Teheran, 9 marzo 2026 – Nella notte successiva all’elezione di Mojtaba Khamenei a Guida Suprema dell’Iran, sono stati scanditi a Teheran slogan ostili nei suoi confronti, segno delle profonde tensioni che attraversano il Paese dopo la sostituzione di Ali Khamenei, recentemente deceduto in un raid aereo congiunto israelo-statunitense.
Proteste a Teheran e tensioni in Iran
Secondo un video diffuso sui social media, registrato di notte da una finestra di un edificio nella capitale iraniana, si sentono chiaramente voci femminili urlare “Morte a Mojtaba” (Marg bar Mojtaba in persiano), mentre in sottofondo si avvertono canti religiosi. L’agenzia AFP ha riferito di non poter confermare con esattezza il luogo esatto della registrazione né se cori analoghi siano stati uditi in altre zone della città.
La nomina di Mojtaba Khamenei, esponente della linea più dura dell’establishment iraniano e figlio dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, è stata annunciata ieri sera dall’Assemblea degli Esperti, non senza contestazioni. Numerosi attivisti politici, riformisti, alcune personalità religiose e membri della stessa Assemblea hanno espresso forte opposizione, denunciando pressioni esercitate dalle Guardie Rivoluzionarie e la mancanza di un adeguato processo legale per l’elezione.
Mojtaba Khamenei, una figura controversa
Nato a Mashhad nel 1969, Mojtaba Khamenei è stato a lungo considerato un politico dietro le quinte, con un’influenza significativa su affari politici, finanziari e di sicurezza, sostenuto proprio dalle Guardie Rivoluzionarie. La sua nomina a Guida Suprema, avvenuta l’8 marzo 2026, è stata accolta con scetticismo anche da diversi leader religiosi, che ne contestano il livello di giurisprudenza islamica, ritenuto insufficiente per il ruolo, soprattutto dopo che i suoi sostenitori lo hanno definito ayatollah.
Sanzionato dagli Stati Uniti già nel 2019 per il suo ruolo nelle attività regionali iraniane e nella repressione interna, Mojtaba è ritenuto più incline rispetto al padre a sostenere programmi nucleari controversi. La sua ascesa ha suscitato reazioni anche a livello internazionale: l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington dovrebbe avere voce in capitolo nella scelta della Guida Suprema e ha definito la nomina “inaccettabile”.






