Minneapolis, 28 gennaio 2026 – In un raro intervento pubblico, la First Lady Melania Trump ha lanciato un appello alla pace e all’unità in risposta alle tensioni che da settimane scuotono Minneapolis, nel Minnesota, una delle due città gemelle del Midwest statunitense. La situazione si è aggravata a causa di una serie di scontri e violenze legate alle operazioni federali sull’immigrazione.
Melania Trump chiama all’unità in un momento di crisi
Nella giornata del 27 gennaio, Melania Trump, che è tornata a ricoprire il ruolo di First Lady degli Stati Uniti dal 20 gennaio 2025 con il secondo mandato del marito Donald Trump, ha espresso il suo sostegno a un messaggio di unificazione nazionale durante un’intervista a Fox News. Ha sottolineato che il presidente ha avuto un colloquio costruttivo con il governatore del Minnesota e il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, entrambi impegnati a garantire la pace e a evitare ulteriori disordini nella città.
“Sono contraria alla violenza. Se protestate, fatelo in modo pacifico. Dobbiamo unirci in questi momenti difficili”, ha dichiarato la First Lady, che continua a promuovere un’immagine di sostegno tradizionale e riflessivo, coerente con la sua immagine pubblica dal suo primo insediamento nel 2017.
La tensione a Minneapolis: operazioni federali e proteste
La città di Minneapolis, con i suoi 425.000 abitanti, è al centro di una crisi scatenata da un’intensa operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), che ha dispiegato oltre 3.000 agenti federali nella regione per contrastare l’immigrazione clandestina. L’operazione ha portato all’arresto di migliaia di persone, tra cui anche cittadini americani, e ha scatenato proteste di massa dopo che due persone sono state uccise da agenti federali: Alex Pretti, infermiera di terapia intensiva, e Renee Nicole Good, poetessa e madre di tre figli.
Il governatore Tim Walz e il sindaco Jacob Frey hanno più volte criticato l’intervento federale, definendolo una “occupazione” militare che alimenta la tensione sociale e la violenza, con interventi indiscriminati anche in luoghi pubblici come scuole e supermercati. Di contro, la Casa Bianca ha difeso le operazioni come necessarie e legali, mentre il presidente Trump ha minacciato di ricorrere all’Insurrection Act, un provvedimento che autorizza l’uso delle forze armate per sedare rivolte interne.





