Gerusalemme, 5 gennaio 2026 – In un discorso pronunciato di fronte al Parlamento israeliano, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito con fermezza la posizione di Israele nei confronti dell’Iran e del suo programma missilistico balistico. A pochi giorni dall’analoga dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump, Netanyahu ha sottolineato che il suo Paese non permetterà mai a Teheran di ricostituire tale programma, elemento che rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza nazionale israeliana.
La posizione di Israele sull’Iran e il nucleare
Nel suo intervento, il premier ha evidenziato la posizione comune con gli Stati Uniti sull’Iran, affermando che la Repubblica Islamica non deve avere alcuna capacità di arricchimento dell’uranio, e che tutto l’uranio arricchito iraniano debba essere trasferito all’estero. È inoltre necessario, secondo Netanyahu, un controllo rigoroso e costante degli impianti nucleari iraniani, per garantire che non vi siano sviluppi militari nascosti dietro al programma civile. Queste dichiarazioni sono state riportate dal Times of Israel e rappresentano la linea dura adottata da Israele nei confronti di Teheran.
Netanyahu e il sostegno al popolo iraniano
Oltre alle questioni di sicurezza, Netanyahu ha espresso solidarietà verso il popolo iraniano, identificandosi nella sua lotta per la libertà e la giustizia. Secondo il premier, l’Iran potrebbe trovarsi di fronte a un momento cruciale, con la popolazione che sta tentando di prendere in mano il proprio futuro, nonostante la repressione interna e le difficoltà economiche. Questa affermazione giunge in un contesto in cui l’Iran è attraversato da crescenti tensioni sociali e proteste diffuse, con scontri che hanno causato numerose vittime, come riportato da fonti aggiornate.
Netanyahu ha infine avvertito che in caso di attacco contro Israele, le conseguenze saranno molto gravi, riaffermando la determinazione di Tel Aviv a difendere la propria sicurezza con ogni mezzo necessario. Queste dichiarazioni seguono di sei mesi la conclusione della guerra di dodici giorni tra Israele e forze iraniane e alleate, segno della perdurante instabilità nell’area mediorientale.






