Mosca, 23 marzo 2026 – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha espresso una ferma condanna nei confronti di possibili attacchi contro i siti nucleari iraniani, sottolineando che tali azioni potrebbero provocare conseguenze irreparabili. In un intervento riportato dall’agenzia Tass, Peskov ha evidenziato come la Russia consideri estremamente pericolosi gli attacchi alle infrastrutture nucleari dell’Iran, ribadendo l’importanza di una posizione di grande responsabilità da parte della comunità internazionale su questo tema.
La posizione di Mosca sugli attacchi ai siti nucleari iraniani
Il portavoce presidenziale ha puntualizzato che la Russia ha più volte manifestato preoccupazione riguardo al potenziale impatto devastante di un attacco diretto ai siti nucleari iraniani. Questo messaggio arriva in un contesto di crescenti tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti, con attacchi militari e controbombe che si susseguono ormai da settimane. Mosca auspica un approccio cauto per evitare un’escalation che potrebbe avere ripercussioni non solo regionali, ma globali.
Parallelamente, il viceministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko, ha fatto appello al “buon senso” degli Stati Uniti affinché evitino di coinvolgere direttamente la centrale nucleare di Bushehr nei loro piani militari. Rudenko ha definito un eventuale attacco a Bushehr “catastrofico per tutti”, sottolineando come Mosca auspichi che questo impianto rimanga escluso da qualsiasi lista di obiettivi militari.
La posizione sulla crisi dello Stretto di Hormuz
Rudenko ha inoltre ribadito la contrarietà della Russia a un blocco dello Stretto di Hormuz, pur invitando a leggere la situazione nel più ampio contesto degli eventi in Medio Oriente. Secondo il diplomatico russo, l’Iran, come altri Stati, ha il diritto all’autodifesa, anche se ciò non implica un’assoluta approvazione di tutte le azioni iraniane nella regione.
Queste dichiarazioni giungono in un momento di forte instabilità, in cui la comunità internazionale continua a monitorare con attenzione l’evolversi della crisi tra Iran e Israele, mentre si susseguono le iniziative diplomatiche volte a contenere il conflitto e a scongiurare ulteriori escalation militari.






