La portaerei nucleare USS Gerald R. Ford sta abbandonando la zona di operazioni nel Golfo Persico per dirigersi verso Creta, dove saranno eseguiti i necessari lavori di riparazione a seguito di un incendio scoppiato nella lavanderia della nave lo scorso giovedì. L’incendio, durato circa 30 ore, ha provocato il ferimento lieve di due marinai e l’intossicazione per inalazione di fumo di oltre 200 membri dell’equipaggio. A causa dei danni, più di 600 marinai si sono trovati senza un posto letto, costretti a dormire sul pavimento o sui tavoli in altre aree della portaerei. L’arrivo dell’ARG Usa fa pensare a una nuova strategia di attacco in Medio Oriente.
La situazione a bordo della portaerei e l’ombra del sabotaggio
L’USS Gerald R. Ford è in mare da quasi dieci mesi, un periodo ben più lungo rispetto ai sei mesi di turno operativo standard. Durante la missione, la nave ha subito anche un guasto al sistema di scarico delle acque reflue, problema ricorrente ogni volta che la portaerei prende il mare, generando notevoli disagi tra l’equipaggio. La tensione a bordo è cresciuta al punto che la U.S. Navy ha avviato un’indagine per valutare la possibilità che l’incendio sia stato di origine dolosa, forse causato da qualche marinaio esasperato dall’idea di prolungare la missione in condizioni difficili.
In attesa di rientrare pienamente in operatività, si prevede che l’USS Gerald R. Ford sarà sostituita temporaneamente nelle acque mediorientali dalla LHA Tripoli, una nave anfibia da assalto trasferita dal Mar Cinese Meridionale. Questa decisione è supportata dalle evidenze satellitari che mostrano la presenza, in scorta al Tripoli, della nave da sbarco LPD New Orleans, mentre l’altra LPD, il San Diego, non è ancora stata localizzata, alimentando ipotesi su possibili strategie di depistaggio.
Possibili scenari strategici con l’arrivo dell’ARG Usa
Il trasferimento dell’Amphibious Ready Group (ARG) formato da Tripoli e dalle navi anfibie di scorta nel Medio Oriente suggerisce la preparazione di un’operazione anfibia. L’eventuale sbarco del Marine Expeditionary Unit (MEU), composto da circa 2200 militari e mezzi terrestri, potrebbe avvenire in una posizione strategica come la penisola di Musandam, in Oman, con l’obiettivo di creare una “contro-bolla” di interdizione per proteggere il traffico navale nello Stretto di Hormuz. Questa ipotesi appare più plausibile rispetto a un’azione diretta in territorio iraniano, data l’elevata rischiosità di transitare per Hormuz e sbarcare su isole iraniane come Kharg.
La presenza dell’ARG nel Medio Oriente, in un momento in cui la portaerei USS George H.W. Bush non è ancora pronta per il servizio, rappresenta una manovra politica e militare per aumentare la pressione sull’Iran, anche se il regime di Teheran sembra mantenere una certa stabilità nonostante le recenti campagne aeree israelo-statunitensi. La complessità del contesto e il delicato equilibrio geopolitico spingono gli Stati Uniti a valutare con attenzione le mosse da compiere.
Caratteristiche e importanza strategica dell’USS Gerald R. Ford
L’USS Gerald R. Ford (CVN-78) è la portaerei nucleare più avanzata e potente al mondo, capostipite dell’omonima classe che sostituisce le navi classe Nimitz. Varata nel 2013 e operativa dal 2017, questa superportaerei ha un dislocamento di circa 104.000 tonnellate e una lunghezza di 337 metri, con un ponte di volo largo 78 metri. È spinta da due reattori nucleari di nuova generazione A1B, che garantiscono autonomia praticamente illimitata e una velocità superiore ai 30 nodi.
L’unità può imbarcare oltre 75 velivoli, supportati da sistemi innovativi come le catapulte elettromagnetiche EMALS e il sistema di arresto AAG, che permettono un lancio e un recupero più efficaci e meno stressanti per gli aerei, inclusi quelli a pilotaggio remoto. L’USS Gerald R. Ford rappresenta l’ammiraglia del 12º gruppo di portaerei d’attacco della U.S. Navy, sempre scortata da cacciatorpediniere e incrociatori lanciamissili, e svolge un ruolo cruciale nella proiezione di potenza globale degli Stati Uniti, con particolare attenzione alle aree strategiche come il Medio Oriente.
La recente decisione di inviare la nave verso il Mediterraneo orientale, in un momento di tensioni geopolitiche, conferma il ruolo centrale delle portaerei nucleari americane nella strategia di difesa e deterrenza degli Stati Uniti, la prima potenza militare ed economica mondiale.






