Gerusalemme, 2 marzo 2026 – Nel contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha rilanciato oggi un messaggio di sfida contro il regime iraniano, sottolineando come la campagna congiunta Stati Uniti-Israele miri a creare le condizioni per un cambiamento politico interno in Iran.
Netanyahu: “Il giorno del rovesciamento è vicino”
Durante una visita a un sito colpito da un missile iraniano, Netanyahu ha dichiarato ai giornalisti: “Quel giorno si avvicina. E quando arriverà, Israele e gli Stati Uniti saranno lì, insieme al popolo iraniano. Ed è importante che il popolo iraniano sia lì con noi. Dipende da loro, noi saremo lì.” Queste parole si inseriscono in una fase di crescente pressione militare e politica contro la leadership iraniana, segnata dall’uccisione dell’Ayatollah Ali Khamenei e di altri vertici militari in un raid congiunto.

Netanyahu ha inoltre sottolineato che gli attacchi iniziati sabato scorso contro l’Iran rappresentano un segnale forte per spingere gli iraniani a liberarsi dal “giogo della tirannia”. Parallelamente, il presidente statunitense Donald Trump ha esortato il popolo iraniano a “riprendersi il proprio Paese”, confermando il pieno sostegno americano alla strategia militare e politica di Washington e Tel Aviv.
Il contesto regionale: escalation e reazioni
Gli attacchi americani e israeliani hanno provocato una reazione immediata da parte di Hezbollah, che ha lanciato missili contro Israele, segnando la prima violazione della tregua del novembre 2024. Israele ha risposto con bombardamenti mirati nei sobborghi di Beirut e nel sud del Libano, colpendo anche obiettivi militari di alto rango di Hezbollah.
Nel frattempo, il crollo simbolico della statua di Khamenei a Teheran, accompagnato da manifestazioni di esultanza e timore, testimonia la tensione interna in Iran, dove la morte della Guida Suprema ha aperto una fase di incertezza politica. Il sistema iraniano, consolidato da oltre trentacinque anni di autoritarismo, si trova ora a fronteggiare una delicata fase di transizione, con possibili rivalità tra fazioni interne e un ruolo decisivo dei Guardiani della Rivoluzione.






