Minneapolis, 23 gennaio 2026 – Nel contesto delle tensioni crescenti legate alle azioni dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), la Casa Bianca ha recentemente diffuso un’immagine digitalmente manipolata di Nekima Levy Armstrong, attivista e avvocatessa impegnata da anni nelle battaglie per la giustizia razziale, arrestata durante una protesta a St. Paul, Minnesota. L’episodio ha suscitato un acceso dibattito sull’uso della manipolazione visiva nella comunicazione politica statunitense.
L’arresto durante le proteste contro l’Ice e la controversia sulla foto manipolata
Lo scorso 22 gennaio, Nekima Levy Armstrong è stata arrestata con l’accusa di essere una “istigatrice di estrema sinistra” durante una manifestazione organizzata per contestare la presunta collaborazione di un pastore locale con l’ICE. Armstrong, nota per la sua lunga militanza nei diritti civili e per essere stata presidente della sezione di Minneapolis della NAACP nel 2015-2016, è stata ritratta in due foto pubblicate a distanza di pochi minuti sui canali ufficiali. La prima, diffusa da Kristi Noem, segretaria per la sicurezza interna, la mostra calma e composta mentre è scortata da un agente con il volto oscurato. La seconda, pubblicata dalla Casa Bianca, presenta l’immagine di Armstrong con la pelle leggermente scurita e il volto in lacrime, risultato di una manipolazione digitale confermata da un’analisi del Guardian.
Il vicedirettore delle comunicazioni della Casa Bianca, Kaelan Dorr, ha risposto alle critiche sul ritocco fotografico con un post su X, affermando: “L’applicazione della legge continuerà. I meme continueranno.” Questa dichiarazione è stata interpretata come un’ammissione implicita dell’uso propagandistico dell’immagine alterata.
Il profilo di Nekima Levy Armstrong: attivista e accademica
Nekima Levy Armstrong, 49 anni, è un’avvocatessa e docente di diritto che ha dedicato la sua carriera alla lotta contro le disuguaglianze razziali nella regione di Minneapolis-Saint Paul. Dopo aver insegnato all’University of St. Thomas fino al 2016, ha guidato numerose iniziative comunitarie e legali, tra cui cause volte a preservare l’integrità delle comunità di colore contro politiche urbanistiche discriminatorie. Ha partecipato attivamente ai movimenti Black Lives Matter e alle proteste contro la brutalità della polizia, e nel 2017 ha tentato la candidatura a sindaco di Minneapolis.
Il recente arresto si inserisce in un clima di crescente repressione da parte delle forze federali dirette a “ristabilire l’ordine pubblico” in Minnesota, dove l’ICE ha intensificato le azioni contro gli immigrati irregolari, con conseguenze che hanno visto anche il fermo di minori.






