Beirut, 18 marzo 2026 – Continua a peggiorare la situazione nel sud del Libano a causa dell’escalation bellica tra Israele e Hezbollah. La missione delle Nazioni Unite in Libano, Unifil, che conta circa diecimila caschi blu, tra cui un migliaio di italiani, ha denunciato sviluppi preoccupanti dovuti all’intensificarsi dei combattimenti e alle operazioni militari israeliane sul territorio libanese.
Intensificazione degli scontri nel sud del Libano
Secondo quanto riferito da Unifil, la notte scorsa si sono registrati intensi scambi di fuoco tra le forze di Hezbollah e l’esercito israeliano, accompagnati da una maggiore attività aerea e terrestre da parte di Israele. Le truppe israeliane hanno inoltre aumentato la loro presenza all’interno del territorio libanese, un fatto che la missione Onu ha definito “profondamente preoccupante”. Parallelamente, sono ripresi gli ordini di sfollamento forzato emessi sia da Israele che da Hezbollah, che coinvolgono civili su entrambe le sponde della Linea Blu, la linea di demarcazione tra i due Paesi.
Il ministro della Difesa israeliano, Katz, ha annunciato che le forze israeliane hanno distrutto altri due ponti sul fiume Litani, nel sud del Libano, ritenuti strategici per il contrabbando di armi e per i movimenti dei miliziani di Hezbollah verso sud. Si tratta di un’operazione mirata a interrompere le linee di rifornimento e movimento del gruppo paramilitare sciita, già colpito la scorsa settimana con un attacco analogo.
Cresce il bilancio delle vittime
Il Ministero della Salute libanese ha aggiornato il bilancio delle vittime dei raid israeliani a 968 morti, di cui 116 bambini, 77 donne e 40 operatori sanitari. I feriti sono oltre 2.400. Il conflitto, iniziato il 2 marzo, ha quindi provocato un pesante tributo di sangue nella popolazione civile libanese. Nonostante la situazione, i contingenti di Unifil rimangono dispiegati lungo la Linea Blu, continuando a monitorare le violazioni, a fungere da collegamento tra le parti e a facilitare, quando possibile, l’accesso umanitario e la protezione dei civili.
Questa escalation è inserita in un contesto regionale più ampio, segnato da tensioni crescenti tra Iran e Israele, con l’Iran che ha subito attacchi alle sue infrastrutture energetiche e la conferma dell’uccisione del suo ministro dell’intelligence Ismail Khatib. L’evolversi della crisi mediorientale continua a preoccupare la comunità internazionale e a influenzare le dinamiche di sicurezza in Libano e nei Paesi vicini.






