Minneapolis, 24 gennaio 2026 – Un caso che ha scosso l’opinione pubblica americana vede coinvolti una bambina di due anni e suo padre, fermati dagli agenti federali dell’immigrazione (ICE) a Minneapolis e trasferiti in un centro di detenzione in Texas. La vicenda, riportata inizialmente dal Guardian e confermata dagli atti giudiziari e dagli avvocati della famiglia, ha suscitato indignazione e preoccupazione nella comunità locale.
Fermati mentre tornavano a casa, trasferiti in Texas
Secondo quanto emerso dagli atti, Elvis Joel TE e sua figlia sono stati fermati giovedì scorso dagli agenti Ice mentre tornavano dal negozio verso casa. Nonostante un ordine di un giudice federale per il rilascio immediato della bambina, i funzionari federali hanno proceduto a farli salire entrambi su un aereo diretto a un centro di detenzione in Texas. L’avvocato della famiglia, Irina Vaynerman, ha denunciato l’accaduto definendolo “un orrore inimmaginabile” e ha precisato che il padre è rimasto detenuto in Minnesota mentre la bambina è stata affidata alla madre, dopo il rimpatrio.
Cresce la tensione a Minneapolis per le operazioni Ice
Il caso si inserisce in un clima di crescente tensione a Minneapolis, dove la presenza dell’Ice è ormai fonte di paura per molte famiglie, soprattutto dopo l’uccisione della trentasettenne Renee Good da parte di un agente dell’immigrazione. Recentemente, un episodio analogo ha coinvolto un bambino di 5 anni, Liam Conejo Ramos, arrestato nel vialetto di casa mentre tornava dalla scuola materna insieme al padre, Adrian Alexander Conejo Arias. Entrambi sono stati trasferiti in un centro di detenzione a San Antonio, Texas. La sovrintendente delle scuole di Columbia Heights, Zena Stenvik, ha definito tale arresto “uno shock” e ha denunciato l’uso del bambino come “esca” per catturare il padre.
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha respinto le critiche, spiegando che il padre è fuggito al momento dell’arresto e che l’Ice non ha preso di mira il minore. Tuttavia, la comunità locale e attivisti continuano a contestare le modalità e la politica adottata dall’Ice, soprattutto dopo la diffusione di un memo interno che autorizza gli agenti a entrare nelle abitazioni senza mandato giudiziario, suscitando ulteriori polemiche sulla legittimità e l’etica delle operazioni di polizia migratoria.






