Roma, 20 marzo 2026 – In un contesto di crescente emergenza sanitaria in Libano, l’UNICEF ha effettuato la consegna di un nuovo carico di 32,5 tonnellate di forniture mediche di emergenza destinato a sostenere gli ospedali e i servizi sanitari in prima linea, messi a dura prova dall’aumento del numero di feriti, molti dei quali sono bambini.
Emergenza sanitaria e vittime in Libano
Secondo i dati aggiornati al 18 marzo del Ministero della Salute Pubblica libanese, dall’inizio dell’escalation di violenze almeno 116 bambini sono stati uccisi e più di 356 feriti, con un incremento costante del bilancio delle vittime. Questa situazione ha portato gli ospedali al collasso, mettendo a rischio la capacità di fornire cure salvavita, soprattutto ai pazienti pediatrici. Il vicedirettore generale dell’UNICEF per le emergenze, Ted Chaiban, ha sottolineato che senza un sostegno urgente “la capacità di fornire cure salvavita ai bambini sarà gravemente compromessa”. Le forniture mediche consegnate sono essenziali per garantire assistenza immediata e adeguata ai bambini feriti.
Sostegno esteso e assistenza alle popolazioni vulnerabili
Dal 2 marzo, l’UNICEF ha distribuito complessivamente 800 tonnellate di articoli di prima necessità che hanno raggiunto circa 150.000 persone in tutto il Libano, compresi sfollati interni ospitati in circa 250 rifugi e popolazioni in aree difficili da raggiungere. Tra i beni distribuiti figurano circa 600.000 litri d’acqua, 2.000 coperte, materassi e sacchi a pelo, 11.000 kit invernali, 40.000 kit per l’igiene familiare e per neonati, oltre a 11.000 kit per l’igiene personale destinati a donne e ragazze adolescenti. L’agenzia collabora strettamente con il Ministero della Salute Pubblica e i partner locali per garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali, incluse le unità mobili di assistenza sanitaria di base, fondamentali per raggiungere le popolazioni più vulnerabili.
L’UNICEF rinnova il proprio appello alla comunità internazionale affinché si garantisca un accesso umanitario sicuro e continuativo e si proteggano in modo prioritario i bambini coinvolti nel conflitto, assicurando il sostegno indispensabile per mantenere operativi i servizi sanitari e fornire cure salvavita.






