New York, 17 marzo 2026 – Joe Kent, capo del National Counterterrorism Center degli Stati Uniti, ha annunciato oggi le sue dimissioni dall’incarico, motivando la sua decisione con l’opposizione alla guerra in Iran. La notizia, diffusa tramite un messaggio pubblicato sul suo account su X, ha suscitato grande attenzione per il ruolo strategico ricoperto da Kent nel coordinamento delle attività antiterrorismo a livello nazionale.
Le ragioni delle dimissioni di Joe Kent
Kent ha dichiarato: “Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”. Queste parole riflettono un chiaro dissenso rispetto alla linea adottata dall’amministrazione statunitense nei confronti del conflitto in Medio Oriente, segnando una presa di posizione insolita da parte di un alto funzionario della sicurezza nazionale.
Il profilo di Joe Kent e il contesto politico
Joe Kent, ex ufficiale delle forze speciali dell’esercito americano e agente paramilitare della CIA, era stato nominato direttore del National Counterterrorism Center nel luglio 2025 dal presidente Donald Trump e confermato dal Senato. Durante la sua breve gestione, Kent si è distinto anche per posizioni politiche considerate di estrema destra e per una forte opposizione alle politiche interventiste degli Stati Uniti all’estero.
L’Iran, con una popolazione di circa 92 milioni di abitanti e un ruolo geopolitico centrale nel Medio Oriente, è al centro di tensioni internazionali che coinvolgono diversi attori globali. Recenti rapporti dell’intelligence italiana hanno evidenziato la capacità dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniane, di nascondere arsenali sotterranei con oltre 5 mila missili, sottolineando la complessità della situazione militare e strategica nella regione.
Le dimissioni di Kent arrivano in un momento di crescente pressione internazionale e riflettono le divisioni interne negli Stati Uniti riguardo alla politica estera e alla gestione della sicurezza nazionale.






