Phoenix, 29 gennaio 2026 – Nel corso di un evento conservatore in Arizona, la celebre rapper Nicki Minaj ha manifestato pubblicamente il suo sostegno all’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, suscitando grande attenzione mediatica. L’apparizione di Minaj alla convention AmericaFest di Turning Point USA segna un significativo cambiamento rispetto alle sue precedenti posizioni politiche, fino a poco tempo fa critiche nei confronti di Trump.

Nicki Minaj e il nuovo sostegno a Donald Trump
Domenica 21 novembre 2025, durante un raduno in memoria dell’attivista conservatore Charlie Kirk, Nicki Minaj è salita sul palco insieme a Erika Kirk, vedova di Charlie, per esprimere il suo apprezzamento verso Trump e il vicepresidente JD Vance. In un’intervista, Minaj ha definito entrambi «modelli di riferimento per i giovani uomini americani», sottolineando il suo orgoglio nel vedere un’amministrazione che ritiene composta da persone con “cuore e anima”.
La rapper ha anche espresso ammirazione per la lotta dell’amministrazione contro la violenza religiosa in Nigeria, tema sul quale si era precedentemente espressa pubblicando un messaggio condiviso da Trump sulla sua piattaforma social Truth Social. Durante il suo intervento, Minaj ha ironizzato sul governatore californiano Gavin Newsom, usando un soprannome coniato dall’ex presidente.
Minaj ha ammesso di aver cambiato idea rispetto al passato, quando nel 2018 criticava duramente la politica di immigrazione di Trump, definendolo responsabile della separazione di migliaia di bambini dalle loro famiglie. «È giusto cambiare idea», ha dichiarato sul palco, aggiungendo di sentirsi libera di esprimere le proprie opinioni nonostante le critiche ricevute dall’industria musicale.
Donald Trump: il ritorno alla Casa Bianca e la leadership controversa
Nel gennaio 2025, Donald Trump è tornato alla presidenza degli Stati Uniti per il suo secondo mandato non consecutivo, con JD Vance come vicepresidente. La sua rielezione ha segnato un evento storico, essendo il primo presidente repubblicano a vincere il voto popolare dal 2004 e il secondo dopo Grover Cleveland a ottenere due mandati separati.
La sua presidenza si caratterizza per politiche rigide e un approccio autoritario, con decisioni che hanno generato più di 550 cause legali per presunte violazioni di legge. Trump ha imposto massicci licenziamenti nel settore pubblico e ha applicato tariffe protezionistiche ai livelli più alti dagli anni della Grande Depressione. La sua amministrazione è stata accusata di persecuzione politica e discriminazioni, anche contro minoranze come le persone transgender.
La figura di Trump continua a essere divisiva, con un uso frequente di social media per diffondere teorie complottiste e affermazioni non verificate, che hanno contribuito a polarizzare ulteriormente l’opinione pubblica americana. Nonostante le controversie, rimane una figura centrale nella politica statunitense e un punto di riferimento per la destra conservatrice.
La trasformazione di Nicki Minaj: da critica a sostenitrice del MAGA
Il cambiamento di Nicki Minaj, da critica a sostenitrice di Trump, riflette una recente tendenza di alcune personalità pubbliche che si avvicinano al movimento Make America Great Again (MAGA). Durante l’intervista con Erika Kirk, Minaj ha elogiato la capacità di Trump e Vance di incarnare valori in cui i giovani possono identificarsi, pur ammettendo un momento di imbarazzo quando, nel tentativo di lodare Vance, ha usato per errore il termine “assassino”, correggendosi subito dopo.
Minaj ha sottolineato la sua stanchezza per la pressione sociale che limita la libertà di espressione, affermando che oggi “le persone non usano più la loro mente”. Erika Kirk ha ringraziato pubblicamente la rapper per il coraggio dimostrato nel sostenere Trump, nonostante le critiche ricevute dal mondo dello spettacolo.
La rapper, originaria di Trinidad e attiva dal 2004 nel panorama musicale internazionale, è considerata una delle artiste rap femminili di maggior successo commerciale del XXI secolo, con una carriera che l’ha vista passare dalla critica sociale alla partecipazione attiva in contesti politici conservatori, rappresentando un caso emblematico di evoluzione personale e pubblica.






