GINEVRA, 4 FEB – Un nuovo tragico episodio si è consumato nella Striscia di Gaza, dove un operatore della Mezzaluna Rossa palestinese è stato ucciso durante un intervento di soccorso a Khan Yunis, nel sud della regione. A renderlo noto è stata oggi la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ficr), che ha espresso profonda indignazione per la morte di Hussein Hassan Hussein Al-Samiri. Nonostante il cessate il fuoco vigente dal 10 ottobre 2023 tra Israele e Hamas, la violenza continua a imperversare nel territorio, con attacchi aerei israeliani che hanno causato altre 23 vittime secondo il ministero della Salute locale.
Attacco alla Mezzaluna Rossa e situazione umanitaria a Gaza
L’attacco israeliano ha colpito la sede centrale della Mezzaluna Rossa a Khan Yunis, provocando anche il ferimento di altri tre operatori e l’incendio del primo piano dell’edificio, come comunicato dall’organizzazione umanitaria palestinese. La situazione nella Striscia di Gaza si aggrava ulteriormente: nelle ultime 24 ore si registrano almeno 70 vittime civili, di cui 37 erano in attesa di aiuti alimentari. Testimoni raccontano che le forze di occupazione israeliane hanno preso di mira gruppi di civili durante la distribuzione di cibo.
Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, ha definito l’attacco “un gesto gravissimo, che viola tutte le convenzioni e norme di diritto internazionale umanitario”. Anelli ha sottolineato il rischio quotidiano corso da medici e operatori umanitari impegnati a Gaza, nonché l’emergenza malnutrizione che sta colpendo duramente la popolazione civile, in particolare i bambini.
La missione e i principi della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, con sede a Ginevra, è la più grande organizzazione umanitaria al mondo, attiva in 191 paesi con oltre 80 milioni di membri. Fondato nel 1863, si basa sui principi di umanità, imparzialità, neutralità e protezione del personale medico e umanitario nei conflitti armati. La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa sono simboli universali di speranza e tutela, riconosciuti dal diritto internazionale.
La Federazione Internazionale coordina le attività delle società nazionali e garantisce che gli aiuti salvavita possano raggiungere chi ne ha bisogno, ma sottolinea che la sicurezza degli operatori umanitari deve essere sempre rispettata. L’uccisione di Hussein Al-Samiri rappresenta una violazione grave di tutte queste norme fondamentali e una ferita profonda per la comunità internazionale impegnata nella protezione dei diritti umani e della vita in zone di guerra.
La Croce Rossa Italiana: rammarico e sdegno per la perdita
Il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, ha espresso profondo rammarico e sdegno per questa ennesima perdita: “Oltre alla tristezza per aver perso ancora una volta un collega a causa della violenza di questa guerra, proviamo un profondo rammarico e sdegno davanti a un conflitto che continua a non risparmiare nessuno”. Con la morte di Al-Samiri, sale a 30 il numero dei membri del personale e volontari della Mezzaluna Rossa Palestinese uccisi mentre erano in servizio a Gaza, a cui si aggiungono due vittime in Cisgiordania dall’inizio del conflitto nell’ottobre 2023.
Valastro ha inoltre sottolineato che, nonostante la riapertura parziale del valico di Rafah, che avrebbe dovuto facilitare l’ingresso degli aiuti umanitari e supportare le attività sul campo, la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza rimane gravissima. “Portare aiuto alla popolazione continua a rappresentare un serio rischio per l’incolumità di volontari e operatori umanitari. La popolazione civile fa i conti ogni giorno con gli aspetti e le conseguenze più terribili della guerra. E chi dovrebbe aiutarla viene attaccato. Non è accettabile”, ha dichiarato il presidente della Croce Rossa Italiana.






