Beirut, 2 marzo 2026 – Nella notte un attacco israeliano ha colpito il quartiere Dahieh di Beirut, roccaforte di Hezbollah, uccidendo Hussein Makled, capo dell’intelligence del gruppo libanese. Lo ha annunciato il portavoce delle Forze di Difesa israeliane (IDF) con una nota ufficiale, confermando così un’azione mirata contro la struttura di comando dell’organizzazione.
Israele attacca Hezbollah: gli aggiornamenti
L’operazione è stata condotta non solo dall’aviazione ma anche dalla Marina militare israeliana, che ha preso parte ai raid contro decine di obiettivi appartenenti a Hezbollah e a comandanti iraniani presenti a Beirut. In particolare, l’attacco si è concentrato su edifici strategici nel quartiere di Burj al-Barajneh, dove le IDF hanno diramato un avviso urgente in arabo agli abitanti della periferia sud della capitale libanese. La portavoce Ella Waweya ha invitato la popolazione a sgomberare immediatamente la zona e a mantenere una distanza di almeno 300 metri dalle strutture bersaglio, sottolineando la gravità e l’imminenza dell’azione militare israeliana.
Nessuna operazione via terra imminente, ma massima allerta
Il portavoce delle IDF, Nadav Shoshani, ha precisato che non è prevista nel breve-medio termine un’operazione terrestre in Libano, pur confermando che l’esercito israeliano è pronto a ogni eventualità e continuerà a monitorare attentamente gli sviluppi sul campo. L’attacco di questa notte si inserisce nel contesto più ampio del conflitto tra Israele e le milizie filo-iraniane nella regione, che ha visto un’escalation particolarmente intensa negli ultimi mesi, soprattutto dopo la ripresa degli scontri legati alla guerra Iran-Israele e alle tensioni con Hezbollah.
L’uccisione di Hussein Makled, figura chiave dell’intelligence di Hezbollah, rappresenta un duro colpo per l’organizzazione, che è da tempo sotto pressione militare da parte di Israele, desideroso di impedire qualsiasi rafforzamento delle capacità militari e di intelligence del gruppo sciita libanese sostenuto dall’Iran. Le IDF ribadiscono il loro impegno a contrastare qualsiasi minaccia alla sicurezza di Israele, confermando che gli attacchi continueranno finché sarà necessario per mantenere la stabilità e la sicurezza dello Stato ebraico.






