Le prime ore del nuovo anno si aprono con accuse incrociate e un bilancio umano pesantissimo nel conflitto tra Russia e Ucraina. Secondo media e autorità russe, un attacco con droni ucraini avrebbe colpito un hotel e un bar nella regione di Kherson, causando decine di morti e feriti, tra cui minori. Nello stesso giorno, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel discorso di Capodanno, ha affermato che un possibile accordo di pace sarebbe “pronto al 90%”, ma ha avvertito che la parte restante è quella che “determinerà il destino della pace, dell’Ucraina e dell’Europa”.
Le accuse russe sull’attacco nel Kherson
Secondo quanto riferito dall’agenzia Tass e da funzionari nominati da Mosca nella regione di Kherson, l’attacco sarebbe avvenuto intorno alla mezzanotte nell’insediamento di Khorly, sulla costa del Mar Nero. Le autorità locali parlano di almeno 24 vittime e oltre 50 feriti, con 29 persone ricoverate in ospedale, tra cui cinque minori. I feriti sarebbero stati distribuiti tra gli ospedali di Skadovsk e Chaplyn.
Il governatore russo Vladimir Saldo ha definito l’azione un attacco deliberato contro civili che festeggiavano il Capodanno, sostenendo che siano stati impiegati più droni. Le dichiarazioni russe sottolineano la gravità dell’episodio e parlano di lutto regionale e di sostegno alle famiglie colpite. Al momento, le informazioni provengono esclusivamente da fonti russe e non risultano verifiche indipendenti.
Aggiornamenti sul conflitto in Ucraina
La notte di Capodanno è stata segnata anche da un’intensa attività aerea su più fronti. Mosca ha dichiarato di aver intercettato e distrutto 168 droni ucraini in diverse regioni, inclusa l’area di Mosca e la Crimea. Dall’altra parte, fonti ucraine riferiscono di attacchi con droni su infrastrutture energetiche e raffinerie in Russia, con incendi e interruzioni operative. In Ucraina, droni russi avrebbero colpito città come Lutsk e infrastrutture nella regione di Odessa, causando blackout e feriti.
Sul piano politico, Zelensky ha ribadito che l’Ucraina vuole la fine della guerra “ma non la fine dell’Ucraina”, respingendo l’idea di una resa. L’annuncio di un accordo di pace “quasi pronto” convive però con una realtà militare ancora molto attiva, mentre il Cremlino e i suoi alleati, come la Corea del Nord, mostrano segnali di sostegno a Mosca. Tra accuse, attacchi e dichiarazioni, l’inizio dell’anno conferma quanto la strada verso una pace stabile resti complessa e incerta.






