Parigi, 19 gennaio 2026 – Il museo del Louvre rimane chiuso per il terzo giorno consecutivo a causa dello sciopero dei dipendenti, che hanno votato per un’astensione rinnovabile dal lavoro, esprimendo insoddisfazione per le condizioni di lavoro e la retribuzione attuale. La protesta, iniziata il 15 dicembre 2025, coinvolge oltre 300 dipendenti riuniti in assemblea generale e sostenuta dalle principali sigle sindacali francesi, la CGT e la CFDT.
Sciopero e motivazioni dei lavoratori del Louvre
Secondo quanto riferito da un portavoce del Louvre e confermato dai sindacati, la chiusura del museo è stata decisa a causa dell’assenza di progressi nei negoziati con il Ministero della Cultura e la direzione del museo sulle richieste di miglioramento della remunerazione e delle condizioni lavorative. I lavoratori denunciano un deterioramento delle condizioni di lavoro e un aumento del carico senza un adeguato incremento del personale, che si è ridotto di circa duecento unità negli ultimi quindici anni, nonostante l’incremento del 50% del numero dei visitatori. La mobilitazione coinvolge diverse categorie, tra cui curatori, personale di accoglienza, sicurezza, supporto, avvocati e grafici.
Lo striscione esposto davanti alla celebre piramide del Louvre recita: “Il Louvre lotta per condizioni di lavoro dignitose, salari più alti e più personale, contro lo stato di degrado del palazzo e il progetto Lnr (Louvre Nouvelle Renaissance)“. Quest’ultimo è un ambizioso piano di ristrutturazione del museo annunciato dal presidente Emmanuel Macron, che punta a modernizzare la struttura.
Conflitti e sicurezza dopo il furto dei gioielli
Lo sciopero si inserisce in un contesto critico per il Louvre, già scosso dal furto di otto preziosi gioielli della corona francese, avvenuto lo scorso ottobre e tuttora parzialmente irrisolto. Le indagini hanno evidenziato gravi carenze nei sistemi di sicurezza, con un rapporto della Corte dei Conti che ha criticato le scelte della direzione, accusandola di aver privilegiato operazioni visibili a scapito della sicurezza strutturale.
Per affrontare questa situazione, la ministra della Cultura, Rachida Dati, ha nominato Philippe Jost, noto per il suo ruolo nella ricostruzione di Notre-Dame, per collaborare con la presidente del Louvre Laurence des Cars al fine di ripensare l’organizzazione e la sicurezza del museo. Tuttavia, i sindacati chiedono che le soluzioni vadano oltre gli aspetti tecnici e organizzativi, richiedendo un approccio più ampio e partecipato per il futuro del museo.
Nel frattempo, i negoziati tra sindacati e ministero proseguono senza grandi progressi, con la prossima assemblea generale dei lavoratori fissata per mercoledì 21 gennaio 2026. La chiusura del Louvre continua a rappresentare un duro colpo per uno dei musei più visitati al mondo, che nel 2019 aveva accolto oltre 9 milioni di visitatori.
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