Teheran, 1 marzo 2026 – La nuova escalation militare tra Israele e Iran è accompagnata da un fitto intreccio di informazioni e smentite che rendono difficile ricostruire con certezza quanto accaduto nelle prime ore degli attacchi. Tra le notizie più clamorose emerse nelle ultime ore c’è quella relativa alla presunta morte dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, indicato inizialmente come una delle vittime del primo raid israeliano sul territorio iraniano. Tuttavia, con il passare delle ore, la ricostruzione è diventata sempre più incerta, alimentando dubbi e interrogativi sulla reale sorte dell’ex leader.
Le prime notizie sulla presunta morte di Ahmadinejad
Secondo quanto riportato da media israeliani, che citavano fonti iraniane e regionali, Ahmadinejad sarebbe stato ucciso insieme alle sue guardie del corpo durante il primo attacco condotto da Israele in Iran. Le informazioni parlavano di un raid che avrebbe colpito direttamente la sua abitazione, situata nel distretto di Narmak, a Teheran.
La notizia è stata rapidamente rilanciata da diversi media internazionali, contribuendo a diffondere l’ipotesi che una figura politica di primo piano della Repubblica islamica fosse rimasta coinvolta nell’offensiva. In assenza di conferme ufficiali immediate, però, le ricostruzioni si sono basate soprattutto su fonti anonime e indirette.
Chi era Mahmoud Ahmadinejad
Ex sindaco di Teheran, Ahmadinejad salì alla presidenza della Repubblica islamica il 24 giugno 2005, quando vinse il ballottaggio contro l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani ottenendo il 61,69% dei voti. Quelle elezioni furono segnate da forti polemiche e accuse di irregolarità, anche a causa delle decisioni del Consiglio dei Guardiani che escluse quasi mille candidati, autorizzandone soltanto sette alla competizione elettorale.
Durante il suo mandato internazionale si distinse per posizioni particolarmente dure e per una linea politica intransigente. Difese apertamente il programma nucleare iraniano contro quelle che definiva “potenze arroganti” e rafforzò i rapporti strategici con la Russia, contribuendo a irrigidire i rapporti tra Teheran e l’Occidente.
Nel 2009 ottenne un secondo mandato presidenziale, in elezioni che provocarono proteste di massa note come “Onda Verde”. Negli anni successivi, soprattutto dopo la morte del presidente Ebrahim Raisi nel 2024, tentò di tornare sulla scena politica nazionale, ma la sua candidatura venne respinta dal Consiglio dei Guardiani.
Il giallo sulla morte e il cambio di versione
Nel corso della giornata sono però emersi elementi che hanno messo in dubbio la notizia della sua morte. L’agenzia semi-ufficiale iraniana Ilna, che inizialmente aveva riportato il decesso citando “fonti informate”, ha successivamente modificato la propria comunicazione.
Secondo quanto riportato dal Guardian, la stessa agenzia ha pubblicato un nuovo aggiornamento dal titolo interrogativo — “Mahmoud Ahmadinejad è un martire?” — introducendo così incertezza sulla precedente versione. Nel nuovo lancio veniva citata una fonte anonima che negava la morte dell’ex presidente senza però fornire ulteriori dettagli o chiarimenti.






