Pristina, 6 marzo 2026 – Il Kosovo si prepara a tornare alle urne per la terza volta in poco più di un anno, a seguito della mancata elezione di un nuovo presidente della Repubblica. La decisione è stata ufficializzata oggi dalla presidente uscente Vjosa Osmani, che ha sciolto il Parlamento rispettando il dettato costituzionale dopo il termine ultimo di mezzanotte per individuare un successore.
Scioglimento del Parlamento e impasse politica in Kosovo
La presidente Osmani ha firmato il decreto di scioglimento del Parlamento con un duro j’accuse nei confronti dei partiti politici, sottolineando come si sia arrivati all’ultimo momento utile per eleggere il nuovo capo dello Stato senza un accordo concreto. Nonostante i 23 giorni a disposizione dall’insediamento della nuova Assemblea, uscita dalle elezioni del dicembre 2025, l’Assemblea non è riuscita a eleggere un presidente entro i termini previsti dalla Costituzione. Quest’ultima stabilisce infatti che il Parlamento venga sciolto se non viene eletto un nuovo presidente almeno 30 giorni prima della fine del mandato in carica, che per Osmani scade il 4 aprile.
A complicare la situazione è stato il comportamento del partito Vetëvendosje (Vv) guidato dal premier Albin Kurti, vincitore delle ultime elezioni parlamentari. Il partito ha proposto un candidato di parte, il ministro degli Esteri Glauk Konjufca, senza cercare un’intesa bipartisan. L’opposizione ha invece boicottato la votazione disertando l’aula e lasciando così il Parlamento senza quorum, con soli 66 deputati presenti su 120, lontano dagli 80 necessari.
Le reazioni di Osmani e Kurti
Nel corso della conferenza stampa, la presidente Osmani ha definito l’esito istituzionale «non accidentale né sconsiderato, ma molto ben calcolato e concepito» da soggetti con «intenzioni pericolose». Ha ribadito la necessità di stabilità per un Paese che vive una fase politica delicata, esprimendo preoccupazione per una possibile nuova crisi.
Da parte sua, il primo ministro Kurti ha contestato lo scioglimento per decreto, definendolo «incostituzionale», e ha annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Corte Costituzionale per una pronuncia. Kurti ha inoltre disertato le consultazioni con la presidente Osmani, mentre i partiti si preparano alle elezioni anticipate previste per aprile.
Profilo delle figure politiche coinvolte
Vjosa Osmani, nata nel 1982 a Mitrovica, è presidente della Repubblica del Kosovo dal 4 aprile 2021, dopo essere stata presidente ad interim dal novembre 2020. Laureata in giurisprudenza e con un dottorato conseguito all’Università di Pittsburgh, è nota per il suo impegno anticorruzione e per la volontà di normalizzare i rapporti con la Serbia. Guida il partito Guxo, alleato con Vetëvendosje.
Albin Kurti, nato a Pristina nel 1975, è leader del partito nazionalista di sinistra Vetëvendosje! e primo ministro dal marzo 2021, dopo un primo breve mandato nel 2020. Attivista storico del movimento di autodeterminazione del Kosovo, Kurti è noto per una posizione politica fortemente nazionalista e per la promozione del principio di reciprocità nei rapporti con la Serbia. Il suo governo ha recentemente presentato la domanda di adesione del Kosovo all’Unione Europea.
Il ritorno anticipato alle urne rappresenta un ulteriore capitolo della complessa e instabile scena politica kosovara, che vede i principali attori divisi su questioni istituzionali fondamentali.


