Teheran, 18 gennaio 2026 – Erfan Soltani, giovane iraniano divenuto simbolo delle proteste contro il regime della Repubblica islamica, è stato ucciso in custodia secondo fonti riportate dall’account X del ministero degli Esteri israeliano in farsi. La notizia, diffusa sui social network, contrasta con la versione ufficiale della magistratura iraniana che aveva smentito la condanna a morte del 26enne.
L’arresto e la detenzione di Erfan Soltani
Soltani era stato arrestato durante una manifestazione con l’accusa di propaganda contro il sistema islamico e di atti contro la sicurezza nazionale. Dopo l’arresto, è stato portato nel carcere di Karaj, nelle vicinanze di Teheran. Da giorni, la sua famiglia è in apprensione, mentre le autorità iraniane comunicavano che il giovane non era stato condannato a morte. Tuttavia, la diffusione della notizia della sua morte ha suscitato nuova tensione e preoccupazione.
Secondo Iran Human Rights, organizzazione non governativa che monitora i diritti umani nel Paese, Soltani figurava tra i prigionieri politici condannati a morte in processi sommari, spesso basati su confessioni estorte e senza garanzie legali. La ONG denuncia come le autorità si preparino a eseguire una serie di condanne capitali per reprimere le proteste in corso, con una “grande vendetta” imminente.
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