Roma, 5 aprile 2026 – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha reso noto tramite il suo profilo social Truth i dettagli dell’operazione militare che ha permesso il salvataggio di un pilota americano disperso in territorio iraniano, dopo l’abbattimento del suo velivolo. L’episodio, avvenuto in pieno giorno e durato oltre sette ore sopra lo spazio aereo dell’Iran, rappresenta un evento eccezionale e rischioso per l’esercito americano.
Trump: “Pilota gravemente ferito”
Secondo quanto riferito da Trump, il pilota, un colonnello dell’equipaggio dell’F-15E Strike Eagle, è stato recuperato dalle profondità delle montagne iraniane gravemente ferito, ma vivo, nonostante la costante pressione delle forze iraniane che lo cercavano in gran numero. L’intervento, definito “raramente tentato” per l’alto rischio per uomini e mezzi, è avvenuto in due blitz distinti: il secondo ha seguito il primo, durante il quale il pilota era stato localizzato e soccorso in pieno giorno, una circostanza insolita per un’operazione di questo genere.
Trump ha sottolineato la straordinaria dimostrazione di coraggio e talento da parte delle forze speciali americane, evidenziando il successo dell’operazione in un contesto di forte tensione con l’Iran, che da giorni risponde agli attacchi statunitensi e israeliani con azioni militari e minacce strategiche.
L’annuncio della conferenza stampa
Il presidente ha inoltre annunciato che terrà una conferenza stampa a partire dalle ore 13 di domani, ora locale, nello Studio Ovale, insieme a rappresentanti militari per illustrare nel dettaglio l’operazione di recupero. “Dio benedica i nostri grandi guerrieri militari!”, ha scritto Trump, sottolineando l’importanza del ruolo delle forze armate americane in questa fase critica.
L’episodio si inserisce in un contesto di forte tensione geopolitica: dopo l’abbattimento dell’F-15E da parte dell’esercito iraniano lo scorso 3 aprile, e la conseguente mobilitazione militare nella regione, gli Stati Uniti hanno annunciato l’imminente attacco a infrastrutture energetiche iraniane, previsto per martedì. Intanto, Teheran e l’Oman stanno trattando per la riapertura dello Stretto di Hormuz, fondamentale via di transito petrolifero, mentre la Gran Bretagna e oltre 40 Paesi, tra cui l’Italia, cercano di costituire una coalizione per garantire la sicurezza nella zona.
Trump minaccia l’Iran: centrali e ponti nel mirino
Trump ha poi minacciato di colpire “martedì” centrali elettriche e ponti in Iran, se Teheran non aprirà lo Stretto di Hormuz. Su Truth, il social del quale è fondatore, il presidente americano ha scritto: “Martedì in Iran sarà la Giornata della Centrale Elettrica e la Giornata del Ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno – vedrete! Sia lode ad Allah”.
Ieri Trump aveva già fissato un ultimatum di 48 ore all’Iran, chiedendo un accordo o l’apertura dello Stretto di Hormuz.






