Gerusalemme, 24 marzo 2026 – In un contesto di crescente tensione nel Medio Oriente, l’esercito israeliano ha reso noto di aver condotto una serie di importanti raid aerei a Isfahan, città situata nel cuore dell’Iran centrale. L’operazione rientra nel 25esimo giorno del conflitto aperto tra Israele e la Repubblica islamica.
Attacchi su larga scala in Iran: obiettivi e modalità
Secondo un comunicato ufficiale diffuso dalle Forze di Difesa israeliane (Idf), i raid hanno colpito numerosi siti produttivi del regime iraniano distribuiti in diverse regioni del Paese, con una particolare concentrazione nella provincia di Isfahan. Il portavoce militare ha sottolineato come si sia trattato di una vasta ondata di attacchi mirati a indebolire le capacità industriali e militari di Teheran.
Parallelamente, media iraniani hanno riferito di forti esplosioni udite vicino a un impianto nucleare e a una base aerea nella stessa città, confermando l’entità e la precisione degli attacchi. Questi eventi rappresentano un ulteriore escalation dopo settimane di scontri e tensioni crescenti nella regione.
Israele, espansione del controllo nel sud del Libano
Sul fronte libanese, Israele ha annunciato l’assunzione del controllo della cosiddetta zona di sicurezza fino al fiume Litani, estendendo la propria presenza militare a circa 30 chilometri dal confine. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha comunicato che tutti e cinque i ponti sul Litani sono stati distrutti e che l’Idf controllerà la restante infrastruttura e la zona circostante.
Questa manovra comporta l’impossibilità per centinaia di migliaia di residenti libanesi di tornare nelle loro abitazioni a sud del fiume finché non sarà garantita la sicurezza nel nord di Israele. L’azione si inserisce in un quadro di tensioni con Hezbollah e mira a prevenire ulteriori attacchi alla sicurezza israelo-libanese.
I conflitti in corso hanno causato una serie di conseguenze geopolitiche e umanitarie. Nel frattempo, si registrano allarmi per possibili lanci di missili dall’Iran verso il territorio israeliano, con sirene d’allarme scattate in diverse zone del sud di Israele, tra cui Eilat. La situazione rimane altamente volatile e sotto stretta osservazione internazionale.






