Washington, 7 gennaio 2026 – La Casa Bianca ha inaugurato il primo briefing dell’anno con un focus inatteso rispetto ai temi internazionali di stretta attualità, come la crisi in Venezuela e la situazione in Groenlandia. Ad aprire la sessione è stata infatti la presentazione delle nuove linee guida alimentari per gli americani, elaborate sotto la guida del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e della segretaria all’Agricoltura Brooke Rollins. Presentata una dieta più salutare e meno ricca di junk food.
La nuova dieta di RFK: più proteine, meno zuccheri e grassi saturi
Le indicazioni rinnovate puntano a incrementare il consumo di proteine di alta qualità, carne fresca e formaggi, mentre si riduce drasticamente l’apporto di zuccheri aggiunti e alimenti altamente processati. Questa dieta, definita all’interno del più ampio programma “Make America Healthy Again” (MAGHA), si distanzia dalle precedenti raccomandazioni, enfatizzando l’importanza dei grassi saturi e di latticini come componenti salutari, una scelta che ha già acceso un acceso dibattito nel mondo scientifico, data la tradizionale associazione di questi nutrienti con rischi cardiovascolari.
Robert F. Kennedy Jr., che ha definito il suo regime alimentare come “la dieta di Bobby Kennedy”, ha promosso un modello alimentare basato su carne, yogurt senza zucchero e verdure fermentate come cavolo e kimchi, sottolineando i potenziali benefici dei grassi saturi, in contrasto con le posizioni di molte organizzazioni sanitarie internazionali.
La battaglia contro il cibo spazzatura e le politiche di salute pubblica
Parallelamente, Kennedy ha annunciato una linea dura contro il consumo di cibi non salutari, esprimendo l’idea che chi abusa di alimenti zuccherati e junk food non dovrebbe ricevere assistenza sanitaria gratuita. Pur senza dichiarare formalmente restrizioni ai programmi assistenziali, il segretario alla Salute ha sottolineato la necessità di riallineare incentivi economici e comportamenti individuali per migliorare la salute pubblica.
Questa posizione ha suscitato reazioni contrastanti: mentre alcuni esperti criticano l’approccio come troppo restrittivo e invadente, altri sostengono la necessità di responsabilizzare maggiormente i cittadini sulle scelte alimentari. Le nuove linee guida e le politiche annunciate riflettono un tentativo deciso dell’amministrazione Trump di affrontare la crisi di salute pubblica legata a obesità e malattie croniche, che colpiscono oltre il 20% della popolazione americana assistita dai programmi federali di salute.






