Crema, 7 aprile 2026 – Proseguono le indagini da parte dei carabinieri di Crema e Cremona per identificare l’autore dell’omicidio di un giovane ventenne egiziano, Hamza Salama, avvenuto nella tarda serata di ieri. Il ragazzo è stato brutalmente aggredito in strada e, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori e il trasporto in ospedale, è deceduto a causa delle ferite riportate. Il fatto è avvenuto nel quartiere di San Bernardino, zona residenziale della città cremasca, in cui negli scorsi giorni era avvenuta una rissa che aveva visto il ferimento di un agente di polizia intervenuto per sedare la lite.
Dinamica dell’aggressione e prime ipotesi investigative
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, la vittima sarebbe stata colpita con una spranga e anche da un’arma da taglio, strumenti utilizzati probabilmente durante l’aggressione. Il giovane è stato ritrovato a terra privo di sensi; i soccorsi, pur immediati, non sono riusciti a salvarlo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Comando Compagnia di Crema, unitamente al Nucleo Investigativo e alla Scientifica, impegnati a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a raccogliere elementi utili per individuare l’aggressore.
Le forze dell’ordine si stanno concentrando su un gruppo di giovani residenti nella zona, ritenuti potenzialmente coinvolti nel delitto. L’attenzione si è focalizzata su di loro in base a testimonianze e circostanze raccolte nelle immediate vicinanze del luogo del fatto di sangue.
I sospetti su un 17enne
I carabinieri hanno rintracciato un 17enne marocchino sospettato di aver ucciso Hamza Salama con una spranga o un bastone. La Procura dei Minorenni di Brescia è stata informata degli sviluppi delle indagini.
Il ragazzo è stato individuato nella notte a Sergnano, a circa dieci chilometri da Crema. Il minorenne si trovava nell’abitazione del fratello quando è stato rintracciato dalle forze dell’ordine.
La sua posizione è attualmente al vaglio della Procura per i minorenni, mentre i carabinieri, che conducono le indagini, ritengono che sia stato lui ad aggredire la vittima dopo un primo scontro fisico avvenuto in un parco. Secondo la ricostruzione investigativa, il giovane si sarebbe poi armato di una spranga – al momento non ancora recuperata – per raggiungere il 20enne in strada e colpirlo mortalmente.
Elementi utili potrebbero arrivare anche dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, già acquisite dagli investigatori, che avrebbero ripreso alcune fasi dell’aggressione e la successiva fuga.
Il minorenne si trova ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato e nelle prossime ore dovrebbe essere trasferito all’istituto penale minorile Beccaria di Milano.
Nel frattempo proseguono le indagini, con gli inquirenti ancora impegnati nella ricerca delle armi utilizzate. Emergono intanto ulteriori dettagli sulla dinamica dell’aggressione: il giovane sarebbe stato prima colpito con una spranga e successivamente finito a coltellate.
Si ipotizza un regolamento di conti
Gli investigatori seguono la pista del regolamento di conti per l’omicidio avvenuto ieri a Crema. La Hamza Salama conosceva il 17enne, anche lui straniero, ritenuto il principale sospettato. I due frequentavano lo stesso ambiente e abitavano entrambi in un complesso di edilizia popolare.
Secondo una prima ricostruzione, i due si sarebbero dati appuntamento nel parco Margherita Hack, nel quartiere di San Bernardino, dove sarebbe scoppiata una violenta lite culminata in un confronto fisico a calci e pugni. Alla base dello scontro ci sarebbero vecchi contrasti.
Circa un’ora più tardi, la situazione sarebbe degenerata: il minorenne avrebbe raggiunto nuovamente il 20enne in strada e lo avrebbe colpito con una spranga, provocandone la morte.
Contesto locale e impatto sulla comunità
Crema, con i suoi oltre 34 mila abitanti, è una città della provincia di Cremona caratterizzata da una comunità generalmente tranquilla e attiva, nota per il suo ricco patrimonio storico e culturale. La zona di San Bernardino, dove è avvenuto il fatto, è un quartiere residenziale che raramente è teatro di eventi violenti di tale gravità. Questo episodio ha quindi suscitato una forte preoccupazione tra i cremaschi, che ora attendono risposte concrete dalle autorità.






