a livello internazionale, con lo spettro di un possibile conflitto regionale sempre più concreto.
La posizione di Netanyahu e la risposta israeliana
Durante una sessione speciale della Knesset in onore del primo ministro albanese Edi Rama, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha contribuito ad aumentare la tensione lanciato un severo monito all’Iran, affermando che un eventuale attacco iraniano contro Israele “sarà un errore di troppo“. Netanyahu ha sottolineato con fermezza che ogni tentativo di danneggiare lo Stato ebraico incontrerà una risposta decisa e determinata. Inoltre, il primo ministro israeliano ha annunciato che sono previsti ulteriori accordi di normalizzazione con Stati arabi e musulmani, continuando dunque il processo di apertura diplomatica nella regione.
L’esercito israeliano rimane in stato di allerta, ma le forze armate hanno dichiarato che non ci sono cambiamenti nelle direttive del fronte interno, garantendo la prontezza operativa in ogni momento. Il portavoce dell’IDF Effie Defrin ha invitato la popolazione a fare riferimento esclusivamente agli annunci ufficiali, sottolineando il continuo monitoraggio della situazione.






