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Home Esteri

Pavel Durov, il signor Telegram che ha 100 figli e sfida l’infertilità globale

La scelta di Pavel Durov di donare sperma a una clinica russa apre il dibattito su etica, potere e futuro della genetica tra le nuove élite tecnologiche mondiali

by Giacomo Camelia
24 Dicembre 2025
Pavel Durov

Pavel Durov, CEO di Telegram, avverte Sanchez in Spagna | Instagram - @durov

Mosca, 24 dicembre 2025 – L’imprenditore russo Pavel Durov, noto per aver creato il servizio di messaggistica Telegram, è protagonista di una vicenda che unisce tecnologia, genetica e potere economico in una nuova e controversa frontiera. Al pari di Elon Musk, che al 2025 conta 14 figli biologici, Durov ha infatti donato il proprio sperma a una clinica privata di fertilità a Mosca, risultando padre di oltre cento figli biologici sparsi in almeno una dozzina di Paesi. Questa scelta è un esempio estremo di come alcuni miliardari della tecnologia stiano investendo nel proprio DNA come strategia di espansione personale e ideologica.

Pavel Durov
Pavel Durov, mentalità stoica e vita ascetica | Instagram – @durov

Pavel Durov e la donazione di sperma: una strategia genitoriale e politica

Nato a Leningrado nel 1984, Durov ha fondato il social network VKontakte prima di trasferirsi a Dubai e lanciare Telegram, applicazione di messaggistica crittografata utilizzata da milioni di utenti nel mondo. Dal 2010, come ha lui stesso raccontato, ha iniziato a donare sperma, inizialmente per un’amica in difficoltà e poi in modo anonimo, con lo scopo dichiarato di rispondere alla carenza di “materiale donatore di alta qualità”. La clinica privata AltraVita, fondata dall’amico Sergey Yakovenko, ha promosso la donazione di Durov presentandola come un’opportunità unica, con un’offerta rivolta a donne sotto i 37 anni per la fertilizzazione in vitro con sperma “ad alta compatibilità genetica”.

La promessa di Durov è stata particolarmente allettante: i figli concepiti con il suo materiale genetico avranno diritto a una quota uguale della sua eredità, stimata in circa 17 miliardi di dollari, che include anche un patrimonio in bitcoin accumulato dal 2013. L’imprenditore ha definito questa iniziativa come un modo per “colonizzare la galassia” con i propri discendenti, diffondendo valori libertari e un’ideologia di superamento delle norme terrene, in un contesto di “declino dell’Occidente”.

Un ex medico della clinica ha sottolineato come le donne scelte fossero tutte “in salute e istruite” e non sposate, per evitare complicazioni legali, e che desiderassero un figlio da “un certo tipo di uomo” che vedevano come figura paterna ideale.

Il parallelo con Elon Musk e il potere delle élite tecnologiche

Similmente a Durov, Elon Musk è oggi padre di 14 figli e ha manifestato pubblicamente la sua intenzione di estendere la propria eredità genetica e imprenditoriale. Musk, imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense, fondatore di SpaceX, Tesla, Neuralink e proprietario della piattaforma X (ex Twitter), detiene un patrimonio stimato di circa 749 miliardi di dollari, che lo rende l’uomo più ricco del mondo nel 2025.

Musk ha spesso espresso idee controverse riguardo il controllo governativo e ha lanciato attacchi diretti alla regolamentazione europea, definendo la Unione Europea un “Quarto Reich” per le sue politiche tecnologiche restrittive. Nel contempo, ha sostenuto formazioni politiche di destra radicale in Europa e denunciato presunte ingerenze nelle elezioni continentali. Questi atteggiamenti testimoniano una visione di potere tech-politico che si estende oltre la mera imprenditoria, influenzando l’agenda geopolitica globale.

La battaglia di Durov per la libertà digitale e le controversie recenti

Pavel Durov è noto anche per le sue posizioni radicali a difesa della privacy e della libertà digitale. Nel 2024 è stato arrestato in Francia con accuse legate all’insufficiente moderazione dei contenuti su Telegram, tra cui la diffusione di disinformazioni e materiale illegale. Un episodio che ha acceso il dibattito sulla responsabilità delle piattaforme digitali e sulla libertà di espressione online.

Pochi mesi fa, proprio in occasione del suo 41° compleanno, Durov ha lanciato un allarme globale sul futuro della rete, definendo Telegram “un baluardo della privacy” e denunciando la crescente trasformazione di internet in uno strumento di controllo e sorveglianza. Ha criticato apertamente misure adottate da paesi come Regno Unito, Australia e Germania, che introducono sistemi di identificazione digitale, controlli sull’età e repressione delle critiche online, denunciando una deriva distopica verso “l’autodistruzione morale, intellettuale, economica e biologica”.

Telegram continua a mantenere un sistema di crittografia end-to-end robusto, ma Durov sottolinea che la difesa della privacy è anche una battaglia culturale e politica. La piattaforma rappresenta un simbolo di resistenza a un mondo digitale sempre più sorvegliato, in cui il controllo dello Stato e di grandi poteri economici rischia di soffocare la libertà individuale.

In questo contesto, la figura di Pavel Durov emerge come simbolo di una nuova elite che non solo detiene il potere economico e tecnologico, ma investe nel proprio patrimonio genetico per proiettare la propria influenza nel futuro, mentre Elon Musk rappresenta un parallelo americano con simili ambizioni. Entrambi incarnano una sfida radicale alle istituzioni tradizionali, sia nello spazio digitale sia in quello biologico.

Tags: ApprofondimentoPavel DurovTelegram

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