Parigi, 4 marzo 2026 – Proseguono le indagini sull’omicidio di Quentin Deranque, il giovane militante di estrema destra morto a Lione dopo un brutale pestaggio avvenuto lo scorso 12 febbraio. Nella mattinata di oggi, due nuovi arresti sono stati eseguiti nella regione di Lione, portando a undici il numero complessivo delle persone fermate per il caso.
Omicidio Quentin Deranque, nuovi arresti a Lione: fermati due sospettati
Le autorità francesi hanno reso noto che i due uomini, rispettivamente di 22 e 26 anni, sono sospettati di aver partecipato direttamente all’aggressione mortale subita da Deranque. Secondo gli inquirenti, ora si ritiene di aver identificato tutti i partecipanti al pestaggio che ha causato la morte del ventitreenne, il quale faceva parte del servizio d’ordine durante una manifestazione femminista di estrema destra contro la presenza della deputata di La France Insoumise, Rima Hassan, all’università lionese di Sciences Po.
Le precedenti operazioni avevano già portato all’arresto di sette persone tra sospettati di omicidio e complici, tutti legati al gruppo della sinistra radicale Jeune Garde, sciolto d’autorità lo scorso giugno. Tra questi vi sono anche due assistenti parlamentari di esponenti di La France Insoumise.
Tensioni politiche e reazioni dopo la tragedia
L’uccisione di Quentin Deranque ha acceso un acceso dibattito politico in Francia, con polemiche che coinvolgono direttamente il partito di estrema sinistra La France Insoumise. La sede nazionale del partito è stata evacuata in seguito a un allarme bomba, fortemente legato alle tensioni generate dall’evento.
Il ministero dell’Interno ha riclassificato La France Insoumise come partito di estrema sinistra, mentre esponenti politici di diversi schieramenti, inclusa la sinistra moderata, hanno criticato il ruolo della formazione nella radicalizzazione dello scontro politico. Jean-Luc Mélenchon e i suoi collaboratori hanno respinto le accuse, denunciando strumentalizzazioni, ma il clima rimane teso.
Il caso ha avuto ripercussioni anche a livello internazionale: la premier italiana Giorgia Meloni ha espresso cordoglio per la morte del giovane, condannando il clima di odio ideologico che attraversa l’Europa, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato a evitare commenti esterni, sottolineando la delicatezza della situazione interna francese.
L’episodio ha inoltre spinto il ministro dell’Università francese a vietare “meeting politici” nelle facoltà che possano mettere a rischio l’ordine pubblico, nel tentativo di contenere ulteriori escalation di violenza.






