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Home Esteri

Medio Oriente, nuovi attacchi ed esplosioni in diversi Paesi: gli aggiornamenti

Medio Oriente: peggiora l'escalation militare tra Israele, Iran e Stati Uniti con raid, missili e droni. Colpiti obiettivi strategici in più Paesi

by Federico Liberi
2 Marzo 2026
Nuovi attacchi in Medio Oriente

Nuovi attacchi in Medio Oriente | ANSA-ZUMAPRESS - alanews

Continuano le tensioni e gli scontri in Medio Oriente, con un’escalation di attacchi missilistici, droni e raid aerei che coinvolgono diversi Paesi della regione. Gli ultimi sviluppi vedono un aumento delle operazioni militari da parte di Israele e Stati Uniti, mentre l’Iran risponde con lanci di missili balistici e attacchi con droni contro obiettivi strategici, tra cui aeroporti e basi militari.

Medio Oriente: Israele e Stati Uniti intensificano gli attacchi contro l’Iran

Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano (Idf), nell’ultimo lancio di missili balistici iraniani sul centro e sud di Israele e nell’area di Gerusalemme non sono stati registrati feriti. Il Comando del Fronte Interno dell’Idf ha comunicato ai civili che, dopo il suono delle sirene, è possibile uscire dai rifugi antiaerei, pur restando nelle vicinanze per eventuali nuovi allarmi. L’Idf ha inoltre confermato la ripresa di un’ulteriore ondata di attacchi su larga scala contro il regime iraniano, con circa 20 caccia coinvolti che hanno colpito siti di stoccaggio missilistico e infrastrutture di difesa aerea in diverse regioni dell’Iran, tra cui Kermanshah, Hamedan e l’area di Teheran.

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che i bombardamenti continueranno “finché sarà necessario per raggiungere la pace”, sottolineando la disponibilità a sostenere l’azione militare per diverse settimane. Il Pentagono ha reso noto che durante l’operazione sono stati impiegati aerei stealth come F-22 e F-35, bombardieri B-2 e missili Thaad, e che sono stati colpiti più di 2.000 obiettivi militari e infrastrutturali.

Gli attacchi israeliani e statunitensi hanno causato gravi danni nella capitale iraniana, dove sono stati colpiti oltre 200 siti, incluse abitazioni civili, con un bilancio di vittime ancora in aggiornamento. Un raid israeliano ha colpito persino un’ambulanza in viaggio, provocando la morte di tre persone, tra cui un paziente e il suo accompagnatore. I media iraniani riportano inoltre che un commissariato di polizia alla periferia di Teheran è stato preso di mira, con civili uccisi e persone ancora sotto le macerie.

Hezbollah e il Libano: escalation di combattimenti e ordini di evacuazione

Parallelamente, i combattimenti tra l’esercito israeliano e il gruppo militante libanese Hezbollah si sono intensificati. Il capo dell’esercito israeliano, Eyal Zamir, ha avvertito che gli scontri potrebbero durare molti giorni, dopo che Hezbollah ha rivendicato il lancio di missili e droni contro Israele in rappresaglia per l’uccisione della Guida suprema iraniana Ali Khamenei in un attacco congiunto israeliano-americano.

Il comandante israeliano Rafi Milo ha annunciato l’intenzione di intensificare ulteriormente gli attacchi sul Libano, dichiarando che Hezbollah “pagherà un prezzo pesante” per aver scelto di schierarsi con il regime iraniano contro Israele. Di fronte alla crescente minaccia, l’Idf ha emesso un ordine di evacuazione urgente per decine di villaggi nel sud del Libano, invitando i residenti a spostarsi immediatamente verso aree aperte e lontane da elementi e strutture militari di Hezbollah.

Secondo il ministero della Salute libanese, i raid israeliani hanno causato almeno 31 morti e 149 feriti solo nella notte più recente, mentre il governo libanese ha approvato un piano per il disarmo delle milizie, in particolare di Hezbollah, incaricando l’esercito di garantire che solo lo Stato controlli le armi nel Paese.

La guerra si allarga in Medio Oriente: nuove minacce e attacchi in Iraq, Kuwait, e nel Golfo

Non si fermano gli attacchi con droni e missili nelle aree a maggior presenza militare occidentale in Medio Oriente. Forti esplosioni sono state udite vicino all’aeroporto iracheno di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti, dove i sistemi di difesa aerea hanno intercettato diversi droni nemici. Anche la base militare britannica di Akrotiri a Cipro è stata oggetto di un sospetto attacco con droni, cui le forze britanniche hanno risposto prontamente senza riportare vittime.

A Kuwait City, una colonna di fumo si è levata dall’ambasciata statunitense, dove il personale si è rifugiato dopo aver lanciato un appello ai residenti a non recarsi nella struttura e a ripararsi nelle abitazioni, a causa di una continua minaccia di attacchi missilistici e con droni. Le sirene antiaeree hanno risuonato nel Paese per il terzo giorno consecutivo, mentre la tensione nella regione si mantiene altissima.

I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) hanno reagito condannando gli attacchi iraniani ai propri Stati membri e valutano una risposta coordinata per difendere la sicurezza e la stabilità regionale. Il Consiglio ha sottolineato che la sicurezza dei singoli Stati è indivisibile e ha sollecitato la cessazione immediata delle azioni militari, esortando le Nazioni Unite ad adottare misure decisive per evitare un’ulteriore escalation.

Crisi in Medio Oriente: reazioni internazionali e diplomatiche

L’Unione Europea ha espresso estrema preoccupazione per la situazione in Medio Oriente, chiedendo all’Iran di cessare gli attacchi indiscriminati e invitando tutte le parti a moderazione, rispetto del diritto internazionale e protezione dei civili. L’Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas ha ribadito la volontà dell’Unione di continuare a proteggere la sicurezza europea attraverso ulteriori sanzioni e misure diplomatiche.

In ambito internazionale, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha messo in guardia contro il rischio di una catena incontrollabile di eventi, che potrebbe estendersi ben oltre la regione, con conseguenze imprevedibili anche di natura economica e geopolitica.

Dal canto suo, il governo italiano, attraverso il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha innalzato il livello di allerta operativa presso tutte le basi e dispositivi militari italiani, sottolineando che il personale non è direttamente coinvolto nelle operazioni, ma che sono state adottate misure preventive per garantirne la sicurezza.

Situazione nell’area di Gerusalemme e Tel Aviv

Nella giornata odierna sono state udite forti esplosioni a Gerusalemme, Tel Aviv e altre città israeliane a seguito del lancio di missili iraniani. L’Idf ha invitato i residenti a rifugiarsi e rimanere in spazi protetti fino a nuovo ordine, mentre i sistemi di difesa aerea sono impegnati nell’intercettazione dei vettori nemici. Le sirene antiaeree hanno risuonato anche nel Neghev e nella zona del Mar Morto, con almeno cinque feriti registrati nell’area di Gerusalemme.

L’escalation degli attacchi ha portato il governo israeliano a prorogare lo stato di emergenza fino al 12 marzo, confermando la gravità della situazione e la necessità di mantenere misure straordinarie di sicurezza.

La Mezzaluna Rossa iraniana ha reso noto che dall’inizio degli attacchi israelo-americani, avvenuti lo scorso sabato, sono morte complessivamente 555 persone in Iran. La cifra è stata confermata oggi durante una dichiarazione ufficiale rilasciata a Teheran, dove la situazione nel Paese continua a essere estremamente tesa.

Vittime e zone colpite dagli attacchi in Iran

Secondo quanto riportato dal capo della fondazione dei martiri della provincia di Fars, Ebrahim Bayani, citato dall’agenzia Tasnim, almeno 35 persone sono state uccise in seguito agli attacchi contro le città della provincia meridionale dell’Iran. Tra queste, ben 13 vittime si registrano nella città provinciale di Shiraz, un importante centro della regione.

Parallelamente, da un altro rapporto dell’agenzia Irna emerge che almeno 27 persone sono rimaste uccise negli attacchi nelle città della provincia nord-orientale dell’Azerbaigian orientale, sempre dall’inizio del conflitto. Questi dati sottolineano come le operazioni militari abbiano interessato diverse aree geografiche del territorio iraniano, con un impatto significativo sulla popolazione civile.

Incidenti aerei in Kuwait

Sul fronte internazionale, un episodio che ha destato attenzione riguarda il Kuwait, dove questa mattina si sono schiantati diversi jet militari statunitensi. Il ministero della Difesa kuwaitiano, citato dal Guardian, ha confermato che tutti i piloti sono riusciti a lanciarsi con il paracadute, riportando ferite lievi e trovandosi ora in condizioni stabili sotto osservazione ospedaliera.

Le cause degli incidenti aerei non sono ancora state chiarite, e le autorità kuwaitiane hanno avviato indagini approfondite. In precedenza, i media iraniani avevano riferito dell’abbattimento di un caccia F-15 americano nel Paese, un episodio che si inserisce nel quadro di crescente tensione tra Stati Uniti e Iran nella regione.

Tags: IranMedio Orienteprima paginaUSA

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