L’agenzia degli attivisti iraniani per i diritti umani Hrana ha confermato la morte di oltre 6.100 persone durante le proteste scoppiate in Iran dal 28 dicembre scorso, innescate da una crisi economica che ha coinvolto circa 200 città in 31 province del Paese. Le manifestazioni, che hanno assunto carattere antigovernativo, hanno visto un massiccio coinvolgimento popolare e una dura repressione da parte delle autorità.
Bilancio delle vittime e arresti in Iran
Secondo il rapporto diffuso dalla Ong con sede negli Stati Uniti, 6.126 è il numero complessivo delle vittime accertate, di cui 5.777 erano manifestanti, 86 minori di 18 anni, 214 appartenenti a forze affiliate al governo e 49 civili estranei alle dimostrazioni. Hrana segnala inoltre che sono in fase di verifica altre 17.091 segnalazioni di decessi. Nei giorni scorsi, due alti funzionari del ministero della Salute iraniano hanno riferito a Time che in soli due giorni potrebbero essere state uccise fino a 30.000 persone durante le proteste.
Il governo iraniano, invece, riporta un bilancio più contenuto: 3.117 morti, includendo 2.427 civili e membri delle forze di sicurezza e 690 “terroristi”, termine usato da Teheran per indicare manifestanti che avrebbero compiuto atti violenti. Le autorità hanno arrestato complessivamente 41.880 persone, mentre 11.009 sono i feriti gravi registrati. Sono stati denunciati 245 casi di confessioni forzate trasmesse in diretta, secondo il rapporto di Hrana.






