Beirut, 3 marzo 2026 – L’esercito israeliano ha avviato un’operazione terrestre nel sud del Libano, in un contesto di crescente tensione lungo il confine con Israele. L’intervento, denominato “Northern Arrows”, mira a colpire obiettivi e infrastrutture di Hezbollah ritenute una minaccia diretta per le comunità israeliane situate oltre confine. Nel frattempo, l’UNIFIL, la forza di interposizione delle Nazioni Unite, ha disposto l’evacuazione del personale non essenziale dalle sue postazioni nel Libano meridionale per ragioni di sicurezza.
Operazione di Israele nel sud del Libano: obiettivi e impatto
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha chiarito che la manovra terrestre è stata autorizzata per impedire il lancio di attacchi diretti contro i civili israeliani. Katz ha sottolineato come l’IDF (Israeli Defence Forces) stia continuando a colpire obiettivi legati a Hezbollah, definita da Israele un’organizzazione terroristica con forti legami con l’Iran. L’azione militare non è concepita come un’occupazione a lungo termine, ma come un intervento temporaneo e mirato, finalizzato a mantenere il controllo di territori strategici lungo il confine.
Gli attacchi hanno incluso bombardamenti su infrastrutture militari di Hezbollah e su edifici nel più grande campo profughi palestinese in Libano, Ain El-Hilweh, causando vittime civili, tra cui bambini. Contemporaneamente, Hezbollah ha risposto con attacchi con droni e razzi contro basi militari israeliane, tra cui quelle di Ramat David e Meron, nonché sulla zona delle alture del Golan.
Reazioni internazionali e ruolo dell’UNIFIL
L’UNIFIL, la missione ONU di interposizione in Libano istituita nel 1978, ha reagito alla nuova fase di conflitto ordinando l’evacuazione del personale non essenziale dalle aree più a rischio nel sud del Libano. La missione, che conta oltre 10.000 militari internazionali, ha il compito di monitorare il cessate il fuoco e sostenere il governo libanese nel ristabilire la propria autorità nella regione. Tuttavia, con l’escalation degli scontri, anche le basi della missione sono state oggetto di attacchi, con alcuni caschi blu italiani rimasti feriti nei raid israeliani.
Gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per la possibile escalation del conflitto, pur ribadendo il sostegno al diritto di Israele di difendersi da Hezbollah e da gruppi terroristici sostenuti dall’Iran. L’amministrazione Biden ha inoltre sottolineato che una soluzione duratura potrà arrivare solo attraverso la via diplomatica, auspicando una stabilità lungo la linea di confine tra Israele e Libano.
Mentre la situazione si evolve rapidamente, il Libano rimane sotto pressione per il disarmo delle milizie, in particolare di Hezbollah, con il governo libanese che ha approvato un piano per garantire il monopolio statale sulle armi nel paese. Nel frattempo, l’area resta teatro di continui lanci di missili verso Israele e raid aerei israeliani, anche in Siria, aumentando la complessità di un conflitto che si intreccia con le tensioni regionali più ampie.






