Washington, 28 febbraio 2026 – Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato, attraverso un video pubblicato sulla piattaforma Truth Social, che gli USA hanno avviato una vasta operazione militare contro l’apparato militare dell’Iran, con l’obiettivo dichiarato di proteggere i cittadini americani da minacce ritenute imminenti provenienti dal regime di Teheran.
Trump, l’operazione USA contro l’apparato militare dell’Iran
Secondo quanto riportato dal New York Times, citando fonti ufficiali statunitensi, oltre ai siti nucleari iraniani, il Pentagono ha nel mirino una vasta rete missilistica. Si stima che l’Iran disponga di circa 2.000 missili balistici distribuiti su tutto il territorio nazionale. Questo arsenale rappresenta un elemento centrale nella strategia di difesa e deterrenza di Teheran, nonché un potenziale rischio per la sicurezza degli Stati Uniti e dei loro alleati nella regione mediorientale. Anche il Wall Street Journal, citando alcune fonti, riporta che gli USA stanno attaccando l’Iran con Israele.
L’operazione militare, definita da Trump come “grande” e finalizzata a eliminare le minacce imminenti del regime iraniano, segna un’escalation significativa nelle tensioni tra Washington e Teheran, che si inserisce in un contesto geopolitico già complesso e delicato. Donald Trump ha anche ribadito che l’Iran non potrà mai avere l’arma nucleare: “Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari“.
Operation Epic Fury. È il nome che è stato assegnato all’operazione americana in corso in Iran. Il Pentagono sul suo account su X si limita a scrivere in maiuscolo ‘OPERATION EPIC FURY’.
“Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l’Iran non abbia il nucleare. Il regime imparerà a breve che non bisogna sfidare la forza delle forze armate americane“. Lo ha detto Donald Trump assicurando di aver preso tutte le misure per cercare di minimizzare i rischi per gli americani impegnati in questa “nobile missione“. Il presidente ha comunque ammesso che potrebbero esserci delle vittime.
Trump esorta il popolo iraniano a ribellarsi al proprio governo
In una dichiarazione rilasciata nella serata di ieri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivolto un appello diretto al popolo iraniano, invitandolo a prendere il controllo del proprio governo una volta conclusa l’azione militare americana. “Questa sarà probabilmente la vostra unica possibilità per generazioni”, ha detto Trump, sottolineando come, a suo dire, nessun presidente prima di lui fosse disposto ad agire con tale determinazione.
Trump ha inoltre ricordato che per anni gli iraniani hanno chiesto aiuto all’America senza ottenerlo, e ha affermato che ora “avete un presidente che vi dà ciò che volete, quindi vediamo come rispondete”.
Queste dichiarazioni si inseriscono in un quadro di crescente pressione internazionale sul regime iraniano, che negli ultimi mesi ha risposto con una nuova ondata di attacchi missilistici contro Israele e ha chiuso impianti strategici come raffinerie di petrolio nella baia di Haifa.
Il conflitto in Medio Oriente rimane quindi altamente volatile, con la prospettiva di ulteriori sviluppi militari e diplomatici nelle prossime settimane. Le autorità internazionali continuano a monitorare la situazione con attenzione, mentre la comunità globale auspica un rapido ritorno alla stabilità.
Le minacce di Trump
Il presidente Donald Trump ha lanciato un duro avvertimento alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, invitandole a deporre le armi con la promessa di immunità totale, altrimenti si troveranno di fronte a una “morte certa“. Trump ha rivolto anche un messaggio al popolo iraniano, esortandolo a stare al sicuro in un contesto definito “molto pericoloso” a causa delle bombe che cadono ovunque.

Gli USA pianificano attacchi prolungati in Iran
Secondo fonti della Cnn, l’amministrazione statunitense ha previsto un piano militare articolato che vedrà attacchi continuativi nel corso di più giorni in territorio iraniano. L’azione è parte di un più ampio contesto di tensioni crescenti tra Washington e Teheran, acuite negli ultimi mesi da una serie di attacchi missilistici e raid aerei reciproci.
Il Pentagono, da parte sua, non ha rilasciato commenti ufficiali ma fonti interne confermano che le operazioni saranno coordinate per massimizzare l’efficacia e limitare le perdite civili, in un momento di alta tensione in tutto il Medio Oriente.
Il contesto strategico e politico
L’Iran, ufficialmente Repubblica Islamica dell’Iran, è uno Stato dell’Asia sud-occidentale con capitale Teheran e una popolazione di circa 92 milioni di abitanti. La sua posizione geografica, le vaste catene montuose, e una significativa capacità militare, soprattutto in termini di missili balistici, costituiscono un fattore chiave nelle dinamiche di sicurezza regionale.
Donald Trump, entrato nuovamente in carica nel gennaio 2025 per un secondo mandato non consecutivo, ha adottato una linea dura nei confronti di Teheran fin dall’inizio della sua presidenza, confermando nelle ultime ore l’intenzione di proseguire una strategia di confronto diretto per prevenire qualsiasi minaccia agli interessi americani.
Il clima politico internazionale resta quindi particolarmente teso, mentre gli sviluppi di questa operazione militare saranno attentamente monitorati da tutte le cancellerie coinvolte.






