Beirut, 4 marzo 2026 – Il conflitto in Libano continua a provocare una grave crisi umanitaria, con oltre 58.000 persone sfollate negli ultimi tre giorni a causa dei bombardamenti israeliani e degli ordini di evacuazione forzata. Tra queste, circa 16.000 sono minori, che vivono condizioni di estrema precarietà. Lo rende noto Save the Children, che segnala anche la tragica perdita di vite umane: 40 persone uccise, di cui sette bambini.
La difficile condizione dei minori sfollati in Libano
Secondo quanto riferisce il Ministero degli Affari Sociali libanese, molte famiglie si trovano costrette a dormire in auto, per strada o in edifici scolastici danneggiati dagli attacchi. Nora Ingdal, direttrice di Save the Children in Libano, descrive scenari drammatici: “I bambini dormono in auto, sui marciapiedi gelidi o in aule scolastiche con crepe nei muri, mentre i genitori sono esausti e in lacrime, senza riuscire a garantire un rifugio sicuro ai propri figli.” Gli edifici utilizzati come rifugio sono spesso in condizioni di degrado e non idonei ad accogliere famiglie, con tubature rotte e assenza di letti.
Nel sud del Paese, molte famiglie sono bloccate nel traffico a causa della fuga precipitosa, con viaggi che normalmente durerebbero un’ora e ora si protraggono per oltre 15 ore. L’ansia è palpabile tra i genitori, che raccontano ai volontari di Save the Children la paura dei bambini, già traumatizzati da precedenti sfollamenti, costretti a rivivere drammi e incertezze.
Interventi umanitari e appello per il cessate il fuoco
Save the Children sta intervenendo con la distribuzione di beni essenziali come coperte, materassi, cuscini, articoli per neonati, kit per l’igiene e acqua potabile per alleviare le difficoltà delle persone sfollate. L’organizzazione chiede con urgenza un cessate il fuoco per salvaguardare i bambini da ulteriori sofferenze e sottolinea la necessità che tutte le parti in conflitto rispettino il diritto internazionale umanitario.
In un momento di grande tensione e instabilità, la protezione dei minori rappresenta una priorità cruciale per la comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie attive sul territorio libanese.






