New York, 2 aprile 2026 – Alex Preston, scrittore e giornalista freelance britannico, è stato escluso dalla collaborazione con il New York Times dopo aver ammesso di aver utilizzato l’intelligenza artificiale (IA) per redigere una recensione pubblicata sulla sezione Book Review del quotidiano. La vicenda ha suscitato un acceso dibattito sull’uso dell’IA nel giornalismo culturale e sulle implicazioni etiche connesse.
L’episodio e le accuse di plagio
La recensione in questione, firmata da Preston e dedicata al romanzo “Watching Over Her” di Jean-Baptiste Andrea, pubblicata a gennaio 2026, è stata oggetto di un’indagine interna dopo che un lettore ha segnalato somiglianze significative con un testo precedente. In particolare, la recensione di Preston presentava frasi e interi paragrafi riconducibili alla recensione di Christobel Kent pubblicata sul quotidiano britannico The Guardian.
Preston ha dichiarato al Guardian di essere “profondamente imbarazzato” e di aver commesso “un grave errore”, spiegando che il materiale ripreso era stato inserito automaticamente dalla AI durante la stesura della recensione e che lui non aveva rimosso queste parti prima dell’invio al New York Times. Il quotidiano ha replicato con decisione, cancellando immediatamente il rapporto di collaborazione con lo scrittore e pubblicando una nota di avviso ai lettori sulla pagina online della recensione, corredata da un link alla versione originale su The Guardian.
L’impatto sul giornalismo culturale e l’uso dell’IA
Questo caso è emblematico delle sfide emergenti nell’era digitale, in cui l’uso dell’IA per la produzione di contenuti editoriali è sempre più diffuso ma ancora privo di regole condivise e di trasparenza. La redazione del New York Times ha sottolineato come “il ricorso all’intelligenza artificiale e l’uso di materiale non attribuito costituiscano una chiara violazione degli standard editoriali”.
Alex Preston, nato nel 1979 in Inghilterra, è un autore affermato e critico letterario, noto per i suoi romanzi e per collaborazioni con testate come Financial Times e Harper’s Bazaar. Il suo caso è stato riportato anche da importanti testate internazionali come The Guardian e TheWrap, segnalando il crescente dibattito su etica, autenticità e affidabilità nell’uso dell’IA in ambito giornalistico e letterario.






