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Home Esteri

Per la CNN gli Usa sono sempre più vicini a un nuovo conflitto in Medio Oriente

by Alessandro Bolzani
18 Giugno 2025
Donald Trump

Donald Trump | Photo by Gage Skidmore licensed under CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.en) - alanews.it

New York, 18 giugno 2025 – Gli Stati Uniti, sotto la guida del presidente Donald Trump, sembrano muoversi verso un potenziale nuovo conflitto in Medio Oriente, senza che emerga un dibattito pubblico approfondito sulle conseguenze e sugli esiti di tale decisione. Lo denuncia un’analisi della Cnn, che mette in luce la possibile rottura da parte di Trump con i principi politici da lui stessi sostenuti in passato.

Verso un conflitto in Medio Oriente

Secondo la Cnn, Trump si trova “sull’orlo di una grande scommessa” che potrebbe implicare l’utilizzo della potente bomba denominata Massive Ordnance Penetrator per colpire la centrale nucleare iraniana di Fordow. Questo atto rappresenterebbe un’escalation significativa, dato che l’Iran non si presenta come un teatro di guerra semplice o comparabile a precedenti conflitti come quelli in Libia, Iraq o Afghanistan.

La rete americana sottolinea che, sebbene alcuni falchi sostengano la tesi che un attacco militare americano circoscritto e devastante potrebbe distruggere il programma nucleare iraniano, le ripercussioni potrebbero essere gravissime. Il regime di Teheran, infatti, potrebbe reagire con attacchi diretti alle basi e al personale statunitense nella regione. Una risposta militare da parte di Washington innescherebbe così una spirale di escalation senza un chiaro esito.

Ripercussioni regionali e internazionali

La caduta del regime iraniano, sempre secondo la Cnn, potrebbe provocare “sconvolgimenti” con effetti destabilizzanti in tutto il Medio Oriente. Questi avrebbero un impatto anche in Europa, che potrebbe assistere a un aumento significativo dei flussi migratori provenienti dalla regione.

Questa prospettiva riporta alla memoria le conseguenze di conflitti come la guerra in Iraq (2003-2011), che, sebbene abbia portato alla deposizione del dittatore Saddam Hussein, ha generato una lunga fase di instabilità, violenze settarie e crisi umanitarie diffuse. L’esperienza irachena dimostra come interventi militari possano avere esiti imprevisti e di lungo termine, con ripercussioni non solo regionali ma globali.

Tags: Ultim'ora

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