L’esercito israeliano ha riferito martedì che circa il 50% dei missili lanciati dall’Iran contro Israele contiene munizioni a grappolo, aumentando il rischio per la popolazione civile. Questi ordigni esplodono in aria e rilasciano numerosi submunizioni, alcune delle quali non detonano immediatamente, creando pericoli persistenti nel tempo.
I rischi delle munizioni a grappolo
Secondo un funzionario militare citato dal Ministero della Difesa, “Il raggio d’impatto si estende per circa dieci chilometri. Anche se ciascuna submunizione contiene meno esplosivo di un missile convenzionale, l’effetto rimane letale”. L’uso di munizioni cluster può essere particolarmente pericoloso per i bambini, a causa della dispersione incontrollata delle submunizioni. Lunedì scorso, due operai sono morti in Israele centrale a seguito di ferite da schegge, e gli operatori di emergenza hanno indicato che i danni sembrano essere stati causati proprio da un’arma di questo tipo.
Israele e Iran non fanno parte della Convenzione sulle munizioni a grappolo del 2008, che ne vieta produzione, trasferimento e utilizzo. Entrambi i Paesi, secondo rapporti storici, hanno già impiegato questi ordigni in conflitti precedenti: durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele del giugno 2025, Amnesty International ha documentato almeno tre impieghi da parte dell’Iran basandosi su foto, video e notizie di stampa. Nel 2007, invece, un’inchiesta del governo statunitense rilevò che Israele aveva probabilmente violato accordi con Washington usando bombe a grappolo di produzione statunitense nel conflitto in Libano contro Hezbollah nel 2006.
Implicazioni e allerta internazionale
L’impiego di munizioni a grappolo sottolinea i rischi elevati per la popolazione civile e la difficoltà di garantire sicurezza nelle aree colpite. Le schegge non esplose rimangono attive per anni, rendendo vaste zone potenzialmente inaccessibili e aumentando la pressione sugli operatori umanitari. Esperti avvertono che la continua escalation tra Iran e Israele potrebbe portare a un uso ancora più massiccio di queste armi, con conseguenze drammatiche per i civili e infrastrutture strategiche.






