13 gennaio 2026 – Un recente attacco con droni ha colpito quattro petroliere greche nei pressi del terminale del Caspian Pipeline Consortium (CPC), un nodo cruciale per l’esportazione di petrolio dal Kazakistan. L’episodio, segnalato da sei fonti indipendenti e riportato dall’agenzia Reuters, evidenzia la crescente instabilità nella regione del Mar Nero e pone nuovamente sotto i riflettori la sicurezza delle rotte energetiche internazionali.
Attacco con droni alle petroliere greche nel Mar Nero
Le quattro navi coinvolte nell’attacco sono la Delta Harmony e la Delta Supreme, gestite dalla compagnia greca Delta Tankers, la Matilda della Thenamaris e la Freud della TMS. Tutte erano in attesa di caricare petrolio ai terminali che ricevono greggio dai giacimenti di Tengizchevroil e Karachaganak, due tra i più rilevanti del Kazakistan. In particolare, la Matilda è stata colpita mentre si trovava in “modalità zavorra” – fase in cui i serbatoi contengono acqua anziché petrolio per stabilizzare la nave – a circa 30 miglia dal terminale CPC. L’incendio sviluppatosi sul ponte è stato rapidamente domato, con danni giudicati lievi e riparabili senza feriti tra l’equipaggio.
Le autorità del CPC hanno preferito non rilasciare dichiarazioni ufficiali, mentre fonti del settore della sicurezza marittima hanno confermato l’assenza di danni significativi al carico e alla navigazione.

Strategia energetica e geopolitica nel Mar Nero
L’oleodotto CPC è fondamentale per trasportare crude dai giacimenti kazaki verso il terminale di Yuzhnaya Ozereyevka, presso Novorossijsk, sul Mar Nero, da cui il petrolio raggiunge i mercati globali. Il terminale rappresenta un hub vitale per circa l’80% delle esportazioni petrolifere kazake, coinvolgendo consorzi internazionali con partecipazioni di colossi energetici come Chevron, Eni, ExxonMobil e Lukoil.
I giacimenti di Tengizchevroil e Karachaganak sono tra i più estesi e strategici della regione: il primo è una joint venture multinazionale che produce milioni di barili annui, mentre Karachaganak è noto per le sue riserve di gas e condensati, anch’essi trasportati attraverso il gasdotto CPC. Entrambi i siti sono essenziali per la sicurezza energetica di Eurasia e per il regolare flusso di risorse verso i mercati mondiali.
L’attacco alle petroliere si inserisce in un contesto geopolitico sempre più teso, dove il Caucaso e l’Asia centrale rappresentano snodi strategici per l’approvvigionamento energetico e il bilanciamento degli equilibri internazionali. La vulnerabilità delle infrastrutture energetiche in questa area resta dunque un tema di massima attenzione per gli operatori globali e i governi coinvolti.






