New York, 6 aprile 2026 – Donald Trump ha rilasciato una serie di dichiarazioni forti durante una conferenza stampa a New York, riguardanti l’operazione militare in Iran e le tensioni crescenti tra Stati Uniti e Repubblica Islamica. Il presidente statunitense ha descritto l’operazione di salvataggio di un pilota disperso in territorio iraniano come “una delle missioni più complesse mai eseguite”, svelando dettagli significativi sull’impiego di forze aeree.
Operazione di salvataggio e forza militare impiegata
Secondo Trump, nell’operazione per il recupero del pilota sono stati coinvolti 155 aerei, tra cui quattro bombardieri e 13 aerei da combattimento. Il pilota è riuscito a evitare la cattura per quasi 48 ore, un risultato che il presidente ha definito un successo straordinario. Trump ha aggiunto che da un punto di vista militare, questa è stata “una delle nostre migliori Pasque”, sottolineando l’efficacia e la portata dell’azione statunitense.
Minaccia e ultimatum all’Iran
Durante la stessa conferenza, Trump ha lanciato un monito severo all’Iran, affermando che il Paese “può essere eliminato in una notte, e quella notte potrebbe essere domani”. Il presidente ha ribadito che martedì alle 20 ora di Washington scade un ultimatum per raggiungere un accordo con Teheran, senza il quale gli Stati Uniti potrebbero adottare misure drastiche. Ha inoltre definito “un crimine di guerra” consentire all’Iran di acquisire un’arma nucleare, riaffermando la sua ferma opposizione alla proliferazione nucleare iraniana.
Trump ha inoltre dichiarato che l’Iran vorrebbe un cessate il fuoco perché “li stiamo annientando”, ma ha chiarito che gli Stati Uniti non hanno firmato alcun cessate il fuoco e che il vice presidente J.D. Vance potrebbe essere coinvolto in eventuali incontri diplomatici. Aggiungendo che “abbiamo inviato delle armi in Iran” destinate ai manifestanti, ma che un altro gruppo le ha trattenute.
Il presidente ha definito la proposta iraniana “un grande passo, ma insufficiente” e ha sottolineato che la guerra potrebbe concludersi rapidamente se Teheran accettasse certe condizioni. La tensione rimane alta mentre si avvicina la scadenza definitiva per un accordo, fissata a martedì.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento di forte precarietà geopolitica, con il Medio Oriente al centro di uno scontro che potrebbe avere ripercussioni globali.






