Il recap della diretta
Tregua scricchiolante: attacchi militari e allarmi dal Qatar agli Emirati
Un missile ha puntato il Qatar nelle ultime 24 ore. Le forze locali lo hanno abbattuto prima che raggiungesse il bersaglio. Gli Emirati Arabi Uniti hanno neutralizzato tre droni sospetti; pochi istanti dopo, tre razzi si sono abbattuti su una base Usa nella zona, provocando due feriti e colpendo alcune strutture. La tregua tra Iran e Stati Uniti avviata da due settimane non ha dissipato il pericolo di nuovi scontri in Medio Oriente. Nel Golfo si resta in tensione, tanto che ogni giorno emergono offensive o tentativi di attacco intercettati.
Richieste a Washington e all’Iran, la diplomazia si muove
Il primo ministro pachistano si è rivolto direttamente alla presidenza Usa, chiedendo di concedere altre due settimane per negoziare con l’Iran. Insieme a questa richiesta, ha invitato Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz come gesto distensivo. I diplomatici iraniani hanno accolto con favore la proposta di Islamabad. Washington ha ricevuto tutte le informazioni e comunica che nei prossimi giorni diffonderà una risposta ufficiale. Nel frattempo l’Oman prende posizione: “Serve una prospettiva duratura di pace”, fa sapere il governo dopo aver applaudito la tregua.
Israele-Libano, attacchi e critiche spingono la crisi
Gli scontri non si fermano neanche in Libano e Israele. Sidone, nella zona meridionale, si ritrova a piangere otto morti e ventidue feriti dopo un raid israeliano. Israele ordina in fretta l’evacuazione di alcuni quartieri di Tiro, temendo nuovi attacchi. Il premier di Tel Aviv chiarisce che l’intesa tra Stati Uniti e Iran non riguarda il confine con il Libano. All’interno, cresce la polemica: un leader dell’opposizione attacca il governo accusandolo di “fallimento politico e della sicurezza nazionale” di fronte all’ondata attuale di violenza.
Tregua instabile: rischi, pressioni e chi può davvero fermare il ritorno del conflitto
I segnali di allerta si moltiplicano mentre la tregua regge a fatica. Ogni intercettazione militare documentata nel Golfo complica la speranza di uno stop definitivo alle violenze. Le pressioni per prolungare l’accordo con l’Iran e il nodo dell’apertura dello Stretto di Hormuz segnano le strategie dei governi coinvolti. In Libano e nello stato vicino, le autorità continuano a organizzare evacuazioni. Segnale che il rischio di una nuova escalation occupa la mente dei comandi militari.
Scenari possibili: tra spiragli di dialogo e minacce di escalation
Con la Casa Bianca ancora incerta sulla sospensione dei limiti alle trattative con l’Iran, resta aperto uno spazio per la diplomazia. Se Washington concedesse più tempo, e Teheran tenesse aperto Hormuz, si all’ontanerebbe la minaccia immediata di conflitto. Qualora invece si moltiplicassero missili e droni verso le basi Usa, oppure l’Iran riprendesse i lanci contro obiettivi regionali, la tregua evaporerebbe. Il destino delle truppe statunitensi in queste aree resta ancora oggetto di valutazione. Le evacuazioni a Tiro e dintorni definiscono la priorità militare sul campo, mentre i governi dell’area attendono le prossime decisioni dalla Casa Bianca.
- Droni abbattuti negli Emirati e razzi contro basi Usa: attacchi confermati
- Colloqui ancora aperti per posticipare l’accordo Washington-Teheran
- Evacuazioni a Tiro, Libano, dopo raid israeliano e rischi di nuovi attacchi
Chiarezza e nodi irrisolti: cosa manca sulla crisi in corso
Sul campo, i fatti comprovati sono pochi. La tregua regge ancora soltanto formalmente tra Stati Uniti e Iran, mentre attacchi isolati e abbattimenti tecnici riempiono i rapporti di sicurezza del Qatar, degli Emirati e delle forze Usa. Non c’è ancora la posizione ufficiale della presidenza Usa sulla proroga richiesta. Pochi i dettagli resi pubblici in Libano sulle conseguenze delle evacuazioni, e sugli effetti a medio termine della crisi che ha colpito Sidone. La cronaca dei prossimi giorni passerà dagli annunci di Washington e dai dati militari pubblicati da ogni stato interessato.
Variabili decisive: quando la tregua tra Iran e Usa potrà dirsi davvero solida
La pressione sugli Stati Uniti arriva dall’Asia e dalle cancellerie regionali: Washington deve decidere se all’ungare la tregua e se accettare la riapertura di Hormuz. Gli allarmi antimissile e i report sui droni nei paesi del Golfo daranno la misura della fragilità dell’accordo. A Tiro, l’ordine di evacuare rimane il termometro dell’incertezza per tutti i governi coinvolti. La situazione potrebbe cambiare da un bollettino all’altro: regge solo se il dialogo resiste alle offensive militari.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 8 aprile
Svolta nella guerra in Iran: Donald Trump annuncia la sospensione dei bombardamenti per due settimane, mentre Teheran accetta la tregua e si dice pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz. L’intesa arriva poco prima della scadenza dell’ultimatum americano e apre alla ripresa dei negoziati, previsti nei prossimi giorni. Il mercato reagisce immediatamente, con il petrolio in calo dopo settimane di tensione. Israele accetta la tregua, ma esclude il fronte libanese.
- Tregua di 2 settimane tra Usa e Iran, stop ai bombardamenti
- Teheran pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz sotto coordinamento militare
- Trump sospende gli attacchi dopo l’accordo preliminare
- Negoziati in partenza nei prossimi giorni a Islamabad
- Petrolio in calo dopo l’annuncio della tregua
- Israele accetta la tregua, ma esclude il Libano
Il vicepresidente Vance ha detto mercoledì che Israele ha proposto di limitare i raid in Libano durante i negoziati tra Stati Uniti e Iran, secondo Axios. I recenti attacchi israeliani in Libano hanno messo a rischio la stabilità del cessate il fuoco e spinto l'Iran a minacciare di abbandonare i colloqui previsti per sabato. Almeno 254 persone sono morte nei raid israeliani, riferisce la Difesa Civile libanese. Secondo Axios, l'Iran chiede la fine degli attacchi contro Hezbollah come condizione per il cessate il fuoco e minaccia di riaprire il conflitto e chiudere lo Stretto di Hormuz se le ostilità proseguono.
La leadership democratica della Camera ha mostrato mercoledì una disponibilità a considerare la rimozione di Donald Trump tramite il 25esimo emendamento, secondo Axios. Il cambiamento riflette una crescente pressione interna da parte dei deputati del partito, che chiedono azioni più decise contro l'ex presidente. Hakeem Jeffries ha annunciato una riunione virtuale guidata da Jamie Raskin per discutere la responsabilità dell'amministrazione Trump e il ricorso al 25esimo emendamento, riferisce Axios.
Le difese aeree irachene hanno abbattuto tre droni, caduti nel fiume Tigri, riferiscono media locali. Tre razzi sono stati lanciati, ferendo due persone, uno dei quali è caduto nell'area al-Amal al-Shaabi di al-Amiriyah. Due razzi hanno colpito la base militare Usa Camp Victory vicino all'aeroporto di Baghdad, provocando incendi, secondo una fonte di sicurezza.
L'esercito israeliano stima un possibile aumento di missili iraniani diretti verso città israeliane, riferiscono fonti militari. I lanci hanno colpito soprattutto la zona centrale, dove vive quasi metà della popolazione, e il sud, con almeno due attacchi a Beersheba, Dimona e dintorni. Le fonti sottolineano che l'attività missilistica è proseguita per tutta la giornata.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha chiesto a Donald Trump di posticipare di due settimane la scadenza imposta all'Iran, invitando Teheran ad aprire lo Stretto di Hormuz come gesto di buona volontà, secondo quanto riferito da media internazionali. Né gli Stati Uniti né l'Iran hanno ancora risposto ufficialmente, ma entrambe le parti avrebbero confermato di aver ricevuto la proposta. Un funzionario iraniano anonimo ha detto a Reuters che Teheran sta esaminando positivamente la richiesta. La portavoce di Trump, Karoline Leavitt, ha dichiarato ad Axios che il presidente è stato informato e che una risposta arriverà a breve.
I Paesi del Golfo hanno espresso preoccupazione per la difesa dello spazio aereo e della popolazione, secondo fonti regionali. A Doha si sono uditi forti boati dopo due settimane di calma, con il Qatar che afferma di aver abbattuto un missile. Gli Emirati Arabi Uniti hanno segnalato attacchi missilistici e droni, mentre il Bahrain ha attivato le sirene. Il Dipartimento di Stato Usa ha invitato i cittadini a cercare rifugio, e il Kuwait ha imposto il coprifuoco notturno come precauzione.
La premier italiana Giorgia Meloni ha dichiarato che il popolo iraniano non deve «pagare il prezzo per la colpa del suo governo», secondo una nota ufficiale. Meloni ha condannato gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo, sottolineando la necessità di distinguere tra le azioni del governo e il destino della popolazione civile.
Secondo media locali, gli abitanti di diverse zone dell’Iran, inclusa Teheran, sono sotto forte pressione a causa di attacchi a infrastrutture vitali. Diverse persone sono scese in piazza nella capitale per manifestare solidarietà e resistenza. Nel frattempo, il municipio di Teheran riferisce che le luci della Milad Tower sono state spente per precauzione a causa di un blackout.
L'esercito israeliano «ha raggiunto tutti gli obiettivi e li ha persino superati» durante l'operazione in Iran, ha detto il portavoce Effie Defrin in conferenza stampa. Secondo l'Idf, l'Operazione Roaring Lion mirava a danneggiare gravemente il «regime del terrore iraniano» e a eliminare minacce esistenziali per Israele. Defrin ha aggiunto che sono stati colpiti sistemi militari, leadership, comandi, industrie militari, missili balistici, obiettivi economici e nucleari.
Il vicepresidente americano JD Vance ha detto a Teheran che spetta all'Iran decidere «se far saltare» la tregua legata al Libano, secondo media locali. Vance ha invitato l'Iran a «fare il passo successivo» verso la pace, altrimenti gli Stati Uniti valuteranno «molte opzioni» per un possibile ritorno al conflitto. Ha inoltre sottolineato che il presidente Trump ha ottenuto un buon accordo per gli Stati Uniti, ma «fondamentalmente, gli iraniani devono fare il passo successivo».
Il Libano ha dichiarato una giornata di lutto nazionale in risposta agli attacchi delle Forze di Difesa israeliane (Idf). La decisione è stata annunciata dalle autorità libanesi secondo media locali. La misura segue un'escalation delle tensioni nella regione.
Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato che l'accordo di cessate il fuoco contestato dall'Iran non comprende il Libano, smentendo le accuse di Teheran. Vance ha riferito che Israele si è offerto di rallentare o sospendere gli attacchi in Libano per facilitare i negoziati con l'Iran. Ha inoltre sottolineato che «gli iraniani devono sedersi seriamente al tavolo delle trattative» e ha avvertito che eventuali violazioni dell'accordo avranno «gravi conseguenze», secondo fonti ufficiali.
Papa Leo ha definito «veramente inaccettabile» la minaccia di Trump contro il popolo iraniano, riferendosi al tweet del presidente Usa prima della scadenza del suo ultimatum, secondo media italiani. Il pontefice ha invitato i fedeli a sollecitare i loro rappresentanti politici a fermare l’escalation del conflitto regionale. La Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha chiesto a Trump di «evitare la guerra e negoziare una soluzione giusta».
Il ministero della Difesa del Qatar riferisce di aver abbattuto un missile diretto verso il paese, mentre a Bahrain sono suonate le sirene di allarme, secondo media locali. Le autorità degli Emirati Arabi Uniti comunicano di aver contrastato minacce di missili e droni con le difese aeree. Kuwait ha invitato la popolazione a restare in casa tra mezzanotte e le 6 del mattino come misura precauzionale.
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt riferisce che Trump «è stato informato» della richiesta del Pakistan di estendere di due settimane la scadenza per un accordo con l’Iran. Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha chiesto anche l’apertura dello Stretto di Hormuz durante questo periodo, secondo Axios. La Casa Bianca ha annunciato che una risposta sarà fornita a breve.
Il ministero della Difesa del Qatar riferisce di aver «successfully intercepted a missile attack» diretto sul territorio nazionale. L’allerta per una minaccia «elevated» è stata emessa prima dei suoni di intercettazione missilistica sopra la capitale Doha, secondo media locali.
Jan Egeland, direttore del Norwegian Refugee Council, ha sottolineato su X che «qualsiasi cosa accada stanotte in Iran, i civili devono essere protetti». Ha aggiunto che questa non è una raccomandazione, ma un obbligo previsto dal diritto umanitario internazionale.
Un alto funzionario iraniano anonimo ha detto a Reuters che Teheran sta esaminando favorevolmente la proposta del Pakistan. Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha chiesto a Trump di posticipare di due settimane la scadenza per un accordo con l’Iran e di garantire l’apertura dello Stretto di Hormuz nello stesso periodo, definendo promettenti gli sforzi diplomatici in corso.
Un portavoce dell’esercito israeliano ha avvertito che «potrebbero aumentare i lanci di razzi» verso Israele nelle prossime ore, in vista della scadenza fissata da Trump per l’Iran. L’esercito ha invitato la popolazione a mantenere alta la vigilanza e ha confermato di essere «preparato sia alla difesa sia all’attacco», secondo fonti ufficiali.
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti comunica che le difese aeree stanno «interagendo attivamente» con minacce di missili e droni. Secondo la stessa fonte, i rumori uditi nel paese derivano dalle operazioni in corso contro questi attacchi.
Il vicepresidente Usa, Vance, ha detto di aver letto un post su X di Ghalibaf in cui si afferma che Iran e Stati Uniti sono in disaccordo su tre punti su dieci. Vance ha aggiunto che sui restanti sette punti le parti sarebbero d'accordo, secondo quanto riferito.
Il procuratore generale statunitense Merrick Vance ha dichiarato che l'Occidente intende impedire all'Iran di ottenere l'arma nucleare, secondo media internazionali. Vance ha sottolineato l'importanza di mantenere la pressione sul programma nucleare iraniano per evitare una possibile escalation regionale.
Il coordinatore Onu per il Medio Oriente, Tor Wennesland, riferisce che senza negoziati e la riapertura dello stretto di Hormuz la guerra continuerà. Vance ha sottolineato l'importanza di questi due elementi per una possibile de-escalation. Secondo fonti Onu, la situazione rimane critica senza progressi diplomatici.
L'Organizzazione iraniana dei porti e del mare ha designato rotte alternative sicure attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo media locali. La misura è stata adottata a causa della possibile presenza di mine in alcune aree dello Stretto.
La polizia israeliana ha comunicato che i luoghi santi di Gerusalemme riapriranno giovedì dopo la chiusura dovuta alle misure di sicurezza per il conflitto con l'Iran. Secondo la polizia, la riapertura avverrà in base alle nuove direttive del Comando del Fronte Interno. «A partire da domani mattina, giovedì 9 aprile 2026, i luoghi santi della città di Gerusalemme riapriranno ai visitatori e per la preghiera», ha riferito la polizia.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha affermato che gli Stati Uniti hanno violato tre punti chiave del cessate il fuoco prima dell’avvio dei negoziati, tra cui l’invasione del Libano e la violazione dello spazio aereo iraniano, secondo media iraniani. Ghalibaf ha definito «irragionevole» un cessate il fuoco o negoziati bilaterali dopo queste violazioni, aggiungendo che l’Iran ha seguito con scetticismo l’attuale processo.
La direzione generale della Protezione Civile del Libano comunica che il bilancio delle vittime degli ultimi raid israeliani ha raggiunto 254 morti e 1.165 feriti. Secondo i dati raccolti nei centri sul territorio, a Beirut si contano 92 morti e 742 feriti, mentre nei sobborghi meridionali della capitale si registrano 61 morti e 200 feriti.
Gli Emirati Arabi Uniti ritengono che l'Iran debba pagare «danni e riparazioni», riferisce l'agenzia Afp. La richiesta arriva nel contesto delle tensioni regionali tra i due Paesi.
Le Nazioni Unite condannano con forza la perdita di vite civili nell'attacco israeliano in Libano, riferisce il portavoce Farhan Haq. L'Onu invita tutte le parti a usare i canali diplomatici, cessare le ostilità e attuare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza. Haq sottolinea che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran rappresenta un'opportunità per evitare ulteriori vittime tra Libano e Israele. L'Onu esorta infine a rispettare il cessate il fuoco in corso.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha definito «intollerabile» il disprezzo per la vita e il diritto internazionale mostrato da Netanyahu nell'attacco israeliano al sud del Libano, secondo un messaggio su X. Sanchez ha chiesto che il Libano venga incluso nel cessate il fuoco promosso dagli Stati Uniti nell'offensiva contro l'Iran. Il presidente del governo spagnolo ha inoltre sollecitato la comunità internazionale a condannare la violazione del diritto internazionale e ha chiesto all'Unione Europea di sospendere l'Accordo di Associazione con Israele.
La portavoce della Casa Bianca ha riferito oggi un aumento del traffico nello Stretto di Hormuz, sottolineando che il presidente si aspetta la riapertura immediata e sicura del passaggio. In conferenza stampa ha definito «assolutamente inaccettabile» l'ipotesi di una chiusura dello Stretto, evidenziando una discrepanza tra le dichiarazioni pubbliche e quelle private secondo fonti ufficiali.
La Casa Bianca riferisce che gli Stati Uniti hanno avuto colloqui di «alto livello» con la Cina riguardo alla situazione in Iran, ha detto la portavoce ufficiale.
Il primo ministro Netanyahu ha confermato che il cessate il fuoco è stato coordinato con Israele e che non ci sono state sorprese, secondo fonti ufficiali. Ha sottolineato che le trattative sono state gestite direttamente dal governo israeliano. Netanyahu ha inoltre ribadito l'impegno a mantenere la sicurezza nazionale durante la tregua.
La Casa Bianca ha riferito che Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno avuto ieri una «conversazione privata» in cui Netanyahu ha ribadito il suo sostegno al presidente. La portavoce Karoline Leavitt ha sottolineato che «Israele resta un alleato chiave e un partner degli Stati Uniti» e ha definito il Paese «uno straordinario partner nelle ultime sei settimane».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha denunciato violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Iran e Libano durante una telefonata con il comandante pakistano Asim Munir, riferisce il ministero degli Esteri iraniano. L'agenzia Fars cita un funzionario anonimo che indica la possibile risposta iraniana agli attacchi israeliani in Libano. L'agenzia Tasnim aggiunge che l'Iran potrebbe ritirarsi dall'accordo di cessate il fuoco se le aggressioni proseguiranno, secondo una fonte informata.
Netanyahu afferma che Hezbollah non è incluso nel cessate il fuoco e che Israele continua a colpirlo con forza, secondo media israeliani. Il premier riferisce che oggi è stato sferrato «l'attacco più potente contro Hezbollah dall'operazione dei beeper».
Antonio Tajani ha espresso solidarietà al presidente libanese Joseph Aoun per gli attacchi israeliani definiti «ingiustificati e inaccettabili», secondo una dichiarazione su X. Tajani ha sottolineato la necessità di evitare «una seconda Gaza» e ha convocato l'ambasciatore israeliano alla Farnesina. Ha inoltre condannato i bombardamenti sulla popolazione civile libanese e gli spari contro militari italiani Unifil, chiedendo garanzie di sicurezza.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che Israele ha ottenuto risultati «impensabili» e che l'Iran è più debole, mentre Israele è più forte. Netanyahu ha aggiunto che gli obiettivi saranno raggiunti «o tramite negoziati o con la ripresa dei combattimenti», secondo un punto stampa. «Il dito è sul grilletto», ha concluso il premier.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha condannato con fermezza l'attacco israeliano contro un convoglio italiano di Unifil nel sud del Libano, secondo una nota di Palazzo Chigi. I militari italiani operano sotto mandato Onu per mantenere la pace, e l'azione israeliana viola la risoluzione 1701, mettendo a rischio il personale. Meloni ha chiesto a Israele di chiarire l'accaduto e attende gli esiti della convocazione dell'ambasciatore israeliano a Roma, riferisce Palazzo Chigi.
La Casa Bianca «non è preoccupata che la situazione in Libano possa far fallire il cessate il fuoco con l'Iran», riferisce una fonte americana citata dal giornalista di Axios Barak Ravid. Secondo la stessa fonte, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sollevato il tema del Libano in una telefonata con Donald Trump ieri, poco prima dell'annuncio del cessate il fuoco. I due leader avrebbero concordato che i combattimenti in Libano potessero proseguire.
La Protezione civile libanese comunica che i morti a seguito degli ultimi eventi sono almeno 254, mentre i feriti ammontano a 1165. I dati sono stati diffusi durante un aggiornamento ufficiale sulle conseguenze delle violenze in corso, secondo fonti locali.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani avvertono che risponderanno se Israele non interromperà «il brutale massacro a Beirut», secondo una dichiarazione diffusa su Telegram. Il gruppo denuncia l'aggressione contro il Libano e rivolge un monito agli Stati Uniti, accusati di essere «partner con questo brutale regime». «Se l'aggressione non si fermerà immediatamente, noi agiremo secondo il nostro dovere», si legge nel comunicato.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha dichiarato che «nulla è ancora concluso» riguardo a un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Israele, sottolineando la distanza tra le posizioni di Washington e Teheran. Sa'ar ha espresso queste considerazioni in un'intervista al Canale 11, definendo improbabile un accordo con l'Iran.
Il ministero della Salute turco ha annunciato l'invio di tre camion con materiale medico verso l'Iran attraverso il valico di frontiera di Gurbulak, secondo media locali. La spedizione, coordinata da Ankara, include oltre 70 tipi di medicinali e apparecchiature sanitarie come raggi X, ventilatori e defibrillatori. La decisione è stata presa dopo che funzionari iraniani hanno segnalato la necessità di supporto nel settore sanitario a causa del conflitto. Il convoglio è stato organizzato a seguito di un incontro tra autorità turche e iraniane a fine marzo.
Il Ministero della Salute libanese riferisce che gli attacchi israeliani in Libano hanno causato 112 morti e 837 feriti, il bilancio più grave dall'inizio del conflitto a marzo. I raid hanno colpito quartieri residenziali di Beirut, i sobborghi meridionali e le regioni meridionale e orientale del paese. Israele sostiene di aver colpito «centinaia» di militanti di Hezbollah, secondo fonti ufficiali. Donald Trump e Israele hanno dichiarato che l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non modifica le operazioni militari israeliane in Libano, in contrasto con quanto affermato dal Pakistan, mediatore della tregua.
L'Onu condanna «in modo fermo gli attacchi israeliani in tutto il Libano» che hanno causato numerose vittime, ha detto il portavoce del segretario generale Antonio Guterres. Il rappresentante ha espresso «ferma condanna per la perdita di vite civili» e ha invitato le parti a sfruttare «l'opportunità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran» per evitare ulteriori morti.
Hapag-Lloyd ha annunciato che le sue navi non riprenderanno al momento il transito nello Stretto di Hormuz, definendo la situazione «tesa» nonostante il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, secondo una dichiarazione inviata all'Afp. Teheran ha accettato una riapertura temporanea della via navigabile, cruciale per il petrolio mondiale, nell'ambito di una tregua di due settimane, e almeno due navi hanno già attraversato lo stretto secondo Marine Traffic. Tuttavia, Hapag-Lloyd ha spiegato che «continueremo ad astenerci dal transitare nello stretto» in base alla valutazione del rischio attuale. Il mese scorso una nave della compagnia ha subito un incendio nel Golfo dopo essere stata colpita da schegge, senza feriti tra l'equipaggio.
Hezbollah sostiene di avere «il diritto di rispondere» agli attacchi israeliani che oggi hanno causato almeno 89 morti e 720 feriti in Libano, secondo una nota del movimento. Il gruppo definisce «massacri» le azioni di Israele e afferma che «il sangue dei martiri non verrà versato invano». Hezbollah cita inoltre un accordo sul cessate il fuoco raggiunto tra Iran e Stati Uniti come contesto degli scontri.
L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito un comandante di Hezbollah a Beirut, dopo un raid contro un quartiere residenziale della capitale libanese. Media statali libanesi avevano segnalato l'attacco israeliano nella zona. Le Forze di Difesa Israeliane non hanno fornito dettagli sull'identità del comandante colpito.
La Casa Bianca ha dichiarato che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non si estende agli attacchi israeliani contro Hezbollah in Libano, ha riferito la portavoce Karoline Leavitt ad Axios. L'affermazione contraddice le dichiarazioni dell'Iran e dei mediatori pachistani, mentre Teheran minaccia di riprendere i combattimenti e chiudere lo Stretto di Hormuz se gli scontri in Libano proseguiranno, secondo fonti ufficiali. Un funzionario statunitense ha aggiunto che Netanyahu ha discusso della situazione in Libano con il presidente Trump prima dell'annuncio del cessate il fuoco, concordando che i combattimenti in Libano potessero continuare. La Casa Bianca non teme che la situazione libanese comprometta l'accordo con l'Iran, ha concluso il funzionario.
Federico Rampini osserva che la tregua non ha fermato i combattimenti nel Golfo, con Israele che agisce contro Hezbollah in Libano e l’Iran che si confronta con l’Arabia Saudita e un alleato Usa. Secondo l’analisi, lo Stretto di Hormuz non è mai stato completamente chiuso, ma le minacce iraniane hanno aumentato i costi assicurativi per le navi, limitandone il passaggio. Rampini sottolinea che la riapertura dello Stretto dipende dalla volontà di Teheran e conclude con un sondaggio sul contesto della decisione di Trump di non «cancellare una civiltà», secondo fonti giornalistiche.
Stefano Zunarelli, professore di diritto della navigazione all’Università di Bologna, sostiene che le pretese dell’Iran di imporre un pedaggio o limitare il passaggio delle navi straniere nello stretto di Hormuz «appaiono prive di base giuridica». Secondo l’esperto, il pagamento può essere richiesto solo se lo Stato costiero fornisce servizi effettivi, come la presenza di un pilota a bordo. Zunarelli avverte che riconoscere un pedaggio senza servizi creerebbe un precedente pericoloso, inducendo altri Stati a chiedere analoghe imposizioni in altri stretti internazionali.
Secondo il Wall Street Journal, l'Iran ha avvertito che la sua partecipazione ai negoziati previsti venerdì a Islamabad dipende dall'attuazione di un cessate il fuoco in Libano. Il quotidiano riferisce inoltre che Teheran potrebbe revocare l'apertura dello Stretto di Hormuz in risposta alla situazione.
Donald Trump afferma sul social Truth che gli Stati Uniti discuteranno a porte chiuse solo i punti significativi accettabili dall'Iran, alla base di un possibile cessate il fuoco. Critica inoltre «numerosi accordi, elenchi e lettere» diffusi da persone estranee ai negoziati, definite «truffatori e ciarlatani».
Un raid israeliano ha colpito il quartiere residenziale di Tallet al-Khayyat a Beirut, secondo l'agenzia di stampa libanese Nna. L'attacco è avvenuto poche ore dopo una serie di raid su diverse zone del Libano. I giornalisti dell'Afp hanno riferito di esplosioni nella vicina area di Hamra, mentre soccorritori sono intervenuti per estrarre eventuali vittime da un edificio parzialmente crollato.
Ukmto segnala che nelle ultime 24 ore non si sono verificati incidenti nelle acque del Golfo e del Golfo di Oman, ma il rischio per la navigazione commerciale rimane elevato. Nel suo aggiornamento quotidiano, l'organismo britannico evidenzia che l'ambiente operativo resta «volatile» a causa delle attività militari in corso. Lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il transito di un quinto del petrolio mondiale, continua a rappresentare un'area ad alto rischio, secondo Ukmto.
L'Iran starebbe considerando di abbandonare il cessate il fuoco di due settimane concordato con gli Stati Uniti a causa dei raid israeliani in Libano, riferisce l'agenzia Fars citando una fonte informata. La decisione rifletterebbe la crescente tensione regionale legata agli attacchi israeliani.
Secondo Axios, la guida suprema Mojtaba Khamenei ha incaricato i negoziatori iraniani per l'accordo con gli Stati Uniti, assumendo un ruolo «clandestino e laborioso». Fonti riferiscono che Khamenei ha comunicato tramite messaggeri per evitare rischi di attacchi israeliani. Il via libera della guida suprema è stato definito una «svolta» nelle trattative, con tutte le decisioni principali passate attraverso di lui. Nonostante il coinvolgimento del ministro degli esteri Abbas Araghchi e della Cina, senza l'ok di Khamenei l'accordo non sarebbe stato possibile, riferiscono le stesse fonti.
Jean Arnault, inviato speciale del Segretario generale Onu per il Medio Oriente, è arrivato in Iran, riferisce la Bbc. Le Nazioni Unite indicano che Arnault intende ascoltare i funzionari iraniani per valutare possibili passi verso la pace nella regione. Il viaggio fa parte degli sforzi diplomatici in corso sul conflitto mediorientale.
La Marina iraniana ha minacciato di distruggere le navi che attraversassero lo stretto di Hormuz senza il permesso di Teheran, affermano fonti del settore marittimo citate da media internazionali. Secondo la società di intermediazione navale SSY, le imbarcazioni nel Golfo Persico e nel Mar d'Oman hanno ricevuto un messaggio delle Guardie Rivoluzionarie che vieta il transito senza autorizzazione. Il messaggio avverte che «qualsiasi imbarcazione tenti di entrare in mare sarà presa di mira e distrutta», riferisce la società a Bbc Verify.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l'ambasciatore di Israele in Italia alle 19:30 alla Farnesina, secondo fonti ufficiali. La decisione segue l'attacco di oggi in Libano a un convoglio italiano della missione Onu Unifil, colpito da unità delle Forze di Difesa israeliane (Idf). Tajani ha espresso preoccupazione per l'incidente, riferiscono fonti diplomatiche.
Il ministro della Salute libanese riferisce che i raid israeliani in Libano hanno causato 89 morti e 722 feriti. Gli attacchi hanno colpito diverse aree del paese, secondo fonti ufficiali.
Il presidente Donald Trump ha confermato in un’intervista a Pbs che il Libano «non era incluso nell'accordo» di tregua con l'Iran «a causa di Hezbollah», secondo quanto riferito. Riguardo ai raid israeliani su Beirut, Trump li ha definiti «una scaramuccia a parte di cui ci occuperemo». «Va tutto bene», ha aggiunto, secondo media americani.
Il presidente Donald Trump ha confermato al New York Post che i colloqui di pace con l'Iran in Pakistan si terranno «molto presto». Trump ha annunciato la partecipazione di Jared Kushner e Steve Witkoff, mentre ha definito incerta la presenza del vicepresidente Vance per «questioni di sicurezza».
L'inviato speciale Usa Steve Witkoff ha definito «una catastrofe» la controproposta in 10 punti dell'Iran, secondo l'agenzia Axios. La trattativa è proseguita con mediazioni pakistane, egiziane e turche per superare le divergenze, mentre il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha approvato l'accordo. Witkoff ha espresso il suo disappunto al telefono con i mediatori durante una giornata di negoziati intensi, riferisce Axios.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha affermato che l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non coinvolge il Libano. Lo ha riferito il giornalista di Axios Barak Ravid. La dichiarazione contraddice quanto sostenuto dal premier pachistano Shebbaz Sharif, impegnato nella mediazione, secondo cui il Libano sarebbe incluso nell'intesa.
L'Iran ha bloccato il transito delle petroliere nello Stretto di Hormuz in risposta ai raid israeliani in Libano, riferisce l'agenzia Fars. La misura segue le operazioni militari condotte da Israele contro obiettivi nel territorio libanese.
Stati Uniti, Israele e Iran confermano un cessate il fuoco, ma secondo Axios persistono contraddizioni sulle condizioni e le modalità di attuazione. Le divergenze dovranno essere risolte durante i negoziati previsti da venerdì a Islamabad. Trump aveva posto come condizione la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma resta incerta la reale accessibilità e l'eventuale pagamento di pedaggi da parte dell'Iran. Nel frattempo, i mediatori pakistani hanno esteso il cessate il fuoco al Libano, mentre Israele nega questa estensione e ha intensificato gli attacchi; inoltre, sono stati segnalati raid contro impianti petroliferi in Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait nelle prime 12 ore dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, con il premier pakistano che ha ammonito sul rischio di compromettere il processo di pace, secondo Axios.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il capo dell'Esercito pachistano Asim Munir per affrontare «le violazioni del cessate il fuoco» attribuite a Israele in Iran e Libano. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri di Teheran, sottolineando il ruolo di mediazione del Pakistan nella tregua con gli Stati Uniti.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito che un veicolo italiano dell'Unifil è stato danneggiato da colpi di avvertimento israeliani durante un raid su Beirut, Sidone e Tiro, in Libano. Tajani ha precisato che la colonna italiana, impegnata nel rimpatrio di personale, è stata bloccata dall'Idf e ha dovuto fare ritorno senza feriti. Il ministro ha annunciato che chiederà al ministero degli Esteri di ottenere chiarimenti dall'ambasciatore israeliano in Italia sull'incidente, secondo quanto riferito nel Question Time alla Camera.
Una fonte della sicurezza iraniana ha dichiarato all'agenzia Fars che l'Iran si prepara a colpire posizioni militari israeliane in risposta alla violazione del cessate il fuoco in Libano da parte di Israele e ai raid contro Hezbollah. La fonte ha aggiunto che a Teheran cresce la convinzione che gli Stati Uniti non controllino Netanyahu o che Israele agisca con il via libera del Comando Centrale Usa.
L'ambasciatore iraniano all'Onu a Ginevra, Ali Bahreini, ha esortato Israele a rispettare il cessate il fuoco in Libano, avvertendo che nuovi attacchi aggraverebbero la situazione e avrebbero conseguenze. Lo riferisce il quotidiano libanese L'Orient Le Jour.
L'esercito israeliano ha condotto una serie di raid aerei contro Hezbollah in Libano, impiegando 50 caccia che hanno sganciato circa 160 bombe su 100 obiettivi in 10 minuti, secondo il Times of Israele. L'operazione è stata denominata «Oscurità eterna» dalle forze di difesa israeliane (Idf). L'Idf riferisce di aver colpito centri di comando e infrastrutture militari di Hezbollah a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale.
Il ministro della Salute libanese, Rakan Nassereddine, ha riferito che i raid israeliani hanno provocato centinaia di morti e feriti in tutto il Libano, secondo l'agenzia Nna. Il segretario generale della Croce rossa libanese, George Kettaneh, ha definito la situazione «tragica», con molte vittime intrappolate sotto le macerie e edifici crollati, ha detto all'emittente Mtv. Gli ospedali di Beirut hanno lanciato un appello urgente per donazioni di sangue di tutti i gruppi sanguigni.
L'Iran potrebbe riaprire lo stretto di Hormuz domani o venerdì, ha riferito una fonte ufficiale di Teheran. La decisione arriva dopo un periodo di chiusura legata a tensioni regionali. Secondo la stessa fonte, la situazione resta monitorata in vista di sviluppi diplomatici.
L'Iran richiederà alle compagnie di navigazione il pagamento di pedaggi in criptovaluta per le petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz, secondo Hamid Hosseini, portavoce dell'Unione degli esportatori iraniani di petrolio. Hosseini ha spiegato al Financial Times che l'obiettivo è monitorare il passaggio per evitare il trasferimento di armi durante il cessate il fuoco di due settimane. L'associazione collabora strettamente con lo Stato e prevede di valutare ogni nave, rallentando volontariamente le procedure di transito. Le condizioni per il passaggio sono decise dal Consiglio Supremo iraniano.
Raid israeliani hanno colpito diversi quartieri di Beirut in pochi minuti, secondo fonti locali e testimoni. Le esplosioni hanno interessato il centro, il lungomare e la periferia sud, causando panico tra la popolazione. Fonti mediche riferiscono di numerosi morti e feriti, con ospedali sotto forte pressione. Testimoni descrivono «scene apocalittiche» con edifici danneggiati e colonne di fumo in varie zone della capitale libanese.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che Donald Trump «ha fatto la storia» con l'operazione Epic Fury, definita una «vittoria militare con la V maiuscola». Secondo Hegseth, l'azione ha «decimato» l'Iran in 38 giorni, rendendolo incapace di difendere la sua popolazione e costringendolo a chiedere un cessate il fuoco. Il capo del Pentagono ha aggiunto che l'Iran è stato una minaccia per 47 anni, ma ora «non più sotto la nostra sorveglianza». Hegseth ha infine sottolineato che Trump «ha scelto la pietà» e ha aperto la strada a un possibile accordo.
Il presidente Donald Trump ha ipotizzato una «joint venture» tra Stati Uniti e Iran per l'imposizione dei pedaggi nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito. Trump ha spiegato che questa soluzione potrebbe garantire la sicurezza del passaggio e proteggerlo da altre minacce, rispondendo a una domanda di Abc News.
Il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori congiunti Usa, ha avvertito che il cessate il fuoco in Iran «è solo una pausa» e che le forze armate americane restano pronte all'attacco, secondo quanto riferito. «Speriamo che non sia il caso», ha aggiunto Caine.
Donald Trump ha scritto su Truth Social che gli Stati Uniti lavoreranno con l'Iran per estrarre la «polvere» nucleare sepolta dopo i raid contro centrali iraniane a giugno. Trump ha assicurato che non ci sarà «alcun arricchimento dell'uranio» e che la «polvere» è stata monitorata dalla Space Force tramite sorveglianza satellitare. Secondo il suo post, nulla è stato toccato dalla data degli attacchi.
Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver completato la più vasta ondata di raid aerei contro Hezbollah in Libano dall'inizio del conflitto, colpendo 100 obiettivi in 10 minuti. Secondo l'Idf, gli attacchi hanno interessato il quartier generale, gli uffici dei servizi segreti e le infrastrutture delle unità missilistiche, navali e della forza d'élite Radwan a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale.
Il presidente Macron, Giorgia Meloni, Olaf Scholz, Rishi Sunak, Anthony Albanese, Mette Frederiksen, Mark Rutte, Pedro Sánchez, Ursula von der Leyen e Charles Michel hanno espresso sostegno al cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, concluso oggi. In una dichiarazione congiunta, i leader hanno ringraziato il Pakistan e gli altri partner per il ruolo nella mediazione e hanno chiesto «una fine rapida e duratura della guerra» attraverso negoziati diplomatici. Hanno sottolineato che una risoluzione negoziale è essenziale per proteggere la popolazione civile iraniana, garantire la sicurezza regionale e prevenire una crisi energetica globale, secondo fonti ufficiali.
Il presidente Donald Trump afferma su Truth che gli Stati Uniti stanno discutendo con l'Iran per ridurre tariffe e sanzioni. Trump riferisce che molti dei 15 punti negoziati sono già stati concordati. L'annuncio sottolinea l'impegno americano nel dialogo con Teheran.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito il cessate il fuoco in Iran «una cosa molto buona» durante il Consiglio di difesa e sicurezza all'Eliseo, riferisce l'Eliseo. Macron ha sottolineato che «è con la negoziazione che possiamo garantire la stabilità nella regione». Ha inoltre ribadito gli obiettivi francesi di proteggere interessi e cittadini, sostenere i partner regionali e promuovere la de-escalation. Nel corso del Consiglio saranno affrontate anche le questioni dello Stretto di Hormuz e del Libano.
Il governo tedesco ha chiesto all'Iran di «aprire lo stretto di Hormuz come promesso», ha detto il vice portavoce Sebastian Hille dopo l'annuncio del cessate il fuoco. Hille ha aggiunto che Teheran deve «cessare di minacciare il traffico marittimo internazionale» e «astenersi da ulteriori attacchi contro Israele e gli Stati del Golfo». La richiesta è stata formulata in un contesto di crescente tensione regionale, secondo fonti ufficiali.
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc) ha annunciato di aver colpito 25 obiettivi energetici e linee di trasporto petrolifero legati a Israele e Stati Uniti nella regione, inclusi siti in Arabia Saudita. Secondo media iraniani, gli attacchi hanno interessato aree dal Mediterraneo fino all'est dell'Arabia Saudita, tra cui impianti a Yanbu, raffinerie Chevron, Exxon Mobil e Dow Chemical. Sono stati colpiti anche impianti negli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein e Kuwait, secondo la dichiarazione dei pasdaran.
Il presidente Donald Trump annuncia in un post su Truth che gli Stati Uniti applicheranno dazi del 50% su tutte le merci importate da Paesi che forniscono armamenti all'Iran. Trump precisa che «non ci saranno eccezioni né esenzioni» nonostante l'accordo per una tregua di due settimane tra Washington e Teheran.
Media libanesi riferiscono che Israele ha condotto bombardamenti nel quartiere di Dahieh a Beirut, considerato roccaforte di Hezbollah. Secondo fonti israeliane, le operazioni contro il gruppo sciita filo-iraniano non sono coperte dalla tregua di due settimane concordata tra Stati Uniti e Iran.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avvertito contro «eventuali provocazioni e atti di sabotaggio» dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, secondo un suo messaggio su X. Erdogan ha espresso l'auspicio che il cessate il fuoco, in vigore dal 28 febbraio, venga rispettato integralmente sul terreno.
I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani hanno dichiarato di «non avere fiducia» nelle promesse degli Stati Uniti, secondo media locali, dopo la tregua di due settimane raggiunta tra le parti.
L'Unione europea ha avvertito che la crisi attuale non si risolverà rapidamente, secondo fonti ufficiali. Bruxelles sottolinea la necessità di prepararsi a una situazione prolungata. L'allerta arriva nel contesto delle tensioni geopolitiche in corso.
Donald Trump annuncia una tregua di due settimane con l'Iran e definisce l'accordo un successo per gli Stati Uniti, secondo la portavoce Karoline Leavitt. Il presidente contesta però una nota del Supremo Consiglio della Sicurezza Nazionale iraniano, definendola «falsa», mentre Cnn e New York Times ne danno ampio risalto. L'organo iraniano afferma che l'Iran ha inflitto una «sconfitta storica» al nemico e avverte che risponderà con forza a ogni errore.
I Pasdaran dichiarano di mantenere «sempre il dito sul grilletto» e di essere pronti a rispondere con maggiore forza a qualsiasi attacco, secondo media iraniani.
La tregua di due settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran ha prodotto un effetto distensivo sui mercati energetici, con il Brent sotto i 95 dollari al barile e il gas europeo ad Amsterdam sotto i 45 euro/Mwh, secondo fonti di mercato. Il Centro studi di Unimpresa stima che il calo del greggio riduca di circa 8,4 centesimi al litro la componente industriale dei carburanti. Per le famiglie, il risparmio su un consumo di 60 litri nelle prossime due settimane è di circa 5 euro, che sale a oltre 10 euro con 120 litri.
Il vicepresidente Usa, JD Vance, ha definito «fragile» il cessate il fuoco in Iran e ha detto che Trump è «desideroso di fare progressi». Lo ha riferito Vance in un intervento pubblico, sottolineando la delicatezza della situazione.
I principali esponenti mediatici del movimento MAGA si sono apertamente rivoltati contro Donald Trump, criticando la sua minaccia di distruggere «l'intera civiltà» iraniana, secondo Axios. La forza politica di Trump si è sempre basata su un ecosistema mediatico decentralizzato, composto da podcaster, streamer e attivisti che diffondono il suo messaggio a milioni di elettori fedeli. All'inizio del suo secondo mandato, questa coalizione era unita e sicura del successo, ma ora le voci più influenti del movimento lo accusano di tradire le promesse di «America First» e cercano di contenerlo o di ostacolarlo. Tra queste, Tucker Carlson ha dedicato un monologo di 43 minuti definendo la retorica di Trump sull'Iran «moralmente corrotta» e «malvagia», manifestando il proprio sdegno personale, come riferito da Axios.
Anthropic ha avviato una diffusione controllata di Mythos, il primo modello di intelligenza artificiale ritenuto in grado di compromettere una società Fortune 100, paralizzare vaste aree di internet o penetrare sistemi di difesa nazionale, secondo Axios. Solo circa 40 aziende e organizzazioni accuratamente selezionate hanno accesso al modello, per evitare rischi catastrofici. Fonti governative e del settore privato consultate da Axios avvertono che molti leader non percepiscono la minaccia improvvisa da parte di terroristi o potenze ostili. «Washington reagisce solo alle crisi», riferisce una fonte su Mythos, sottolineando la scarsa attenzione riservata alla sicurezza informatica finché non diventa emergenza.
MarineTraffic segnala i primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, secondo fonti marittime. L'evento indica una possibile riduzione delle tensioni nella regione, riferiscono media internazionali.
Le forze israeliane (Idf) hanno lanciato un «avviso urgente» agli abitanti di sette zone della periferia sud di Beirut, tradizionale roccaforte di Hezbollah, invitandoli ad allontanarsi, secondo un post del portavoce Avychay Adraee su X. Le Idf confermano che «continuano operazioni di terra mirate in Libano» contro Hezbollah, sostenuto dall'Iran, mentre «è stato interrotto il fuoco nelle operazioni contro l'Iran» in linea con direttive politiche. Le aree interessate sono Haret Hreik, Ghobeiry, Laylaki, Hadath, Bourj el-Brajneh, Tahouitat el-Ghadir e Shiyyah.
L'agenzia governativa Arpa-E investirà 135 milioni di dollari nei prossimi 18 mesi per accelerare lo sviluppo dell'energia da fusione, secondo Axios. Il finanziamento rappresenta il più grande investimento singolo nella storia dell'agenzia e mira a superare le barriere tecniche che impediscono la commercializzazione della fusione. La decisione arriva mentre il presidente Trump cerca di ridurre altri fondi federali destinati alla fusione, evidenziando tensioni nella strategia energetica dell'amministrazione, riferisce Axios. Il sostegno pubblico rimane cruciale per il futuro commerciale di questa tecnologia emergente.
Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di due settimane dopo trattative riservate, riferiscono fonti statunitensi, israeliane e regionali citate da «Axios». La svolta è arrivata il 6 aprile, quando la guida suprema Mojtaba Khamenei ha autorizzato i negoziatori iraniani a procedere verso un’intesa, la prima dal conflitto. Mentre Trump minacciava pubblicamente l’Iran, dietro le quinte si sono intensificati i contatti diplomatici e i preparativi militari del Pentagono, temuti dagli alleati nel Golfo per possibili ritorsioni di Teheran. Secondo le fonti, il negoziato ha coinvolto una complessa mediazione internazionale.
Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che l'approccio degli Usa e Israele di un «attacco non provocato» contro l'Iran ha subito una «schiacciante sconfitta». In un'intervista a Radio Sputnik, ripresa dalla Tass, ha sottolineato che la Russia ha sempre sostenuto la necessità di fermare questa aggressione e ha escluso una soluzione militare in Medio Oriente. Zakharova ha aggiunto che è indispensabile perseguire una soluzione politica e diplomatica basata su un processo negoziale.
La Spagna definisce «inaccettabile» il proseguimento dell'invasione israeliana del Libano dopo l'accordo per una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, ha detto il ministro degli Esteri Jose Manuel Albares, secondo Rne. Albares ha sottolineato che «devono essere chiusi tutti i fronti, compreso il Libano». Il premier Pedro Sanchez ha definito il cessate il fuoco «una notizia positiva», precisando però che la Spagna «non intende applaudire a chi ha innescato l'incendio del mondo solo perché si presentano con un secchio d'acqua».
Il direttore generale dell'Iata, Willie Walsh, ha dichiarato che ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei si normalizzino, anche se lo Stretto di Hormuz restasse aperto. Walsh ha spiegato ai giornalisti che le interruzioni nella capacità di raffinazione in Medio Oriente rallenteranno il ritorno ai livelli necessari. «Non credo che accadrà in poche settimane», ha aggiunto.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha accolto con favore il cessate il fuoco in Medioriente, sottolineando però le responsabilità di chi ha scatenato il conflitto, secondo quanto riferito dal suo account su X. Sanchez ha definito i cessate il fuoco «una buona notizia» solo se conducono a una pace giusta e duratura, ma ha avvertito che «il governo spagnolo non applaudirà chi incendia il mondo solo perché poi si presenta con un secchio d'acqua». Il leader socialista ha aggiunto che ora servono «diplomazia, diritto internazionale e pace».
Il Pakistan ha invitato Iran e Stati Uniti a partecipare a colloqui a Islamabad il 10 aprile, ha annunciato il primo ministro Shehbaz Sharif sul suo profilo X. Sharif ha espresso gratitudine alla leadership di entrambi i Paesi per l'accordo su un cessate il fuoco immediato, incluso in Libano, e ha auspicato il successo dei negoziati. Il premier pachistano ha definito la disponibilità delle parti «una saggezza e una comprensione straordinarie» e ha sperato in una pace sostenibile.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf è stato designato capo negoziatore per i colloqui con gli Stati Uniti previsti venerdì a Islamabad, riferisce l’agenzia Isna citata da Tass. Secondo la stessa fonte, il vicepresidente Usa JD Vance guiderà la delegazione americana.
L'Iraq annuncia la riapertura del proprio spazio aereo, chiuso dall'inizio del conflitto tra Usa, Israele e Iran, secondo fonti ufficiali. La decisione segue un periodo di restrizioni dovute alle tensioni regionali.
L'esercito libanese ha invitato oggi la popolazione a non rientrare nel sud, dove continuano gli attacchi israeliani, secondo un comunicato ufficiale. L’avviso arriva mentre Israele ha precisato che il cessate il fuoco con l’Iran non riguarda il conflitto con Hezbollah. L’esercito ha esortato i cittadini a evitare le zone in cui le forze israeliane si sono spostate, per il rischio di nuovi attacchi. «Alla luce degli sviluppi regionali e delle notizie su un cessate il fuoco, esortiamo ad attendere prima di tornare», si legge nel comunicato.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, accoglie con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato tra Stati Uniti e Iran, definendolo «una de-escalation quanto mai necessaria» in un post sui social. La leader Ue ringrazia il Pakistan per la mediazione e sottolinea l'importanza di proseguire i negoziati per una soluzione duratura, annunciando la volontà di coordinarsi con i partner internazionali.
L'Egitto ha espresso apprezzamento per la decisione degli Stati Uniti di «dare una possibilità alla diplomazia» con l'Iran, secondo fonti ufficiali. Il Cairo vede positivamente il tentativo di ridurre le tensioni nella regione attraverso il dialogo.
Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha definito «un giorno di speranza» l'annuncio di Trump sull'estensione di due settimane del cessate il fuoco con l'Iran, ma ha sottolineato che «le posizioni restano lontane». Albares ha aggiunto che «il cessate il fuoco è un passo necessario, ma non definitivo», secondo quanto riferito. Ha inoltre osservato che «l'umanità è stata pericolosamente vicina al disastro» per le minacce del presidente Usa, definendo quel linguaggio «non usuale in leader democratici».
Il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto con favore la tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, ma ha chiesto che il cessate il fuoco venga esteso anche al Libano, secondo fonti ufficiali. Macron ha parlato durante un incontro sulla difesa con consiglieri e membri del governo. Israele ha confermato di sostenere la sospensione degli attacchi contro l'Iran decisa da Donald Trump, precisando però che l'accordo non comprende il Libano.
Le Borse europee hanno aperto in forte rialzo dopo l'annuncio di una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, secondo fonti finanziarie. Francoforte ha guadagnato il 4,8% con il Dax a 24.021 punti, Parigi è salita del 3,54% con il Cac 40 a 8.200 punti e Londra ha segnato un +2,61% con il Ftse 100 a 10.620 punti.
Questa pagina live si chiude, ma la nostra copertura continua ininterrotta sulla guerra. Restate con noi per tutti gli aggiornamenti, analisi e reazioni in tempo reale.
Il presidente Donald Trump ha definito una «vittoria totale e completa» l’accordo per una tregua di due settimane con l’Iran, in un’intervista all’agenzia AFP. Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha detto che l’intesa riguarda anche il Libano e altre aree ed è già in vigore, mentre l’ufficio di Benjamin Netanyahu ha escluso il Libano dall’accordo, secondo fonti ufficiali. Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha criticato Netanyahu per un «fallimento politico». Secondo l’Associated Press, Iran e Oman potranno applicare tariffe sulle navi nel Golfo di Hormuz nell’ambito dell’intesa.
Il Consiglio supremo iraniano per la sicurezza nazionale afferma che gli Stati Uniti hanno accettato un piano in 10 punti come base per i negoziati previsti a Islamabad, definendo il fatto «una grande vittoria» secondo l’agenzia Tasnim. Teheran precisa che l’accordo non segna la fine del conflitto, che sarà definita solo al termine delle trattative. I punti chiave includono il controllo congiunto dello Stretto di Hormuz e il ritiro delle forze americane da tutte le basi nella regione, oltre alla cessazione delle ostilità contro l’asse della resistenza.
Il ministero dell'Interno del Bahrein riferisce che due persone sono rimaste ferite in un attacco condotto con un drone attribuito all'Iran. L'episodio è stato confermato dalle autorità locali, che indagano sulle conseguenze dell'azione.
Un alto funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha definito «una vittoria» la tregua di due settimane annunciata tra Stati Uniti e Iran, secondo un post su X del consigliere presidenziale Anwar Gargash. Gargash ha aggiunto che gli Emirati sono pronti ad affrontare un contesto regionale complesso con maggiori risorse e capacità di influenza. Il cessate il fuoco segue un periodo di tensioni tra le due potenze.
Kaja Kallas, alta rappresentante Ue per la Politica estera, sarà in Arabia Saudita dall'8 al 9 aprile, secondo il Servizio europeo per l'azione esterna. A Riyadh, Kallas incontrerà il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Al Budaiwi. La visita si inserisce nel quadro delle relazioni diplomatiche tra Ue e Paesi del Golfo.
Secondo fonti ufficiali, i colloqui a Islamabad rappresentano un importante passo avanti, ma permangono dubbi e diffidenze tra le parti. È probabile che il vicepresidente Usa JD Vance guiderà la delegazione americana insieme a Witkoff, sottolineano media locali. Tra le condizioni per l'accordo figura il cessate il fuoco in Libano, che Israele non ha ancora accettato, spiegano fonti diplomatiche. L'ottimismo resta quindi prudente in attesa degli sviluppi e dei risultati concreti dei negoziati.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha accolto il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e lo sblocco dello Stretto di Hormuz, secondo un post su X. Sybiha ha invitato Washington a mostrare la stessa «fermezza» per fermare la guerra della Russia in Ucraina. «La decisione americana funziona», ha scritto, auspicando una pressione sufficiente su Mosca per porre fine al conflitto.
Israele ha ordinato l'evacuazione immediata dei residenti nei quartieri Al Aabbasiyyah e Shibriha di Tiro, nel sud del Libano, a causa di una minaccia imminente, riferisce un portavoce militare israeliano su X. L'ordine invita gli sfollati a spostarsi a nord del fiume Zahrani. Nonostante un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha precisato che l'intesa non riguarda il Libano, secondo media locali.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che il governo tedesco accoglie con favore la tregua di due settimane tra Iran e Stati Uniti. Merz ha ringraziato il Pakistan per il ruolo di mediazione e ha sottolineato che nei prossimi giorni l'obiettivo deve essere negoziare una «fine duratura della guerra» attraverso canali diplomatici.
Il prezzo del gas crolla a 43 euro al megawattora dopo l'annuncio di una tregua di due settimane tra Usa e Iran, subordinata alla riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo fonti di mercato. I contratti Ttf ad Amsterdam, punto di riferimento europeo, registrano un calo superiore al 19%.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha accolto con favore l'accordo di cessate il fuoco raggiunto nella notte, definendolo un momento di sollievo per la regione e il mondo, secondo un post pubblicato su X. Starmer ha esortato a lavorare con i partner internazionali per sostenere il cessate il fuoco, trasformarlo in un accordo duraturo e riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito «molto positivo» il cessate il fuoco di due settimane, affermando che va nella direzione di un accordo auspicabile, secondo quanto riportato dal Tg5. Tajani ha sottolineato che la sospensione dei combattimenti rappresenta una buona notizia per la popolazione civile iraniana e dei paesi del Golfo, oltre a favorire la stabilità economica con il calo del prezzo del petrolio sotto i 100 dollari. Ha inoltre ribadito che l'Iran non può dotarsi di armi nucleari, considerate un pericolo per l'area, e ha apprezzato la decisione americana di evitare bombardamenti sulla popolazione civile.
Trump esprime cautela sul cessate il fuoco a causa della sfiducia tra Stati Uniti e Iran, secondo fonti vicine alle trattative. La diffidenza riguarda non solo i governi, ma anche i cittadini iraniani verso l'amministrazione americana. Negli ultimi negoziati, conflitti sono scoppiati durante o subito dopo le trattative. Per questo motivo, il cessate il fuoco è visto come temporaneo e condizionato da scadenze, avvertono le stesse fonti.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sostiene la necessità di mantenere attivo il fronte libanese per mostrare ai suoi elettori che la guerra continua, secondo analisti militari citati da Maariv. La spinta a rafforzare le truppe nel sud del Libano riflette il timore israeliano di una possibile de-escalation o accordo con l'Iran, scenario che contrasta con le promesse di Netanyahu di vittoria definitiva e cambiamento di regime. Un esperto militare ha definito l'operazione israeliana contro l'Iran, chiamata «Lion’s Roar», come «Howling Cats» per la supremazia iraniana nel conflitto, sottolineando il blocco dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran e il fallimento degli sforzi israeliani.
Yair Lapid, leader dell'opposizione israeliana, ha definito «un disastro politico» la gestione di Benjamin Netanyahu dopo il cessate il fuoco, secondo quanto riportato su X. Lapid ha affermato che Israele non è stato coinvolto nelle decisioni sulla sicurezza nazionale e ha sottolineato che l'esercito ha eseguito gli ordini mentre Netanyahu ha fallito sia politicamente sia strategicamente. «Ci vorranno anni per riparare i danni politici e strategici causati dall'arroganza e dalla negligenza di Netanyahu», ha aggiunto.
Yair Lapid, leader dell'opposizione israeliana, ha definito «un disastro diplomatico» il cessate il fuoco con l'Iran, secondo un post su X. Lapid ha denunciato che Israele non era presente alle trattative sul tema centrale della sicurezza nazionale. Ha inoltre affermato che Netanyahu «ha fallito diplomaticamente e strategicamente», non raggiungendo gli obiettivi prefissati, mentre l'esercito e la popolazione hanno mostrato resilienza, secondo quanto riportato da media locali.
Bahrain ha annunciato che la sua difesa civile ha spento un incendio in una struttura colpita da attacchi attribuiti all'Iran, secondo fonti ufficiali. Il ministero della Difesa del Qatar ha riferito che quattro persone sono rimaste ferite a causa di detriti da un'intercettazione durante attacchi notturni. L'Arabia Saudita ha comunicato di aver abbattuto cinque missili balistici, mentre l'ufficio media di Abu Dhabi ha segnalato un incendio nel giacimento di gas di Habshan senza specificarne la causa, dopo l'attivazione degli allarmi nel Paese. Fonti locali sottolineano che i Paesi del Golfo auspicano una soluzione diplomatica per de-escalare il conflitto in corso.
Il ministero degli Esteri dell'Oman ha accolto con favore l'annuncio del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, esprimendo apprezzamento per «gli sforzi del Pakistan e di tutte le parti che chiedono la fine della guerra», secondo un comunicato pubblicato su X. Il ministero ha sottolineato l'importanza di intensificare le iniziative per trovare soluzioni che risolvano la crisi alla radice e garantiscano una cessazione permanente delle ostilità nella regione.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sostiene la decisione di Donald Trump di sospendere per due settimane gli attacchi contro l'Iran, a condizione che Teheran apra gli stretti e fermi gli attacchi contro Usa, Israele e paesi regionali. Netanyahu precisa sul profilo X che la tregua non riguarda il Libano, secondo quanto riferisce il suo ufficio.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato sui social che l'Iran accoglie favorevolmente il cessate il fuoco e desidera porre fine ai combattimenti, secondo quanto riferito nelle ultime ore. Trump ha sottolineato che l'esito dipenderà dalle trattative tra Usa e Iran nei prossimi 15 giorni, che saranno mediate dal Pakistan. Non è chiaro se Israele parteciperà a questi colloqui. Il presidente ha inoltre ringraziato Pakistan e Cina per il loro ruolo nella mediazione del cessate il fuoco.
Il presidente Donald Trump ha detto all'Afp di ritenere che la Cina abbia spinto l'Iran a partecipare ai negoziati per un cessate il fuoco di due settimane. «È quello che sento dire», ha dichiarato Trump in un'intervista telefonica sul ruolo di Pechino nel convincere Teheran a negoziare, secondo quanto riferito dall'agenzia.
L'Indonesia accoglie la tregua tra Stati Uniti e Iran, con la portavoce del ministero degli Esteri Yvonne Mewengkang che invita tutte le parti a rispettare sovranità, integrità territoriale e diplomazia, secondo fonti ufficiali. Il segretario capo del Gabinetto giapponese Minoru Kihara ha definito la tregua di due settimane «un passo positivo» in attesa di un accordo definitivo, riferiscono media locali.
Donald Trump e il governo iraniano hanno accettato la proposta di mediazione del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, prorogando di due settimane l’ultimatum fissato dal presidente Usa e riaprendo lo Stretto di Hormuz, riferiscono fonti diplomatiche. La decisione segue segnali di compromesso dopo minacce iniziali di Trump e dichiarazioni del Segretario di Stato Marco Rubio su sviluppi negoziali imminenti. L’Unione europea e il governo italiano hanno ribadito la condanna delle azioni destabilizzanti di Teheran, secondo una nota ufficiale.
Israele ha confermato il sostegno alla sospensione dei bombardamenti Usa sull'Iran per due settimane, a condizione che Teheran riapra lo Stretto di Hormuz e fermi gli attacchi contro Stati Uniti, Israele e paesi regionali. Lo ha dichiarato l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu in un comunicato. La nota precisa che l'accordo di cessate il fuoco non riguarda il Libano.
Funzionari israeliani sostengono che i fronti libanese e iraniano non siano collegati e che, conclusa la guerra con l’Iran, si concentreranno sul Libano, secondo fonti regionali. In Libano, però, la fiducia nelle intenzioni di Israele è scarsa e Hezbollah non ha ancora commentato la tregua. L’Iran ha ribadito che un accordo di pace deve estendersi a tutta la regione e ha chiesto la fine degli attacchi contro il Libano. Resta da capire se il fronte Israele-Hezbollah sarà oggetto di negoziati durante la tregua, dato il ruolo strategico di Hezbollah nel conflitto.
Il ministero dell'Interno di Bahrain riferisce che i vigili del fuoco hanno spento un incendio causato da quella che definisce una «aggressione iraniana». Non si registrano feriti, mentre il rogo ha interessato una «struttura» non meglio specificata, secondo il ministero. Poco più di un'ora prima erano state attivate le sirene di allarme nel paese.
Ross Harrison, senior fellow del Middle East Institute di Washington, afferma che è presto per stabilire se la tregua di due settimane sia una pausa tattica o un’apertura diplomatica, ma sottolinea che il cessate il fuoco ha creato «vie d’uscita» dal conflitto. Harrison ricorda che fino a poche ore prima gli Stati Uniti minacciavano misure drastiche contro l’Iran, che però manteneva una posizione ferma. L’esperto evidenzia che gli Usa hanno mostrato la capacità di escalation verticale, mentre l’Iran poteva ancora espandere il conflitto nella regione del Golfo.
Il presidente Usa Donald Trump ha definito «una vittoria totale e completa» l'accordo di cessate il fuoco di due settimane con l'Iran, in un'intervista all'agenzia AFP. Trump ha affermato che le riserve di uranio iraniane saranno «perfettamente gestite» nell'ambito dell'intesa e ha sottolineato il ruolo della Cina nel facilitare le trattative. L'intervista è stata rilasciata poco dopo l'annuncio ufficiale dell'accordo.
Donald Trump ha effettuato due telefonate prima di annunciare il cessate il fuoco con l'Iran, una con Asim Munir, capo delle forze armate pakistane e mediatore tra Washington e Teheran, e una con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riferisce il New York Times citando fonti. Le chiamate sono avvenute dopo le 17 locali.
L’ufficio di Benjamin Netanyahu ha escluso il Libano dal cessate il fuoco di due settimane tra Usa e Iran, secondo quanto riferito da fonti ufficiali israeliane. Il premier pakistano Shehbaz Sharif aveva invece affermato che l’accordo include «Libano e altri luoghi» e ha confermato l’entrata in vigore immediata. Secondo media locali, Donald Trump avrebbe confermato che l’Iran userà le tariffe sulle navi nello Stretto di Hormuz per finanziare la ricostruzione. L’Islamic Resistance in Iraq ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane, mentre il segretario generale Onu Antonio Guterres e il premier australiano Anthony Albanese hanno accolto con favore l’intesa.
Donald Trump incontrerà il segretario generale della Nato Mark Rutte alle 21.30 ora italiana, comunica la Casa Bianca. Prima dell’incontro, alle 19, è previsto un briefing della portavoce Karoline Leavitt, secondo la stessa fonte ufficiale.
Funzionari iraniani descrivono l'accordo di cessate il fuoco di due settimane con gli Usa come una «vittoria» per l'Iran, secondo media locali. Essi sottolineano che l'accettazione delle dieci richieste iraniane da parte americana e le dichiarazioni di Trump su un accordo su molti punti dimostrano che Teheran ha ottenuto i suoi obiettivi. I leader iraniani attribuiscono il risultato alla «resilienza, pazienza e coraggio» delle forze armate e all'unità nazionale. Secondo fonti ufficiali, il tentativo americano-israeliano di destabilizzare il regime con l'eliminazione dei vertici non ha avuto successo.
Secondo un funzionario israeliano, un rappresentante regionale e una terza fonte informata, il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha ordinato ai negoziatori di avviare per la prima volta trattative per un accordo di cessate il fuoco, mentre l’ultimatum del presidente Trump si avvicinava, come riferito da Axios. Nonostante le minacce pubbliche di distruzione totale da parte di Trump, dietro le quinte si registravano segnali di progressi diplomatici, anche se persino fonti vicine all’amministrazione Usa erano incerte sull’esito fino all’annuncio della tregua. Nel frattempo, le forze Usa e il Pentagono si preparavano a una massiccia campagna di bombardamenti sull’Iran, mentre alleati regionali temevano una ritorsione iraniana senza precedenti.
Ben Rhodes, ex consigliere del presidente Barack Obama, ha definito «catastrofica» la politica di Donald Trump in Medio Oriente, in particolare per la decisione di avviare un'operazione militare contro l'Iran, secondo un post su X. Rhodes ha descritto l'iniziativa come «un episodio profondamente vergognoso nella storia americana, qualunque sia l'esito». L'ex consigliere ha aggiunto che le azioni di Trump hanno «distrutto» la posizione degli Stati Uniti a livello globale e previsto «ulteriori ripercussioni economiche mondiali». Rhodes ha inoltre sottolineato che le scelte di Trump hanno rafforzato e arricchito il presidente russo Vladimir Putin.
Yassamin Ansari, unica deputata iraniano-americana al Congresso Usa, si dice «momentaneamente sollevata» per la tregua di due settimane annunciata tra Usa e Iran, secondo quanto riferito. Ansari definisce però Donald Trump «pericoloso e inadatto» alla carica, citando le sue minacce di genocidio e guerra contro l'Iran. La deputata sottolinea che la pausa negli attacchi porta sollievo a 90 milioni di iraniani, ma non cambia il giudizio sul presidente.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la tregua di due settimane tra Usa e Iran non riguarda le operazioni israeliane in Libano, secondo quanto riferito. Netanyahu ha espresso sostegno a Trump per l'accordo, ma ha sottolineato l'impegno a contrastare la minaccia iraniana a lungo termine. La sua affermazione evidenzia l'intensificazione delle attività militari israeliane nel sud del Libano contro Hezbollah.
Il ministero dell'Interno del Bahrain ha annunciato l'attivazione delle sirene d'allarme, invitando la popolazione a dirigersi verso i luoghi sicuri più vicini e a mantenere la calma. Lo comunica l'agenzia ufficiale di Stato senza fornire ulteriori dettagli sulle cause dell'allarme.
Il presidente Trump ha detto su TruthSocial che gli Stati Uniti «aiuteranno con l'accumulo di traffico nello Stretto di Hormuz», secondo quanto riportato da media americani. Trump ha aggiunto che gli Usa forniranno rifornimenti e resteranno nella zona per garantire il buon andamento della situazione, definendo questo momento «l'età dell'oro del Medio Oriente». Non ha fornito dettagli sul ruolo specifico degli Usa, ma ha affermato che «si faranno grandi affari» e che «l'Iran potrà avviare il processo di ricostruzione». L'agenzia Ap aveva riferito che, nell'accordo di cessate il fuoco, l'Iran incasserà tariffe dalle navi che transitano nello Stretto per finanziare la ricostruzione.
Il primo ministro pakistano ha affermato che Stati Uniti, Iran e i loro alleati, inclusi quelli in Libano, hanno concordato un cessate il fuoco immediato, mantenuto per circa quattro ore, secondo media regionali. Tuttavia, il premier israeliano ha escluso il Libano dall'accordo, come riportato da fonti locali. Dopo l'annuncio della tregua da parte di Trump, Israele ha proseguito i raid aerei sulla città di Machgharah nella Valle della Bekaa e ha bombardato con l'artiglieria il centro di Khiam, teatro di scontri recenti con Hezbollah. Sono stati inoltre segnalati diversi attacchi aerei sulla città di Tiro, uno vicino a un ospedale subito dopo l'annuncio della tregua.
A Baghdad si sono registrati festeggiamenti dopo l’annuncio del cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, riferiscono fonti locali. L’Iraq era coinvolto nel conflitto con attacchi incrociati tra gruppi armati filo-iraniani e forze Usa all’interno del paese. Poco prima dell’intesa, funzionari iracheni avevano comunicato la morte di almeno sette persone, tra cui due bambini, in diversi attacchi sul territorio nazionale.
Media libanesi riferiscono che un raid aereo israeliano ha colpito un'ambulanza nella città di Qlaileh, vicino a Tiro. Le autorità sanitarie libanesi denunciano che Israele prende di mira regolarmente medici e squadre di soccorso nel paese.
Il segretario generale Onu Antonio Guterres ha accolto con favore l'annuncio della tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, ha riferito il portavoce Stephane Dujarric. Guterres ha esortato tutte le parti a rispettare il diritto internazionale e i termini della tregua per favorire una pace duratura e completa nella regione. Ha inoltre sottolineato l'urgenza di porre fine alle ostilità per proteggere i civili e alleviare le sofferenze umane. Dujarric ha confermato che l'inviato personale di Guterres, Jean Arnault, è presente nella regione per sostenere gli sforzi di pace.
A Teheran si sono registrate celebrazioni diffuse durante la notte, riferiscono media locali, con una partecipazione crescente nelle strade anche oggi. La popolazione esprime sollievo per la tregua di due settimane, dopo i gravi danni subiti da scuole, università e infrastrutture civili durante il conflitto. La città appare semi-deserta, con oltre metà della popolazione fuori, ma si prevede un ritorno di persone nei prossimi giorni. I leader iraniani hanno espresso orgoglio, sottolineando che la guerra sta terminando «a condizioni iraniane», come promesso alla popolazione.
Al Jadeed TV riferisce che le forze israeliane hanno bombardato la città di Baraachit nel sud del Libano. L’attacco segue la dichiarazione dell’ufficio del primo ministro israeliano Netanyahu, secondo cui la tregua regionale tra Stati Uniti e Iran non coinvolge il Libano. Il premier pakistano Shehbaz Sharif, mediatore dell’accordo, aveva invece affermato che le parti avevano concordato un «cessate il fuoco immediato ovunque, incluso il Libano e altrove».
Alcuni iraniani hanno espresso scetticismo sulle ragioni del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Israele, sostenendo che Washington e Tel Aviv vogliano solo guadagnare tempo per riorganizzarsi, riferisce Reuters. In piazza Engelab a Teheran, una donna ha detto: «L’America si è mostrata per quello che è già cento volte. Siamo stati al tavolo dei negoziati due volte mentre attaccava. Anche questa volta vuole solo riprendersi». Un’altra ha aggiunto: «La natura dell’America cambia mai?».
L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha precisato che Israele ha accettato di sospendere per due settimane gli attacchi contro l’Iran, a condizione che Teheran apra immediatamente gli stretti e fermi ogni attacco contro Stati Uniti, Israele e paesi della regione. È stato inoltre specificato che il cessate il fuoco non riguarda il Libano. L’ufficio ha ribadito il sostegno di Israele agli sforzi Usa per neutralizzare le minacce nucleari, missilistiche e terroristiche iraniane, pur riconoscendo che l’Iran non possiede armi nucleari.
Un account su X che monitora scommesse sospette su Polymarket segnala che un singolo utente ha guadagnato 400mila dollari con due puntate perfette sul lancio dell’operazione Usa in Iran e sulla data del cessate il fuoco raggiunto mercoledì, secondo Polymarket History. La piattaforma è sotto osservazione per possibili insider trading, con un aumento di account anonimi che piazzano scommesse ben sincronizzate sulle decisioni americane. Il fenomeno era già emerso all’inizio dell’anno dopo l’attacco di Trump al Venezuela e si è ripetuto durante il conflitto Usa-Israele-Iran.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese e la ministra degli Esteri Penny Wong accolgono con favore la tregua di due settimane per negoziare una soluzione alla guerra tra Usa e Iran. Nel comunicato sottolineano che la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran e gli attacchi a infrastrutture civili stanno causando shock energetici senza precedenti. Ringraziano i mediatori, tra cui Pakistan, Egitto, Turchia e Arabia Saudita, e auspicano il rispetto del cessate il fuoco e una risoluzione del conflitto.
La ripresa del traffico petrolifero su larga scala nello Stretto di Hormuz non sarà immediata, secondo Joe Brusuelas, capo economista di RSM US, intervistato da Axios. Brusuelas ha spiegato che sarà necessario ristabilire le assicurazioni per le petroliere e definire le condizioni imposte dall’Iran, ancora poco chiare. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il passaggio sicuro sarà possibile nelle prossime due settimane «tramite coordinamento con le Forze Armate iraniane», come riferito da Axios.
Israele ha accettato l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ma il governo non ha ancora rilasciato una risposta ufficiale, riferiscono media locali. Secondo fonti vicine, molti in Israele, incluso il primo ministro Benjamin Netanyahu, sono contrari all'intesa. Netanyahu era sospettato di aver ostacolato i precedenti negoziati mediati dall'Oman e di aver spinto Trump verso il conflitto, mostrando diffidenza verso la parola «cessate il fuoco». Nel recente colloquio telefonico con Trump, Netanyahu avrebbe ribadito i suoi dubbi sull'accordo, secondo fonti diplomatiche.
Hezbollah non ha commentato direttamente il cessate il fuoco, ma ha rilanciato una dichiarazione di gennaio del defunto leader iraniano Ali Khamenei, accompagnata da una foto di bandiere Usa e israeliane strappate, riferiscono media locali. Nel messaggio si legge: «Faremo inginocchiare il nemico».
L'ufficio del primo ministro israeliano ha confermato il sostegno di Netanyahu alla sospensione dei raid contro l'Iran per due settimane, subordinata alla riapertura immediata dello stretto e alla cessazione degli attacchi contro Usa, Israele e paesi regionali, secondo media israeliani. L'ufficio ha aggiunto che Israele appoggia gli sforzi statunitensi per eliminare la minaccia nucleare, missilistica e terroristica iraniana, con gli Usa impegnati a raggiungere questi obiettivi nei prossimi colloqui. Tuttavia, la tregua di due settimane «non include il Libano», si legge nella nota, in contrasto con quanto affermato dal premier pachistano.
Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio ha annunciato il rilascio della giornalista americana Shelly Kittleson, rapita in Iraq alcuni giorni fa. L'annuncio segue la dichiarazione del gruppo armato iracheno Kataib Hezbollah, che ha condizionato la liberazione all'immediata partenza della giornalista dal Paese, secondo fonti locali.
Iran e Oman potranno applicare tariffe alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz nell’ambito di un accordo di cessate il fuoco di due settimane mediato dal Pakistan, riferisce l’Associated Press. Secondo un funzionario regionale anonimo citato dall’agenzia, l’Iran utilizzerà i fondi raccolti per la ricostruzione, mentre non è chiaro a cosa serviranno quelli di Oman. Il funzionario, coinvolto nelle trattative, ha parlato sotto anonimato poiché non autorizzato a discutere i dettagli interni. Iran e Oman condividono diritti territoriali sullo Stretto di Hormuz.
La Resistenza islamica in Iraq, coalizione di gruppi armati sostenuti dall’Iran, ha annunciato la sospensione delle operazioni in Iraq e nella regione per due settimane. La decisione segue l’annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, secondo fonti ufficiali riferite dai media locali.
Il Dipartimento della Difesa Usa comunica che il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il presidente del Joint Chiefs of Staff, generale Dan Caine, terranno una conferenza stampa mercoledì alle 8 locali (12:00 GMT) per illustrare l’operazione Epic Fury. La notizia è stata diffusa dal Pentagono. L’incontro si svolgerà a Washington.
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha definito il cessate il fuoco una vittoria per gli Stati Uniti, attribuendo il risultato a Trump e all’esercito americano. Secondo Leavitt, in 38 giorni sono stati raggiunti e superati gli obiettivi militari di Washington, aprendo la strada a una soluzione diplomatica e a una pace a lungo termine. Ha inoltre sottolineato la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Trump. La dichiarazione segue l’annuncio del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano sul cessate il fuoco di due settimane e l’avvio di negoziati a Islamabad.
Due bambini sono tra le sette vittime di una serie di attacchi in Iraq, riferiscono fonti ufficiali, poco prima dell’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane tra Usa e Iran. A Khor Al-Zubair un missile ha colpito una casa, uccidendo tre civili, tra cui un bambino, secondo il consigliere provinciale Thaer al-Salhi e un funzionario di sicurezza. A Baghdad, un altro bambino di otto anni è morto in un incendio causato da un proiettile caduto su un’abitazione, riferisce la polizia. Nella regione curda, un drone «proveniente dall’Iran» ha ucciso una coppia dopo essersi schiantato sulla loro casa, secondo autorità locali.
Sostenitori dell’ex leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei sono attesi mercoledì nelle strade per commemorare il 40° giorno dalla sua morte, secondo media locali. Khamenei è stato ucciso in un raid aereo Usa-Israele a Teheran il 28 febbraio, all’inizio dell’operazione militare contro l’Iran. Il 40° giorno dalla morte ha un significato religioso nel paese. La cerimonia coincide con l’annuncio di una tregua di due settimane tra Usa e Iran.
Il ministero degli Esteri egiziano definisce il cessate il fuoco «un’opportunità molto importante da cogliere per favorire negoziati, diplomazia e dialogo costruttivo», secondo un comunicato pubblicato su Facebook. Il ministero sottolinea la necessità di consolidare la tregua con un impegno totale a «fermare le operazioni militari e rispettare la libertà di navigazione internazionale». L’Egitto continuerà a collaborare con Pakistan e Turchia per «promuovere sicurezza e stabilità nella regione», aggiungendo che i colloqui tra Usa e Iran devono considerare le «legittime preoccupazioni di sicurezza» dei Paesi del Golfo.
La deputata americana Alexandria Ocasio-Cortez ha rinnovato la richiesta di impeachment per Donald Trump, sostenendo che l’annuncio del cessate il fuoco temporaneo «non cambia nulla», secondo un post su X. La democratica ha accusato il presidente di aver minacciato un genocidio contro il popolo iraniano e di continuare a usare questa minaccia, aggiungendo che «non possiamo più rischiare il mondo né il benessere della nostra nazione». Decine di parlamentari democratici avevano già chiesto la rimozione di Trump per le sue minacce all’Iran, posizione confermata dopo l’annuncio del cessate il fuoco.
Stati Uniti e Iran terranno nuovi colloqui venerdì a Islamabad, dopo l'annuncio del cessate il fuoco di due settimane, riferisce Axios citando fonti. La Casa Bianca non esclude colloqui diretti, ma nessuna decisione è definitiva, afferma la portavoce Karoline Leavitt alla Cnn. La delegazione Usa potrebbe includere il vicepresidente JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner.
Le autorità di Abu Dhabi riferiscono di essere intervenute per domare un incendio nella struttura di lavorazione del gas di Habshan, la più grande degli Emirati Arabi Uniti, secondo media locali. L'impianto aveva subito danni significativi pochi giorni fa a causa di incendi scatenati da un'intercettazione della difesa aerea.
Il primo ministro pakistano riferisce segnali positivi per la fine degli attacchi israeliani in Libano, ma non è chiaro quando sarà effettiva. Dopo l'annuncio del cessate il fuoco da parte del presidente Trump, sono stati registrati almeno due raid aerei israeliani a Tiro e Machgharah nella Valle della Bekaa. Un drone israeliano sorvola ancora a bassa quota la capitale Beirut, secondo fonti locali.
Il Canale 12 israeliano cita un funzionario della sicurezza secondo cui l'Iran ha richiesto di estendere il cessate il fuoco al Libano, dove Israele conduce operazioni nel sud. In precedenza, funzionari israeliani, tra cui il ministro della Difesa Israele Katz, avevano sottolineato che il conflitto con Hezbollah è «indipendente» dalla guerra contro l'Iran.
Video verificati mostrano persone che sventolano bandiere iraniane e celebrano la tregua nella capitale iraniana, colpita da intensi attacchi statunitensi e israeliani dal 28 febbraio, secondo media locali.
Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha annunciato di aver accettato un cessate il fuoco di due settimane nel conflitto, secondo media locali. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle condizioni dell'accordo.
Un funzionario israeliano anonimo ha definito «completa sorpresa» l’annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, riferisce un media regionale. Al momento non è chiaro se Israele abbia accettato l’accordo o se si tratti solo di una base per negoziati futuri. Fonti riferiscono che Israele cercherà di influenzare gli Stati Uniti per modificare la posizione sul cessate il fuoco nelle prossime settimane.
Il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha salutato positivamente il cessate il fuoco tra Usa e Israele, criticando l’ex presidente Trump. Su X Schumer ha scritto: «Sono contento che Trump abbia fatto un passo indietro e stia disperatamente cercando una via d’uscita dalla sua retorica ridicola».
Israele ha accettato di partecipare al cessate il fuoco con l'Iran, sospendendo i bombardamenti mentre proseguono le trattative, riferisce la Cnn citando un funzionario dell'amministrazione statunitense. La decisione conferma il coinvolgimento di Israele nell'accordo negoziato dagli Stati Uniti.
I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente sotto i 100 dollari al barile dopo l'annuncio del presidente Trump di un cessate il fuoco di due settimane con l'Iran, proposto dal Pakistan, come riferito da Axios. Il Brent ha perso circa il 13%, attestandosi intorno a 95 dollari, mentre il WTI è sceso del 14% a circa 96 dollari al barile. Trump ha precisato che l'accordo dipende dalla riapertura completa dello Stretto di Hormuz, chiuso di fatto e responsabile della maggiore interruzione nella storia del mercato petrolifero.
L'annuncio del cessate il fuoco con l'Iran da parte di Trump non ha frenato le crescenti richieste di impeachment o rimozione tramite il 25° emendamento da parte di oltre 85 deputati democratici, secondo Axios. I rappresentanti Thanedar e Crockett hanno chiesto al vicepresidente Vance e al gabinetto di rimuovere Trump invocando il 25° emendamento, mentre Larson ha presentato articoli di impeachment che includono la guerra in Iran. Anche la deputata Ansari ha annunciato l'intenzione di procedere contro il segretario alla Difesa Hegseth per il suo ruolo nel conflitto.
Il presidente Trump ha annunciato sui social media un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, definendolo un passo verso una risoluzione duratura delle controversie tra i due Paesi, secondo fonti ufficiali. In precedenza, Trump aveva minacciato di annientare l’Iran se non avesse accettato le proposte di negoziazione statunitensi. La Casa Bianca ha dichiarato la fine delle comunicazioni ufficiali per la serata, ma non esclude ulteriori messaggi del presidente sui social.
La National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) ha chiesto l'impeachment del presidente Trump ai sensi del 25° emendamento, una prima per l'organizzazione fondata nel 1909. Derrick Johnson, presidente della NAACP, ha definito Trump «inadatto, malato e squilibrato» in una nota. Johnson ha aggiunto che la retorica e il comportamento del presidente «non sono solo allarmanti, ma pericolosi». «Quando chi detiene la massima carica dimostra disprezzo per la verità e la stabilità, rappresenta una minaccia per la nazione e il mondo», ha concluso, secondo quanto riferito.
Il ministero della Salute libanese riferisce che otto persone sono morte e 22 sono rimaste ferite in un attacco israeliano sulla città di Sidone, nel sud del Libano, secondo fonti ufficiali. Non è stato precisato l’orario dell’attacco.
Il ministero della Difesa del Qatar ha comunicato che le forze armate del paese hanno «abbattuto con successo un missile» durante un attacco, senza specificare l'orario esatto dell'evento. Fonti ufficiali riferiscono che sono in corso ulteriori verifiche sulle circostanze dell'attacco.
Hezbollah ha lanciato il primo attacco contro Israele l’8 ottobre 2023, un giorno dopo l’inizio della guerra a Gaza, secondo fonti regionali. I gruppi alleati dell’Iran, tra cui gli Houthi in Yemen e milizie in Iraq, hanno intensificato le azioni contro Israele e basi Usa, formando un’«unità di fronti» per aumentare il costo del conflitto, riferisce un analista. Tuttavia, nel tempo, alcuni alleati hanno ridotto le ostilità: milizie irachene hanno cessato gli attacchi contro interessi Usa, Hezbollah ha concordato un cessate il fuoco unilaterale con Israele nel 2024, mentre gli Houthi hanno raggiunto una tregua con Washington. Anche l’Iran ha concluso la guerra del giugno 2025 senza imporre la fine dell’assalto a Gaza, secondo fonti diplomatiche.
Il Consiglio di sicurezza nazionale iraniano ha annunciato che i colloqui con gli Stati Uniti inizieranno il 10 aprile a Islamabad, basandosi su un piano in 10 punti, secondo media locali. Il piano prevede il controllo coordinato dello Stretto di Hormuz, il ritiro delle forze Usa dalla regione, la fine delle sanzioni e il risarcimento dei danni subiti dall’Iran. Include inoltre la ratifica formale di tutti gli accordi raggiunti durante le trattative.
I mercati finanziari hanno reagito al cessate il fuoco, che apre la strada alla ripresa delle esportazioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo analisti. I prezzi del petrolio Brent e WTI sono scesi di circa il 15%, mentre i principali titoli tecnologici Usa come NVIDIA, Tesla e Intel hanno registrato rialzi significativi. Le azioni del settore energetico statunitense hanno invece perso fino al 3%. I mercati asiatici hanno aperto in forte rialzo, con il Nikkei 225 sopra il 5% e il KOSPI vicino al 6%, mentre il dollaro Usa è sceso ai minimi di due settimane, favorendo euro, sterlina, yen, dollaro australiano e neozelandese, riferiscono fonti finanziarie.
Trump ha pubblicato su Truth Social la dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Araghchi che conferma l'accordo di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, secondo media locali. Araghchi ha espresso «gratitudine e apprezzamento» verso il Pakistan per gli sforzi nel porre fine al conflitto nella regione. Ha inoltre precisato che, se gli attacchi contro l'Iran si fermeranno, le forze armate iraniane sospenderanno le operazioni difensive e il passaggio nello Stretto di Hormuz sarà consentito per due settimane in coordinamento con l'esercito iraniano.
Secondo fonti locali, la regione ha registrato numerosi attacchi e attività militari, soprattutto prima della proroga delle trattative da parte del presidente Usa Donald Trump. In Bahrain sono suonate sirene di allarme aereo, mentre in Arabia Saudita cinque missili sono stati abbattuti dai sistemi di difesa. Anche in Kuwait le autorità hanno invitato la popolazione a restare in casa e mantenere la cautela. Nonostante la tensione, i paesi continuano a difendere i propri spazi aerei e a proteggere i cittadini.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha confermato che l’accordo di cessate il fuoco tra Iran, Usa e alleati include «il Libano e altri luoghi» ed è immediatamente operativo, secondo un post sui social. Sharif ha invitato le delegazioni a Islamabad per il 10 aprile 2026 per negoziati finalizzati a risolvere tutte le controversie, sottolineando la «saggezza e l’impegno costruttivo» delle parti. Il premier ha espresso la speranza che i «Dialoghi di Islamabad» conducano a una pace duratura e ha annunciato possibili ulteriori sviluppi positivi nei prossimi giorni.
Numerosi parlamentari democratici hanno condannato le minacce di Trump verso l’Iran e chiesto la sua rimozione, secondo post sui social media. Il senatore Ed Markey ha detto di essere «contento per il cessate il fuoco» ma ha chiesto al Congresso di «fermare questa guerra e rimuovere Trump». La deputata Shontel Brown ha definito Trump «instabile e inadatto a guidare» e ha invocato il 25° emendamento. Altre deputate come Julie Johnson, Ilhan Omar e Yassamin Ansari hanno chiesto l’impeachment o l’attivazione del 25° emendamento per rimuovere il presidente.
Secondo fonti israeliane, la partecipazione di Hezbollah e del Libano al cessate il fuoco resta incerta e condizionerà la posizione di Israele, che potrebbe voler continuare gli attacchi contro il movimento libanese. Alcuni ambienti israeliani sostengono che il conflitto con Hezbollah sia un tema esistenziale e personale per Israele, mentre l’Iran preferirebbe mantenere il legame con la crisi più ampia tra Usa, Israele e Teheran, riferiscono media locali. Se gli Stati Uniti, partner principale, hanno concordato la tregua e Donald Trump l’ha annunciata, sarà difficile per Israele opporsi, come già accaduto durante la guerra di 12 giorni dello scorso giugno.
Il ministero degli Esteri iracheno ha espresso la speranza che la tregua tra Stati Uniti e Iran contribuisca a de-escalare le tensioni e a rafforzare sicurezza e stabilità nella regione, secondo quanto riferito da fonti ufficiali. Baghdad ha ribadito il sostegno agli sforzi regionali e internazionali per contenere le crisi, sottolineando la necessità di un impegno totale al cessate il fuoco e di evitare escalation. Durante il conflitto, l'Iraq ha registrato attacchi di gruppi filo-iraniani contro interessi Usa e raid israeliani e statunitensi contro milizie legate a Teheran, che ha inoltre colpito gruppi armati curdi nel nord del paese.






