Roma, 8 aprile 2026 – Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la mobilitazione di circa 15 Paesi per la pianificazione di una missione difensiva finalizzata a facilitare la ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz, in coordinamento con l’Iran. La Francia guida questo sforzo multilaterale, che mira a garantire la sicurezza di una delle rotte marittime più strategiche per il trasporto energetico mondiale.
Macron guida la coalizione internazionale per Hormuz
Durante un incontro con i suoi consiglieri e membri del governo, Macron ha sottolineato l’importanza della missione, che si configura come strettamente difensiva e coordinata direttamente con Teheran. L’obiettivo è di ripristinare la libera navigazione in uno stretto che rappresenta un punto cruciale per l’esportazione di petrolio e gas. Reuters ha riportato la notizia, evidenziando la volontà francese di stabilizzare un’area che ha visto negli ultimi mesi crescenti tensioni e attacchi missilistici e con droni da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniani.
La missione si colloca in un contesto geopolitico teso, con un’escalation di attacchi e controbattaglie nel Golfo Persico e un crescente coinvolgimento di potenze internazionali. A questo si aggiunge l’annuncio recente di un abbattimento di due caccia americani F-15 e F-35 nel sud-ovest dell’Iran, con operazioni in corso per il recupero dei piloti. Questi eventi hanno ulteriormente accentuato l’urgenza di un coordinamento multilaterale per evitare un’escalation bellica.
Coordinamento europeo e dialogo con l’Iran
Il progetto francese per lo Stretto di Hormuz si inserisce in una più ampia strategia europea di dialogo e contenimento delle tensioni nella regione. L’Italia, con la premier Giorgia Meloni, ha avviato una missione diplomatica lampo nel Golfo, visitando Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti per rafforzare la sicurezza energetica nazionale e contribuire a una stabilizzazione regionale. Il Golfo è infatti fondamentale per l’approvvigionamento energetico europeo e mondiale.
Nonostante le tensioni, Paesi come Oman, Qatar e Kuwait mantengono posizioni più moderate, preferendo la via del dialogo per evitare un conflitto aperto con l’Iran. La Francia, con Macron in prima linea, sembra voler bilanciare la fermezza con la diplomazia, promuovendo un cessate il fuoco che includa anche il Libano, come richiesto dallo stesso presidente francese.
Questo approccio internazionale, con una forte leadership francese e il coinvolgimento di almeno 15 Paesi, punta a garantire la sicurezza nel Mediterraneo orientale e nel Golfo Persico, cruciali per la stabilità energetica e politica globale.






